Il vento che uccide la fragile vita sotterranea

Uno studio sulla deposizione di uova di "Ischyropsalis", un aracnide adattato alla vita in grotta, aiuta a comprendere come le variazioni climatiche possano influire in modo nefasto sulla fauna ipogea

Giovani Ischyropsalis

Appena nati, i giovani Ischyropsalis sono bianchi traslucidi, con chele rosso rubino e due evidenti occhietti neri © Luana Aimar

Lo studio della vita in grotta è alla base della stessa ricerca speleologica, poiché agli inizi della speleologia si esplorava soprattutto alla ricerca di risorse idriche o di nuove specie animali. Gli studi sulla fauna sotterranea sono molto specialistici, ma i social media li hanno resi paradossalmente vicini. Quando c’è voglia di comunicare e capacità di documentare, può risultare interessante anche una ricerca molto mirata.

Ne abbiamo parlato con la biologa Luana Aimar, socia dello Speleo Club del Cai di Erba, che si dedica alla sistematica documentazione di grotte, intese come luoghi geografici e habitat peculiari. Luana ha cominciato uno studio, unico nel suo genere, sulla deposizione delle uova di Ischyropsalis, aracnide di grotta con sviluppate attitudini predatorie. Mentre lo studio procedeva, è cominciata anche la pubblicazione di interessanti immagini su Facebook. Poi è apparso un post inquietante. La forte differenza termica tra esterno e interno della grotta aveva trasformato la corrente d’aria in vento che era andato a interferire con una goccia di muco che conteneva uova, degradandole…

Gocciola shakerata in salute

La gocciola shakerata, qui fotografata il 5 luglio 2022 con le uova ancora in perfetto stato di salute © Luana Aimar

Luana, perché una ricerca così prolungata e specialistica?
«Ho sempre amato gli Ischyropsalis, e questo lavoro è nato da una mia idea. Volevo documentare fotograficamente l’evolversi di una goccia di muco con uova di Ischyropsalis (che, in base alle informazioni disponibili, avrebbero dovuto impiegare due settimane per raggiungere la schiusa) e questo richiedeva visite frequenti, ogni 3-4 giorni. Quasi subito, il lavoro si è ampliato portando a un vero e proprio monitoraggio e alla raccolta e documentazione di nuove informazioni: ad esempio, si è scoperto che l’evoluzione delle uova richiede in media 9-10 settimane, con fasi caratteristiche che sono state documentate. Inoltre, sono state osservate e documentate per la prima volta in natura la produzione delle uova da parte delle femmine e la loro schiusa, è stato individuato un miriapode (indeterminato…) che si nutre del muco che àncora le uova alle superfici e le protegge».

Gocciola shakerata decomposizione

La gocciola shakerata, qui fotografata il 9 settembre 2022 con le uova marce e il muco in decomposizione © Luana Aimar

Come ti sei accorta che la variazione climatica, quindi il maggior vento, influenzava l’habitat?
«Frequento la grotta Nuovi Orizzonti in Campo dei Fiori, vicino a Varese, da 25 anni: trattandosi di un ingresso basso, in estate c’è sempre stata una netta corrente d’aria fredda in uscita, che si poteva sentire anche a qualche metro dall’ingresso. Quest’anno lo sbalzo termico è stato tale che esternamente si percepiva il soffio freddo dell’aria dell’ingresso già in valle a una cinquantina di metri di distanza. Internamente, in tutto il primo tratto di strettoie dove depongono gli Ischyropsalis, la corrente poteva più correttamente essere chiamata “vento”! Una delle gocce di muco (con una dozzina di uova circa) oggetto del monitoraggio, che stava seguendo uno sviluppo regolare, ha cominciato ad essere shakerata in modo incontrollabile. Con il passare dei giorni le uova hanno virato al giallo, poi al marrone e infine tutta la goccia di muco è marcita».

Nuovi orizzonti campo dei fiori

Nuovi Orizzonti, con uno sviluppo stimato superiore agli 8 km, è una delle principali grotte di Campo dei Fiori © Luana Aimar

Quali indicazioni per la vita della nostra specie possiamo trarre dallo studio della vita ipogea e anche da questi “incidenti”?
«È una domanda davvero difficile, considerando che la fauna ipogea ancora oggi è nota in modo molto imperfetto e incompleto. Da un punto di vista pratico però è bene ricordare che le grotte rappresentano uno dei più importanti e accessibili serbatoi d’acqua dolce a disposizione dell’uomo; acqua della cui importanza si sta sempre più prendendo consapevolezza. Numerosi studi avvallano la teoria che la fauna stigobia, che vive nelle acque sotterranee, abbia un ruolo attivo nel mantenerla e riqualificarla. Proteggere la fauna ipogea e, in assenza di conoscenze più dettagliate, gli ambienti in cui questa vive, è certamente nel nostro interesse…».