Una nuova avventura lungo il “Sentiero delle vasche” di Valmadrera

I ragazzi dell'Alpinismo giovanile del Cai Novi Ligure hanno affrontato il percorso attrezzato «con grande bravura». I più piccoli hanno acquisito confidenza con imbrago, casco e set da ferrata

Ag Novi Sentiero Vasche Piccoli

Il gruppo dei piccoli lungo il percorso © Cai Novi Ligure

Il “Sentiero delle vasche” è un bellissimo itinerario che da Valmadrera (LC) permette di visitare la forra del torrente Inferno. Sono numerosi i passaggi e gli attraversamenti su roccia, che richiedono attenzione, calzature adatte e un po’ di equilibrio.
Tutti i passaggi più impegnativi sono attrezzati con catene e staffe, e in alcuni casi veri e propri gradini sono stati scavati direttamente nella roccia.

Un percorso stimolante e appassionante per i più giovani

«Si tratta di un percorso che dà ai più giovani un’occasione stimolante ed appassionante che li condurrà verso la loro prima “via ferrata”»,

affermano gli Accompagnatori di Alpinismo giovanile del Cai Novi Ligure, che proprio qui hanno portato i propri bambini e ragazzi domenica 30 maggio.
I giovanissimi, divisi in due gruppi in base all’età e all’esperienza, hanno percorso il sentiero attrezzato «con grande bravura».

AG Novi Sentiero delle vasche attrezzato

Lungo il percorso attrezzato

Brillantemente superata la parte bassa della forra dai più piccoli

Il gruppo dei più piccoli ha affrontato la prima parte del percorso attrezzato e,

«dotati di tutte le protezioni di sicurezza (imbrago, casco e set da ferrata) soprattutto per farli abituare al loro corretto utilizzo, hanno brillantemente superato il percorso lungo la parte bassa della forra».

Dopo aver raggiunto una via d’uscita, hanno percorso con i fedeli scarponcini un sentiero che li ha condotti «alla splendida piana di San Tomaso, dove si sono dati ai giochi in attesa di ricongiungersi con il gruppo “avanzato”».

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Un percorso avventuroso © Cai Novi Ligure

I più grandi proseguono fino a Taja Sass

Quest’ultimo ha proseguito lungo la forra affrontando un percorso che,

«pur rimanendo di difficoltà contenute, presentava alcuni passaggi che richiedono maggiore fisicità rispetto al tratto iniziale».

Hanno raggiunto così la località Taja Sass, che trae il nome (taglia sasso o taglia sassi) dal termine con cui, nel dialetto locale, viene indicata la località Molinata, nell’omonima valle, a circa 620 m di quota, non lontano dalle case di San Tomaso.

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Una ragazzina tra una roccia e l’altra © Cai Novi Ligure

Un nome che deriva dalle attività umane di una volta

L’origine del nome è presto spiegata dagli accompagnatori: «sul posto, nelle vicinanze del torrente Inferno, si trovavano (e in parte si trovano ancora) diversi massi erratici (alcuni piuttosto grandi) di “serpentino”, una roccia appartenente alle cosiddette “pietre verdi”, ricercata e apprezzata nei settori dell’edilizia e dell’arredo urbano e funerario. Tra la fine dell’Ottocento e i primi anni della seconda guerra mondiale, alla Molinata operarono in successione varie imprese di pochi addetti impegnate nel taglio dei massi e nel trasporto a valle dei blocchi così ricavati. L’ultima impresa concluse i lavori nel 1942 a causa dell’incalzare degli eventi bellici. L’attività di taglio è ben illustrata da un pannello del “Percorso dei massi erratici”».

I ragazzi hanno poi fatto rotta verso San Tomaso per riunirsi all’altro gruppo.