Dolomiti senza confini

Il sogno inizia a diventare progetto e presto arriva anche il nome: “Dolomiti senza confini». A proporre quel nome è la guida alpina di Sesto Daniel Rogger. Daniel, la cui famiglia gestisce il rifugio Pian di Cengia, è oggi l'autore della guida edita da Versante Sud con il marchio “Km Zero”

Unimmagine delle Tre cime di Lavaredo © M M, Wikipedia

Pubblichiamo la recensione di Andrea Formagnana, estratta dalla rubrica libri di Montagne360 di ottobre 2021

18 ottobre 2014, si inaugura il nuovo sentiero attrezzato che permette di girare attorno alla Croda dei Tonì – siamo nelle Dolomiti di Sesto.

Ci sono guide, fotografi, appassionati di montagna, gestori di rifugi. Tra questi c’è Bepi Monti, storico gestore del rifugio Carducci. È sua l’intuizione: «Questo percorso chiude un anello di ferrate: perché non costruire qualcosa di importante?». Quelle che noi chiamiamo ferrate sono nate durante la Grande Guerra. Erano sentieri, camminamenti che vennero attrezzati da alpini e kaiserjäger. Il 2014 è il centenario dello scoppio di quella guerra e l’idea che si fa avanti è di creare un percorso di pace. Il sogno inizia a diventare progetto e presto arriva anche il nome: “Dolomiti senza confini».

La copertina di “Dolomiti senza confini”

A proporre quel nome è la guida alpina di Sesto Daniel Rogger. Daniel, la cui famiglia gestisce il rifugio Pian di Cengia, è oggi l‘autore della guida edita da Versante Sud con il marchio “Km Zero” perché concepita è studiata da chi vive il territorio. Dolomiti senza confini è un trekking che in 9 giorni permette di percorrere 12 sentieri attrezzati tra Alta Pusteria, Comelico e Austria.

Il trekking inaugurale è stato percorso non a caso nel 2018. All’inaugurazione prese parte anche Reinhold Messner, che nella guida firma la prefazione. Nell’agevole pubblicazione troviamo descritte tutte le tappe, con possibili varianti. Si trovano tutte le info e i consigli necessari per intraprendere questa avventura.

Info libro
Versante Sud
96 pp.
19,50 €