Hervé Barmasse rinuncia all’ascensione della parete Rupal sul Nanga Parbat

"Dobbiamo dire arrivederci al nostro sogno perché le previsioni a lungo termine pronosticano l’arrivo del jet stream con vento da 70 a poco meno dì 200 km/h"

Da destra a sinistra, Hervé Barmasse, David-Göttler e Mike Arnold © Paolo Sartori

Hervè Barmasse ha deciso di rinunciare all’ascensione della parete Rupal del Nanga Parbat, a causa del maltempo. L’ascesa invernale della nona montagna più alta della terra doveva essere tentata insieme all’alpinista tedesco David Göttler e all’americano Mike Arnold.

«Dobbiamo dire arrivederci al nostro sogno perché le previsioni a lungo termine pronosticano l’arrivo del jet stream con vento da 70 a poco meno dì 200 km/h . E come quasi sempre accade, dopo il vento così forte riprenderanno le copiose nevicate rendendo inutile l’attesa al campo base», ha scritto l’alpinista valdostano in un post su Facebook. Allo stesso tempo, Barmasse non posticiperà la fine della spedizione, ma andrà avanti con il programma originale e si concentrerà sugli altri obiettivi dell’anno.

«Non ho mai rimpianto nessuna esperienza e dì certo non rimpiangerò questa. Quella dì aver creduto (e ci credo ancora) che si possa scalare la parete più grande del mondo (la Rupal del Nanga Parbat 8126 m) in inverno e in uno stile pulito, leggero, alpino. Uno stile che rispetta la montagna e dì conseguenza l’uomo. Ovvio, non è facile ma il limite, se ne esiste uno, è il bel tempo che non si presenta mai», continua Barmasse.

«Con David, nei pochissimi giorni di bello in cui abbiamo salito più di metà parete con uno zaino di poco più di 10 kg, ci siamo sentiti bene, più di quanto mi potessi aspettare. Ovvio, in inverno fa freddo, c’è tanta neve, ma la scalata grazie a queste sue caratteristiche è ancora più affascinante, bella, avvincente. E per me, l’alpinismo è, e rimarrà sempre questo: esplorazione e avventura», conclude.