Sentieri e sentieristica, tra norme, responsabilità e frequentazione

Ieri si è tenuta la presentazione on line del nuovo libro edito dal Cai "La Sentieristica nella normativa e nella giurisprudenza" di Gian Paolo Boscariol

Prato Spilla Segnaletica

Segnaletica a Prato Spilla (PR) © Cai

«La sentenza di condanna in primo grado del Tribunale di Aosta nel processo per la valanga di Pila è la conferma di come la montagna non possa più essere considerata una realtà libera da qualsivoglia intervento delle norme e delle conseguenti ricadute giudiziarie». Con queste parole il Presidente generale del Cai Vincenzo Torti ha dato avvio, nel tardo pomeriggio di ieri, alla presentazione on line del volume La Sentieristica nella normativa e nella giurisprudenza di Gian Paolo Boscariol, recentemente pubblicato dal Club alpino italiano per la nuova collana “Montagne e Diritto”. Un evento, il secondo della rassegna “Una montagna da leggere” curata dal Centro operativo editoriale del Sodalizio e dalla redazione de Lo Scarpone, che ha visto un dialogo tra il Presidente generale e l’autore. Ha condotto il direttore di Montagne360 Luca Calzolari.

La copertina del libro

Normative diverse da regione a regione

«Il libro affronta una materia da studiare anche se decisamente ostica, per il numero di normative diverse da regione a regione e per la conseguente difficoltà a cogliere e a definire i temi di carattere generale», ha detto Torti in apertura.

«Boscariol ha realizzato uno strumento che si rivolge innanzitutto ai Soci del Cai, ma anche ai legislatori e agli amministratori. Questi ultimi hanno l’opportunità di svolgere analisti critiche su leggi e regolamenti già promulgati su un ambito che ha bisogno di poche definizioni e di molta chiarezza. L’autore ha dedicato tempo e impegno alla raccolta aggiornata dei testi, alla rielaborazione dei concetti e all’individuazione di chi fa che cosa, di chi ha responsabilità, di chi non ne ha e delle situazioni in cui si può accedere o meno ai sentieri con mezzi alternativi. Un lavoro encomiabile, utilissimo, che vuole fornire uno strumento che faccia capire cosa significhi sentiero».

Boscariol ha evidenziato innanzitutto la quantità di

«leggi, delibere e atti promulgati dai 21 sistemi amministrativi che hanno competenza sulla sentieristica in Italia. Sto parlando di 19 Regioni e due Province Autonome. Con questo libro intendo offrire una fotografia di come l’Italia vede il mondo dell’escursionismo».

La pubblicazione, quindi, evidenzia innanzitutto le differenze nelle normative delle singoli Regioni, evidenziando le competenze in materia di manutenzione dei sentieri, segnaletica e limitazioni alla circolazione dei mezzi motorizzati.

Gian Paolo Boscariol

Gian Paolo Boscariol © Cai

Il sentiero è un bene pubblico

«Un aspetto fondamentale che sottolineo – ha proseguito l’autore – è che il sentiero, a parte i casi in cui attraversa una proprietà privata, è un bene pubblico, con competenza e responsabilità affidata all’ente locale, dunque al Comune».

Questa precisazione è davvero opportuna, come ha detto Torti. «Il Cai si occupa della manutenzione dei sentieri, ma non è responsabile di eventuali incidenti che potrebbero accadere lungo il percorso. Noi permettiamo l’esistenza e la percorribilità dei sentieri, ma questo non può tramutarsi in una forma di responsabilità. Il sentiero ha delle caratteristiche oncologiche precise, chi ci si avventura deve avere la consapevolezza che non sta circolando sulla strada cittadina. Questo concetto fa parte di quella autoresponsabilità che ci sta a cuore. In altri Paesi europei è di gran lunga la chiave di lettura prevalente e lo deve essere anche da noi. Non si può essere chiamati a rispondere per avvallamenti, buche e fango lungo un tracciato. Al contrario verrebbe vanificato il volontariato di chi si occupa di mantenere vivo un elemento essenziale della montagna. Il sentiero non può diventare una trappola, altrimenti non se ne occuperebbe più nessuno. I sentieri sono di proprietà dei Comuni, e se qualcuno deve essere responsabile è l’ente pubblico, limitatamente però a ciò che è governabile».
Tutto questo si ricollega a una questione di fondo, a parere di Boscariol: «bisogna impegnarsi per trasmettere a tutti una cultura e un’educazione alla montagna. Il problema è stato sotto gli occhi di tutti l’estate scorsa, con la crescita di interventi del soccorso alpino».

Vincenzo Torti

Il Presidente generale Vincenzo Torti © Cai

Segnaletica Cai unico tratto comune delle normative regionali

Boscariol ha spiegato poi che l’unico tratto comune di tutte le normative (a eccezione di quella della Valle D’Aosta) riguarda la segnaletica Cai bianco-rosso-bianca dei sentieri. «Anche se, anche in questo caso, ci sono arrivate per vie differenti: chi per una legge, chi per un regolamento attuativo, chi per una deliberazione autonoma della giunta».
Altro tema approfondito è quello della sopracitata circolazione dei mezzi motorizzati. L’autore del libro precisa:

«Nel Codice della strada viene definito che cos’è un sentiero, non chi ci possa circolare. La circolazione è definita dalle Regioni, che in larga parte la vietano espressamente ai mezzi motorizzati».

Attenzione, rispetto reciproco e per l’ambiente

Ha concluso l’evento il Presidente generale: «apprezzo davvero molto il fatto che nel Cai i diversi modi di frequentare la montagna trovino attenzione, rispetto reciproco e per l’ambiente. Lo dimostrano i nostri cicloescursionisti, con le regole che si sono dati per portare avanti la propria passione in modo coerente e compatibile con le montagne. Ringrazio infine tutti i nostri volontari che si occupano di sentieristica, sono centinaia e se in montagna ci si può andare il merito è loro».

La Sentieristica nella normativa e nella giurisprudenza è acquistabile online sullo store del Cai.

Qui sotto è possibile rivedere la diretta