La montagna in giallo

Due avvincenti thriller d'alta quota, ambientati rispettivamente sul Monte Bianco e a breve distanza dal Monviso, sul confine italo-francese

Un’immagine della vetta del Monte Bianco © Franco Pecchio

Poco prima di Natale sono usciti due interessanti“ gialli”, entrambi ambientati in montagna.

Il primo, Sangue sul Monte Bianco (260 pp., 19 euro), di Glyn Carr (pseudonimo dello scrittore-alpinista britannico Frank Showell Styles, 1908-2005), di cui Mulatero Editore ha già tradotto negli scorsi anni altri tre titoli (Morte dietro la cresta, Assassinio sul Cervino e Un cadavere al campo due), è ambientato sul versante francese del Monte Bianco ed è stato scritto nel 1958.

Come gli altri titoli di Carr, anche questo non fa eccezione, e il plot narrativo è talmente avvincente che quasi non ci si rende conto del tempo trascorso tra il momento della scrittura e l’uscita della traduzione italiana del libro, né ci si accorge che la vicenda è ambientata in un mondo in cui non esistevano cellulari e computer.

Il protagonista principale della vicenda è, al solito, Abercrombie Lewker, un attore shakespeariano, alpinista e detective dilettante, anche se l’io narrante è quello del giovane giornalista Jim Osborne, arrivato a Chamonix per intervistare un famoso attore del cinema.

La copertina di “Sangue sul monte bianco” © Mulatero editore

Magnifica l’architettura narrativa e più che convincente l’ambientazione, fin nei minimi particolari (d’altra parte l’autore della storia, come abbiamo già accennato era un alpinista con un ottimo curriculum di scalate).

Il secondo “giallo”, Delitti alle Traversette – Circo mortale all’ombra del Monviso (205 pp., 15,90 euro, Fusta Editore), dello scrittore francese Nicolas Crunchant, è ambientato a due passi dalla piramide del “Re di pietra”, su entrambi in versanti del Colle delle Traversette, a cavallo tra l’alta Valle Po e la francese Vallée du Guil.

la copertina di “delitti alle traversette” © Fusta editore

Anche in questo caso, oltre al un sapiente plot narrativo e all’abilità rilevabile nel tema e nella sceneggiatura del racconto, si impone all’occhio del lettore la perfetta conoscenza dei luoghi da parte dell’autore e la credibilità dei personaggi e delle atmosfere proprie della regione alpina che fa da sfondo ai due efferati delitti di cui il giallo si occupa.