Quando si parla di ipotermia, l’immagine più comune è quella di ambienti innevati e temperature rigide. In realtà, la perdita eccessiva di calore corporeo può verificarsi anche in condizioni apparentemente meno estreme, comprese le escursioni estive in quota. Questo aspetto è spesso sottovalutato, soprattutto quando si affrontano giornate calde a valle, che fanno percepire il rischio come lontano.
In montagna, tuttavia, come ben sappiamo le condizioni ambientali possono cambiare rapidamente. L’incremento della quota comporta una riduzione della temperatura, mentre vento, umidità e precipitazioni possono favorire una più rapida dispersione di calore. Anche un temporale improvviso, con pioggia e crollo improvviso delle temperature, può creare le condizioni per una perdita significativa di calore corporeo, soprattutto se il bambino è bagnato o poco coperto.
Perché i bambini sono più a rischio?
I bimbi sono particolarmente vulnerabili all’ipotermia. La loro superficie corporea, proporzionalmente più ampia rispetto al peso, favorisce la dispersione di calore. Inoltre, i loro meccanismi di termoregolazione sono meno efficienti e la capacità di produrre calore attraverso il movimento, soprattutto quando subentra la stanchezza e, in generale, nei bambini più piccoli, risulta limitata.
In montagna il meteo può variare molto rapidamente, favorendo il rischio di ipotermia soprattutto nei bambini, i quali sono più vulnerabili ai cambiamenti di temperatura. © Vadim Babenko - UnsplashCome si manifesta l’ipotermia nei bambini?
Per ipotermia si intende una temperatura interna inferiore ai 35°C, che si raggiunge quando il corpo non riesce a produrre un calore sufficiente per far fronte alla dispersione termica. È una condizione subdola e non si manifesta improvvisamente, ma attraverso una perdita di calore progressiva. I primi segnali possono essere trascurabili: brividi, pallore, estremità fredde e intorpidite, tendenza a ridurre le attività o cambiamenti del comportamento. Il bambino può apparire più silenzioso, meno reattivo o, al contrario, molto irritabile. Se questa condizione non viene rapidamente riconosciuta, essa progredisce e possono comparire difficoltà di coordinazione, dolori muscolari, sonnolenza, confusione mentale e, nei casi più seri (riferibili a valori di temperatura inferiori ai 32°C), alterazione delle funzioni vitali.
Come possiamo intervenire?
Riconoscere precocemente questi segnali è fondamentale e, fortunatamente, intervenire nelle fasi iniziali è generalmente semplice ed efficace. Il primo passo è interrompere l’esposizione al freddo: è importante spostare il bambino in un ambiente riparato dal vento e dall’umidità, sostituire eventuali indumenti bagnati e coprirlo adeguatamente. Il riscaldamento deve essere graduale, evitando fonti di calore diretto e privilegiando il contatto corporeo o l’uso di indumenti asciutti e caldi.
Ragazzine in escursione immerse in un meraviglioso ambiente autunnale © Gheorghe Lupan - UnsplashAnche l’apporto energetico gioca un ruolo importante: offrire bevande moderatamente calde (se disponibili) o alimenti può contribuire a sostenere la produzione di calore. Nei bambini più piccoli, il contatto con il corpo del genitore rappresenta una modalità efficace e immediata per favorire il riscaldamento.
La prevenzione resta comunque l’elemento chiave. Anche in estate è importante utilizzare un abbigliamento adeguato, con strati che permettano di adattarsi ai cambiamenti climatici. Un capo impermeabile e antivento nello zaino è sempre consigliato, così come un ricambio asciutto, soprattutto per i più piccoli. È inoltre utile evitare soste prolungate in condizioni di freddo o vento e prestare attenzione ai segnali di stanchezza, che limitano la capacità di produrre calore.
L’ipotermia non è quindi un problema esclusivamente invernale. In montagna, dove le condizioni possono variare rapidamente, è una possibilità concreta anche nelle stagioni più miti. Essere consapevoli di questo rischio e adottare semplici misure preventive permette di proteggere i bambini anche da condizioni meno facilmente intuibili come questa.