Gli atenei italiani e il Cai uniti per Climbing for Climate

Si conclude la quarta edizione della campagna organizzata dalla RUS - Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile, in collaborazione con il Cai, per sensibilizzare sugli effetti dei cambiamenti climatici

Uno scatto dall’evento nazionale di Climbing for Climate sul Monte Bianco

Si conclude in questa prima settimana di ottobre la quarta edizione di Climbing for Climate, l’evento dimostrativo organizzato dalla Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile (RUS) e dal Club alpino italiano (Cai) che anno dopo anno raccolgono sempre più adesioni tra le università italiane aderenti alla Rete e dalle Sezioni e dai Gruppi regionali del Cai.  Anche il Presidente generale Antonio Montani e il Responsabile ambiente del Sodalizio, Mario Vaccarella, hanno, con rinnovato impegno, spinto per l’adesione di ulteriori università e strutture del Sodalizio.

L’obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica locale, nazionale e internazionale sugli effetti dei cambiamenti climatici attraverso un’azione simbolica e coordinata che vede le comunità universitarie impegnate in escursioni e trekking nei rispettivi territori, prediligendo aree protette e luoghi in cui gli effetti del cambiamento climatico sono tangibili.

Le ricerche che vengono condotte dalle comunità scientifiche confermano che ogni decimo di grado di aumento delle temperature medie globali comporta incrementi sempre più catastrofici e irreversibili dei rischi e dei costi della crisi climatica. Il cambiamento climatico, l’aggressione alla biodiversità e agli equilibri naturali stanno uccidendo, direttamente e indirettamente, milioni di persone ogni anno, e il bilancio non può che aggravarsi. Proprio perché consapevoli da molto tempo di questa traiettoria, l’impegno scientifico, divulgativo e di promozione della consapevolezza dell’intensità di  questi rischi non può che aumentare da parte delle comunità universitarie.

Atenei ed escursioni in tutta Italia

Sono 43 gli Atenei che da Nord a Sud hanno aderito all’iniziativa organizzando tra luglio e l’inizio di ottobre 25 iniziative in 16 Regioni italiane e coinvolgendo oltre 1300 persone, tra studenti e studentesse, docenti, ricercatori e ricercatrici, personale degli Atenei, rappresentanti del CAI e giornalisti che hanno partecipato alle escursioni diffuse su tutto il territorio nazionale.

La quarta edizione del Climbing for Climate è patrocinata dal Ministero della Transizione Ecologica (MITE), Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), e Comitato Glaciologico Italiano.

L’evento nazionale

L’iniziativa è stata inaugurata il 21-22 luglio con l’evento di rilevanza nazionale svoltosi in Valle d’Aosta sulle pendici del Monte Bianco e organizzato dalle 4 università Piemontesi – Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino, Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”, Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – l’Università della Valle D’Aosta, l’Università degli Studi di Brescia e il Club Alpino Italiano (CAI) Sezione di Brescia. Le due giornate dedicate all’osservazione dei ghiacciai hanno visto la partecipazione di Rettori, Rettrici e dei vertici del Cai centrale, tra gli altri. Senza dimenticare i rappresentanti di 15 Atenei della Rete e di enti patrocinatori e collaboratori, per un totale di oltre 70 persone. Durante le escursioni al lago del Miage e al Col des Flambeaux, i partecipanti accompagnati dagli esperti del Comitato Glaciologico Italiano e dall’ARPA Valle D‘Aosta e grazie alla collaborazione del Comando Truppe Alpine e Fondazione Montagna Sicura, hanno potuto osservare a distanza di sicurezza i ghiacciai e riflettere insieme sugli effetti del riscaldamento globale in alta montagna. L’evento sul Monte Bianco è stato patrocinato anche da Legambiente e UNITA – Universitas Montium.

Da sinistra a destra, il delegato all’ambiente Mario Vaccarella, il Presidente generale Antonio Montani e il delegato ai rifugi e Sentiero Italia Cai Paolo Valoti © Cai

Ideato nel 2019 dall’Università degli Studi di Brescia che come prima edizione promosse l’ascesa di Rettori e delegati dei Rettori al ghiaccio del monte Adamello, su impulso della RUS il CFC ha poi assunto negli anni successivi anche una dimensione “diffusa” con eventi su tutto il territorio nazionale.

“È crescente il numero degli atenei che partecipano a questa campagna, divenuta ormai, dopo quattro anni di implementazione, l’iniziativa di sensibilizzazione più importante svolta dalle università italiane della RUS, insieme al Club Alpino Italiano, verso la grave crisi climatica in atto. Le università sono attori importanti della transizione ecologica e svolgono un ruolo chiave nell’azione di contrasto alla perdita di biodiversità che interessa tutti i territori e le comunità locali, grazie al perseguimento responsabile delle loro missioni, di educazione, ricerca e condivisione della conoscenza”, dichiara Patrizia Lombardi, Presidente della RUS e Vice-rettrice per il campus e comunità sostenibili del Politecnico di Torino.

“La quarta edizione di Climbing for Climate unisce ancora una volta il mondo delle università e coloro che amano la montagna, come i soci del Club alpino italiano. La lotta e la sensibilizzazione contro gli effetti del cambiamento climatico che colpiscono i nostri ghiacciai, rappresenta uno degli obiettivi di questa presidenza del Club alpino italiano. Più in generale, si può dire che la protezione ambientale rappresenta la priorità del Sodalizio. Se siamo amanti della montagna abbiamo il dovere morale di fare tutto il possibile per invertire la tendenza”, afferma il Presidente generale del Cai Antonio Montani.

“La collaborazione  qualificata con le università è un aspetto significativo dell’impegno del Club Alpino Italiano per i cambiamenti climatici e riscaldamento globale, indirizzato  alla formazione delle nuove classi dirigenti, che può consentire una azione incisiva nei confronti dei portatori di interesse ambientale , come potranno essere gli studenti coinvolti”, questo quanto dichiara il responsabile ambiente del Cai Mario Vaccarella.

L’elenco degli atenei

Ecco l’elenco degli Atenei RUS che hanno organizzato delle escursioni sul territorio nazionale: Gran Sasso Science Institute, Libera Università di Bolzano, Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento Sant’Anna, Università Ca’ Foscari Venezia, Università degli Studi della Tuscia, Università degli Studi “G. D’annunzio” Chieti Pescara, Università degli Studi dell’Aquila, Università degli Studi dell’Insubria, Università degli Studi della Campania – Luigi Vanvitelli, Università degli Studi di Brescia, Università degli Studi di Camerino, Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Università degli Studi di Firenze, Università degli Studi di Genova, Università degli Studi di Macerata, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Università degli Studi di Messina, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Università degli Studi di Napoli Federico II, Università degli Studi di Palermo, Università degli Studi di Parma, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Università degli Studi di Salerno, Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Università degli Studi di Siena, Università degli Studi di Teramo, Università degli Studi di Torino, Università degli Studi di Trieste,  Università degli Studi di Udine, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”, Università della Valle D’Aosta, Università di Pisa, Università di Catania, Università IUAV di Venezia, Università LUM Giuseppe Degennaro, Università Politecnica delle Marche, Università per Stranieri di Perugia, Università Telematica “Leonardo Da Vinci”.