Convegno nazionale Cai “La coesistenza millenaria tra uomo e grandi carnivori nell’Appennino centro-meridionale”

Il 16 ottobre si è tenuta ad Alvito (Fr) una giornata di confronto sulla convivenza tra uomo e predatori selvatici organizzata dal Gruppo Grandi Carnivori del Club alpino italiano

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I partecipanti al convegno “La coesistenza millenaria tra uomo e grandi carnivori nell’Appennino centro-meridionale” ad Alvito (FR) © Cai

Conoscere, riflettere e cogliere la grande valenza della convivenza millenaria (e mai interrotta) con i grandi carnivori nei territori appenninici del centro e del sud Italia è stato l’obiettivo del convegno La coesistenza millenaria tra uomo e grandi carnivori nell’Appennino centro-meridionale”. Una giornata di studio, dedicata ai Soci Cai, che il Gruppo Grandi Carnivori del Club alpino italiano ha organizzato sabato 16 ottobre ad Alvito (Fr), presso il Teatro Ducale. Il giorno seguente si è tenuta un’escursione all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.

I relatori intervenuti

Si è trattato di un appuntamento intenso ed arricchente al quale hanno partecipato circa sessanta soci provenienti da diciannove diverse sezioni rappresentative di sei regioni italiane. Ha aperto il convegno la moderatrice dell’incontro, Tiziana Bianchi (Operatore Naturalistico e Culturale della sottosezione di Celano-Carsoli) appartenente al Gruppo Grandi Carnivori. Sono poi intervenuti, come da programma, il sindaco di Alvito, Luciana Martini, il Presidente della Sezione Cai di Cassino Pietro Miele, il Vicepresidente generale del Club alpino italiano Francesco Carrer, il Consigliere centrale Gian Paolo Boscariol e il coordinatore del Gruppo Grandi Carnivori Davide Berton.

Dopo i saluti iniziali, il convegno è entrato nel vivo delle tematiche centrali della giornata di studio. Si sono susseguiti la dott.ssa Roberta Latini (responsabile Ufficio Studi e Ricerche Faunistiche e Censimenti del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise- PNALM), il dott. Massimo Ciuffetelli (responsabile U.O.S.D. Fauna Selvatica e Monitoraggio Ambientale ASL1 Abruzzo), la dott.ssa Daniela D’Amico (responsabile Ufficio Promozione e Rapporti Internazionali PNALM); i guardiaparco del PNALM Lorenzo Vacca e Gabriele Mastripietro, l’allevatrice Elisa Cedrone (azienda agricola Le Case Marcieglie); il dott. Luca Tomei dell’Associazione Salviamo l’Orso ed ha concluso la giornata il Direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, dott. Luciano Sammarone.

Alvito Frosinone

I partecipanti all’escursione nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise © Cai

I temi affrontati

Sono stati molti gli spunti emersi nella suggestiva cornice del Teatro Ducale di Alvito. In particolare, sono state numerose le riflessioni rispetto al futuro di coesistenza con i grandi carnivori, anche in un territorio storicamente sempre abitato da questi animali.

Fra i temi affrontati dagli interventi dei relatori troviamo:

  • il randagismo canino e della conseguente ibridazione con il lupo;
  • i problemi infrastrutturali che purtroppo causano ancor oggi la perdita di numerosi capi di specie particolarmente vulnerabili e protette;
  • il disturbo antropico (anche quello all’apparenza considerato sostenibile e green) a causa di una sostanziale mancanza di limite, rispetto e consapevolezza da parte di alcune categorie di frequentatori;
  • le problematiche sollevate dagli allevatori, soprattutto per le zone fuori dai confini del Parco Nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise, a causa dalla mancanza ormai cronica delle istituzioni nell’affrontare in modo serio e coerente la questione grandi carnivori al fine di poter davvero imboccare una strada di coesistenza;
  • l’attività positiva svolta delle associazioni di volontari, come ad esempio quello dell’Associazione Salviamo l’Orso, che lavora e si batte ogni giorno con passione per aiutare gli enti preposti a far sì che il nucleo di preziosi orsi bruni marsicani possa mantenersi, crescere numericamente ed espandersi territorialmente per scongiurarne il pericolo di estinzione.

Quest’ultimo punto testimonia che la sinergia tra volontari, enti pubblici, allevatori e frequentatori della montagna consapevoli e rispettosi, guidati da tecnici competenti è la chiave per poter affrontare la sfida futura della conservazione di specie così importanti ed impattanti come orso e lupo, non solo nei territori dell’Appennino centrale ma anche in tutta Italia.

«Quello che il Cai si prefigge è di favorire il dialogo e la collaborazione fra tutti i soggetti coinvolti in questa tematica così sensibile della convivenza fra l’uomo e i grandi carnivori. Sempre disponibili a fornire un contributo utile e positivo in merito», ha affermato Davide Berton, referente nazionale del Gruppo Grandi Carnivori.

«Una giornata bella e intensa, ricca di spunti e apprezzamenti anche da parte del direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise nei confronti dei volontari Cai per il prezioso lavoro quotidiano di collaborazione reciproca», ha dichiarato a conclusione della giornata di studio Francesco Carrer, Vicepresidente generale del Club alpino italiano. «I nostri operatori svolgono infatti un’azione di monitoraggio delle presenze e censimento, ma anche di vigilanza e assistenza sul territorio. Senza dimenticare la fondamentale opera di informazione nei confronti delle comunità coinvolte e l’organizzazione di importanti momenti di formazione, sia interna al Gruppo Grandi Carnivori sia rivolta ad altri soggetti come, ad esempio, i docenti delle scuole, affinché possano a loro volta farsi tramite di una corretta e consapevole visione di questa tematica nei confronti degli alunni. La posizione del Cai in merito al rapporto spesso non facile di convivenza con i grandi carnivori è quella della costante ricerca di un ideale equilibrio fra il mantenimento della biodiversità, da un lato, e la tutela delle legittime istanze dell’uomo, dall’altro».

L’evento è stato patrocinato dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dalla Regione Lazio e dal Comune di Alvito, ha visto la collaborazione della sezione Cai di Cassino ed il sostegno del Comitato Scientifico Centrale, della Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano, dei Gruppi regionali di Lazio, Campania, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia.