Impianto sul Terminillo, il MITE contesta la valutazione di impatto ambientale positiva

La Direzione Generale per il patrimonio naturalistico del ministero della Transizione Ecologica ha contestato la validità della pronuncia positiva della valutazione di impatto ambientale del progetto di impianto sciistico TSM sul monte Terminillo

Il monte Terminillo a gennaio 2021 © Ph. Leonardo Murino

Lo scorso 14 maggio, la Direzione Generale per il patrimonio naturalistico del Ministero della Transizione Ecologica ha contestato la validità della pronuncia positiva della valutazione di impatto ambientale del progetto di impianto sciistico TSM sul monte Terminillo. La nota del MITE , che invita la Regione Lazio «a porre in essere, in via di autotutela, ogni necessaria iniziativa con riferimento alle non conformità evidenziate» dimostra «la fondatezza delle Osservazioni al progetto presentate da 20 Associazioni che si battono sia per il rispetto della legalità che per un futuro migliore e diverso del Terminillo», fa sapere il cartello di associazioni ambientaliste, di cui fa parte il gruppo regionale Cai Lazio.

La conferma delle osservazioni delle associazioni

La nota conferma  «l’illegittimità degli ampliamenti, delle delocalizzazioni e delle nuove realizzazioni di impianti sciistici e opere connesse, non consentiti dalle norme di tutela nazionali e comunitarie relative alla conservazione e tutela della Rete Natura 2000, al cui interno ricadono le pesanti trasformazioni ambientali e paesaggistiche programmate dal TSM ricorrendo a deroghe che il MITE ritiene del tutto infondate. A questo punto ci aspettiamo che l’Area VIA della Regione Lazio ritiri, in autotutela, il parere di VIA e di VINCA e risolva le non conformità segnalate dal MITE, riconoscendo gli impatti sugli habitat. Un riconoscimento che porterà alla bocciatura del collegamento nella Vallonina ed alla chiusura del provvedimento nel rispetto della legalità», continuano le associazioni.

Allo stesso tempo, il MITE si è espresso solo su di un aspetto di propria competenza – la tutela delle aree protette della Rete Natura 2000 – ma rimangono validi numerosi altri aspetti problematici del TSM quali la incoerenza con la pianificazione paesaggistica, il mancato ricorso alla Valutazione Ambientale Strategica, la mancata considerazione degli usi civici, la natura fallimentare delle sue aspettative in termini di sviluppo socioeconomico del Terminillo, aspetti che hanno alimentato il ricorso al TAR da parte delle Associazioni.

Un futuro diverso

«Appare sempre più chiaro come il futuro del Terminillo vada progettato in modo radicalmente diverso, con il rafforzamento della tutela delle sue risorse ambientali e paesaggistiche. Il Terminillo rimane l’unica grande montagna del Centro Italia non istituita in area protetta, pur essendo in stretto contatto ecologico con i Parchi Nazionali dei Monti Sibillini, del Gran Sasso Laga, della Maiella Morrone e del Parco Nazionale dell’Abruzzo, Lazio e Molise e con la promozione di un diffuso tessuto di ricettività, ospitalità, sentieristica, attività legate alle produzioni locali», continuano.

Alla luce di questo intervento del ministero, le Associazioni auspicano un radicale mutamento di rotta della Regione Lazio, della Provincia di Rieti e dei Comuni, nella certezza che potrà garantire in tempi brevi un futuro sostenibile ma nel contempo più prospero al Terminillo. «Un ripensamento che – in un momento storico epocale – potrà anche mostrare ai cittadini e agli operatori reatini il volto di una Amministrazione Pubblica realmente orientata alla qualità di vita dei cittadini», concludono le associazioni