Online il Bollettino di aprile del Comitato scientifico centrale del Cai

Tra i contenuti gli assetti forestali dell'Appennino, le conseguenze della crisi climatica, il riutilizzo dei fabbricati abbandonati e i risultati di una ricerca sul buio notturno

DimoraCeltica_Doccia

Resti di dimora “celtica” presso l’abitato di Doccia (1.300 m) – Fiumalbo sul Monte Cimone © Giovanni Margheritini

È scaricabile online il numero di aprile del Bollettino del Comitato scientifico centrale del Cai.

Anche questa volta sono diverse le tematiche scientifiche oggetto dei contributi pubblicati, iniziando dagli assetti forestali dell’Appennino per arrivare alle conseguenze della crisi climatica e alle testimonianze della presenza umana sulle Terre alte.

Un contributo si occupa poi di economia di montagna in forma didattica, con la descrizione degli studi e la presentazione di interessanti possibili proposte sul riutilizzo dei fabbricati in Valdigne (Valle d’Aosta). Un altro articolo, infine, parla del buio notturno, con i risultati di una ricerca condotta sull’Appennino settentrionale e su alcune isole del Mar Tirreno.

«È già passato più di un anno dalla ripresa delle pubblicazioni del Bollettino del Csc», commenta il vicepresidente dell’Organo tecnico del Sodalizio Giovanni Margheritini. «La pubblicazione sta suscitando nuovo interesse tra i soci e nel mondo accademico, con cui siamo solitamente in contatto».

Copertina_Bollettino_CSC_Aprile_2022

Margheritini sottolinea con soddisfazione che

«sono parecchi i soci che ci contattano per avere informazioni su come poter pubblicare un proprio contributo. Stiamo così entrando in contatto con soci, rimasti fin’ora sconosciuti agli ambienti del Comitato scientifico centrale, che svolgono lavori di ricerca in università e istituti di ricerca, archeologi e antropologi che lavorano nelle soprintendenze di archeologia, belle arti e paesaggio di molte regioni. Ma anche semplici soci che, da autodidatti, hanno studiato e approfondito tematiche sulle Terre alte e sugli aspetti naturalistici e ambientali delle nostre montagne».