Marmolada, il Manifesto delle Guide alpine venete in ricordo delle vittime

I cinque punti sono un invito a lavorare insieme per costruire una montagna più libera, responsabile, sostenibile e consapevole. Primi sottoscrittori il Cai e il Soccorso alpino del Veneto

La porzione della calotta di ghiaccio crollata sulla Marmolada © cnsas

Un elenco di cinque principi su cui ispirare il lavoro come guide e le attività del collegio in quanto espressione della categoria professionale. Questo, in estrema sintesi, contiene il Manifesto etico delle Guide alpine del Veneto in ricordo delle vittime della tragedia della Marmolada.

I punti del Manifesto

Nel manifesto i professionisti della montagna rivendicano innanzitutto

«un diritto universale alla frequentazione libera della montagna» e rifiutano «la visione politica di una montagna ridotta a parco giochi, a infrastruttura di svago regolamentata».

Nel terzo punto vengono riconosciuti

«i cambiamenti climatici come fattore di complessità crescente degli ambienti naturali» e, nel quarto, «gli impatti ambientali del turismo». Di conseguenza «ci impegniamo a promuovere una frequentazione etica e responsabile degli ambienti naturali».

Nel quinto e ultimo punto le guide ritengono che

«la partecipazione sia fondamentale per governare nel modo migliore la complessità in evoluzione dei territori di montagna».

«Gli eventi del 3 luglio in Marmolada hanno scosso profondamente tutti noi, e la scomparsa di due colleghi in quelle circostanze è certamente un evento a cui nessuno di noi era preparato», spiega il Presidente delle Guide Alpine del Veneto Marco Spazzini. «Nei giorni immediatamente successivi, quando il bilancio della tragedia stava diventando chiaro a tutti, è nato, su iniziativa del nostro Segretario Lucia Montefiori, un Manifesto etico delle guide, figlio dell’esigenza di dare una cornice di senso alla catastrofe appena successa e della voglia di onorare così la memoria dei colleghi scomparsi».

Presentazione manifesto Marmolada Alleghe

La presentazione del Manifesto ad Alleghe

Un documento aperto alle sottoscrizioni esterne

Pur rimanendo un documento delle guide e per le guide, il Manifesto è stato aperto alle sottoscrizioni esterne da parte di ogni ente o singolo che ritenga di identificarsi nei valori espressi.
Primi firmatari sono stati il Cai Veneto e il Soccorso alpino regionale, insieme ai quali Guide alpine hanno organizzato una presentazione pubblica i giorni scorsi ad Alleghe, alla quale hanno partecipato circa 300 persone, tra cui i parenti delle 11 vittime.

«Attraversare i confini e lavorare insieme per costruire una montagna più libera, responsabile, sostenibile e consapevole».

Questo, in conclusione, il messaggio che le Guide venete vogliono lanciare con questo manifesto.

Gli enti, le imprese e le associazioni che volessero sottoscrivere il Manifesto possono inviare la propria adesione all’indirizzo mail: collegio@guidealpineveneto.it
I privati possono dare la loro adesione compilando l’apposito form online.