Sella delle Ciaule, Monte Vettore
Simone Alessandrini
Arquata del Tronto
Durante la realizzazione del film
Il documentario 142 secondi – Il battito della terra del nostro Simone Alessandrini, diretto da Alessandro Beltrame, andrà in sala oggi al Trento Film Festival. Il film sarà proiettato nel pomeriggio, con inizio alle ore 16.30, al multisala Modena 3.
Una voce nel silenzio
A dieci anni dal grande terremoto del Centro Italia, le montagne marchigiane parlano nel silenzio di chi è rimasto. Lungo un percorso che attraversa l’area di Arquata del Tronto, dai borghi fino al Monte Vettore e al rifugio Tito Zilioli, il film costruisce una narrazione intensa e profondamente umana. Il racconto si intreccia con le testimonianze di chi ha continuato a vivere negli stessi luoghi, uomini e donne che hanno scelto di continuare a vivere nei territori colpiti.
Il documentario attinge da materiali di archivio realizzati da fotografi e videomaker nei mesi successivi alle scosse. “È una opera che porta con sé uno sguardo profondamente marchigiano, capace di unire sensibilità autoriale, rigore giornalistico e attenzione civile – dichiara Andrea Agostini presidente di Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission -. A dieci anni dal sisma, il documentario di Simone Alessandrini restituisce voce e dignità ai territori colpiti dal terremoto, contribuendo a rinnovare il racconto di una ferita ancora aperta ma anche di una comunità che non ha smesso di vivere, resistere e immaginare il domani”.
Oltre l'emergenza
Il documentario restituisce una memoria visiva collettiva, che dialoga con il presente, superando la sola dimensione dell’emergenza per restituire la complessità e la vitalità di un territorio che, pur segnato dal sisma, conserva identità, forza e prospettiva. “Le montagne non crollano solo quando tremano: a volte scompaiono quando smettiamo di raccontarle -spiega Alessandrini-. Ho voluto raccontare la vita di tutti i giorni lontano dai riflettori, di quella parte di Appennino colpito dal sisma del 2016, dove i rifugi sono ancora in gran parte in ricostruzione e il racconto non può che passare dal quotidiano atto di coraggio di chi qui ha ricostruito, pezzo dopo pezzo, la propria vita. Questo documentario è un atto di restituzione: una luce accesa a dieci anni dal sisma che ha colpito le nostre zone, per raccontare nel profondo un territorio in cui il termine resilienza non è uno slogan, ma una scelta, in cui le persone parlano con le montagne, come parte di un unico ecosistema”.
"Ho voluto raccontare la vita di tutti i giorni lontano dai riflettori" Simone Alessandrini
La mostra
Accanto alla proiezione del documentario, al Trento Film Festival verrà inoltre inaugurata una mostra patrocinata dalla Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission, che resterà aperta per tutta la durata della manifestazione. L’esposizione presenterà fotografie tratte dal film e dal backstage, offrendo al pubblico uno sguardo ulteriore e complementare sul progetto e sul tema affrontato, in un dialogo continuo tra immagine, memoria e racconto del territorio.