In Patagonia si fondono i ghiacciai e si innalza la superficie

In Patagonia, non solo si riducono i ghiacciai, ma il fenomeno si associa a un innalzamento della superficie terrestre

Una foto del ghiacciaio Perito Moreno © Unsplash

La Patagonia muta forma a causa della fusione dei ghiacciai. Non solo la superficie glaciale si riduce a una velocità tra le più alte registrate a livello mondiale, ma si associa un innalzamento della superficie su cui poggiano i ghiacciai. 

Il fenomeno è stato analizzato e studiato dai ricercatori della Washington University di St. Louis, negli Stati Uniti. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Geophysical Research Letters, in un paper dal titolo “Lithospheric Erosion in the Patagonian Slab Window, and Implications for Glacial Isostasy”.

La riduzione del peso del ghiacciaio

La ragione di questo fenomeno è da ritrovarsi nella riduzione di peso del ghiacciaio. Se la massa scompare, la superficie sottostante subisce un effetto di rimbalzo come qualsiasi corpo elastico.

Secondo i ricercatori si tratta di un fenomeno geologico definito isostasia o rimbalzo post glaciale. In sostanza, al termine delle ere glaciali, il  terreno tende effettivamente a innalzarsi, una volta che sia venuto meno il peso di centinaia di metri di ghiaccio. Di solito però i tempi sono molto estesi nel tempo. In Patagonia, invece il processo viene accelerato dal fenomeno della subduzione che interessa la regione patagonica e su cui una placca sta progressivamente sprofondando al di sotto di un’altra. In particolare, i ricercatori hanno identificato “una finestra” che favorisce la risalita verso la superficie di materiale proveniente dall’astenosfera: più caldo e meno viscoso.

All’interno e nelle vicinanze della “finestra” gli scienziati hanno rilevato un assottigliamento della rigida litosfera sovrastante, effetto di una erosione dal basso. Chilometri e chilometri più in alto, in corrispondenza della finestra, i campi di ghiaccio stanno arretrando, diminuendo il loro carico sulla litosfera erosa dal basso.

«La bassa viscosità fa sì che il mantello risponda allo scioglimento dei ghiacci su una scala temporale di decenni non migliaia di anni», spiega in un comunicato stampa ufficiale il sismologo Douglas Wiens, responsabile del progetto di ricerca.