Custodi delle Terre Alte, il CAI premia cinque storie di montagna abit ...

Comitato scientifico centrale
I sindaci dei quattro paesi premiati: Arzana, Fonni, Desulo e Villagrande Strisaili, unitamente a Matteo Marteddu (Gruppo Regionale CAI Sardegna) e Tonino Ladu (Presidente della Sezione proponente di Nuoro).

Il Comitato Scientifico Centrale del Club Alpino Italiano ha recentemente riconosciuto a Giulio Tollardo, Nello Scenini, “Vieni a vivere a Corezzo APS”, Luciano Sammarone e Silvano Salvatore di Leo l’appellativo di Custodi delle Terre Alte.

Giunto alla sua quinta edizione, il Premio Nazionale Custodi delle Terre Alte 2026 ha visto la partecipazione di quattordici sezioni da tutta Italia, che hanno potuto proporre i nominativi di espressioni del territorio particolarmente meritevoli di ricevere il riconoscimento. Figure che, attraverso la loro vita e le loro azioni quotidiane, contribuiscono a tenere vivo il legame tra la comunità e le aree montane, e che il CAI premia con una targa di riconoscimento.

Si tratta di un’iniziativa ad alto valore simbolico, capace di unire esperienze e storie provenienti da ogni parte della penisola, molto partecipata da parte delle sezioni locali, che hanno fatto pervenire numerose candidature. I premiati di quest’anno incarnano diversi aspetti di quella che è possibile definire una montanità tenace ma gentile, votata alla memoria, al servizio e alla condivisione.

Giulio Tollardo, presidio umano della borgata Bellotti

A cominciare dall’arco alpino orientale, dove la sezione CAI di Feltre, in provincia di Belluno, ha voluto riconoscere a Giulio Tollardo il suo ruolo di custode attento e premuroso della borgata storica Bellotti di Lamon, vero presidio umano e ultimo abitante di un’area che combatte da anni contro la piaga dello spopolamento.

Tutela del paesaggio, manutenzione dei sentieri e recupero delle tradizioni agricole locali si uniscono alla memoria e alla trasmissione dei valori culturali legati alla montagna a tutti i visitatori che raggiungono la zona, rendendo Tollardo un esempio di valorizzazione resiliente dell’abitare in montagna.

Nello Scenini, il Maestro della Pietra

Dalla sezione CAI Grigne-Mandello del Lario, in provincia di Lecco, proviene il premiato più longevo: il “Maestro della Pietra” Nello Scenini, classe 1927.

Nella sua lunghissima vita di artigiano e intagliatore di pietre ha restaurato, insieme alla sua squadra, il sentiero storico del Santuario di Santa Maria e molti altri sentieri ed edifici delle Terre Alte della sua zona. Instancabile testimone e profondo conoscitore di un’arte antica dedicata alle montagne e ai loro luoghi, Scenini incarna i valori di dedizione, coraggio e amore per la comunità che costituiscono colonne portanti del CAI e del corpo degli Alpini, di cui fa parte.

“Vieni a vivere a Corezzo APS”, restare come scelta di comunità

All’associazione “Vieni a vivere a Corezzo APS”, su proposta della sezione CAI di Arezzo, va un riconoscimento che parla di lavoro di squadra, spirito di servizio e volontà di non lasciare indietro nessuno.

Maria Elisa Grandis, presidente dell’associazione che ha sede a Corezzo, paesino di montagna tra il Santuario della Verna e il Sacro Eremo di Camaldoli, in Toscana, rappresenta un gruppo di persone che ancora crede nella possibilità di restare. L’associazione svolge molte funzioni essenziali, tra cui emporio, generi alimentari, bar e punto di ritrovo, e insieme alla cooperativa di comunità gestisce servizi per le scuole del paese, come la mensa e la sorveglianza scuolabus, costituendo un esempio virtuoso di impatto sociale sulle comunità che abitano le Terre Alte.

Luciano Sammarone, tutela scientifica e dialogo con le comunità

Tra i Custodi delle Terre Alte 2026 si distingue per l’altissimo profilo scientifico e istituzionale Luciano Sammarone, proposto dalla sezione CAI di Castel di Sangro, in provincia dell’Aquila.

Direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Sammarone è da sempre in prima linea nella valorizzazione di questo prezioso scrigno paesaggistico, in dialogo con le comunità che lo vivono ogni giorno. Un impegno che passa anche dalla strenua difesa di specie protette e a rischio di estinzione, come l’orso bruno marsicano, e dalla divulgazione aperta e impegnata del portato storico e culturale di un territorio prezioso da custodire per tutti.

Silvano Salvatore di Leo, biodiversità e saperi antichi nel Pollino

Chiude la cinquina dei premiati di quest’anno Silvano Salvatore di Leo, segnalato dalla sezione CAI di Lagonegro, in provincia di Potenza. Agricoltore di Castronuovo Sant’Andrea, nel Parco Nazionale del Pollino, Di Leo è una figura capace di coniugare saperi tradizionali, tutela della biodiversità e presidio attivo del territorio.

Attraverso il recupero e la coltivazione di varietà locali e semi antichi, contribuisce in modo concreto alla salvaguardia della biodiversità agraria, contrastando i processi di omologazione e perdita delle identità locali che affliggono le Terre Alte di cui si fa abitante e custode. In un contesto segnato da marginalità e spopolamento, la sua presenza mantiene viva la relazione tra comunità e territorio, attraverso un modello sostenibile e radicato.

Un riconoscimento che parte dai territori

Come dimostra l’ampia partecipazione di quest’anno e degli anni passati, il Premio Custodi delle Terre Alte è divenuto un riconoscimento ormai molto importante per le sezioni, perché permette loro di valorizzare e far conoscere a livello nazionale le realtà locali più preziose e meritevoli con un gesto concreto, per quanto semplice, come una targa commemorativa.

Si tratta di una forma tangibile di attenzione che parte dal territorio, risale alle istituzioni nazionali come il Comitato Scientifico Centrale e torna infine ai territori stessi, in uno scambio di esperienze che si fa più ricco ogni anno che passa. Un’iniziativa preziosa e al tempo stesso necessaria più che mai in un tempo segnato dall’isolamento delle aree interne e dalle difficoltà delle Terre Alte.

Resta infine doveroso un sentito ringraziamento alla sezione del Club Alpino Italiano di Cassino, che negli ultimi tempi si è fatta promotrice organizzativa del Premio, permettendo di coordinare e uniformare la raccolta delle candidature e di provvedere al raccordo operativo istituzionale.