Una delle auto vandalizzate con scritte e graffi © CAI Toscana, Facebook
Gli oltre 300 partecipanti alla manifestazione di domenica © CAI Toscana, Facebook
Una delle auto danneggiate con calci e graffi sulle fiancate © CAI Toscana, Facebook
Un momento di confronto durante l'escursione lungo la "Via delle cave" © CAI Toscana, Facebook
Un momento della "camminata consapevole" di domenica © CAI Toscana, Facebook
Si è conclusa con decine di auto vandalizzate la “camminata consapevole” tenutasi la scorsa domenica sulle Alpi Apuane contro l’attuale modello di escavazione del marmo in Toscana. L’evento, promosso dall’associazione Apuane Libere e sostenuto, per il CAI, dalla commissione regionale tutela ambiente montano, ha attirato oltre 300 persone, che fin dalla partenza hanno incontrato l'ostilità di un nutrito gruppo di antagonisti. Ma è stato al rientro alle proprie auto, dopo oltre tre ore di cammino lungo la via delle cave, che i partecipanti hanno potuto osservare come alcune decine di vetture fossero state danneggiate con calci, graffi e scritte.
“Ero lì in rappresentanza della sezione – afferma Lucia Geloni, presidente della sezione CAI di Carrara – e già alla partenza ho sentito voci che parlavano di persone che stavano organizzando una contro-escursione. Noi siamo comunque partiti e, dopo essere arrivati al rifugio Orto di Donna, siamo rientrati verso il rifugio Donegani. Io avevo parcheggiato proprio lungo la strada che porta al rifugio, ed è lì che ho iniziato a notare che a tutte le auto erano state rigate le fiancate, inclusa la mia”.
Le tensioni alla partenza e i danneggiamenti alle auto
A causa delle proteste la situazione si è fatta tesa fin dall’inizio della manifestazione, ed è poi degenerata in quello che il CAI Toscana ha definito in un comunicato come “un vero e proprio atto intimidatorio”.
“C’erano già due carabinieri sul posto che ci hanno scortati durante tutta l’escursione – prosegue Geloni –. Forse è stata proprio la loro presenza a scoraggiare i contestatori dal seguirci, ma dopo che abbiamo notato i danni sono arrivate altre due pattuglie e abbiamo sporto tutti denuncia. È stato un atto vigliacco, fatto lontano dal rifugio per non farsi vedere, e la coincidenza con la contro-manifestazione è sospetta anche se non sappiamo ancora chi sia stato. L’unica cosa certa è che ci sono andate di mezzo anche persone che erano solo lì per camminare, come due ragazze che avevano parcheggiato proprio dietro di me”.
“È stato un atto vigliacco, fatto lontano dal rifugio per non farsi vedere” Lucia Geloni, presidente CAI Carrara
Ben più dura la posizione dell’associazione organizzatrice, Apuane Libere, che sui social ha parlato apertamente di “mafia del marmo”, mentre il CAI Toscana ha collegato i danneggiamenti alla contro-manifestazione avvenuta alla partenza: “Comprendiamo che sulla questione dell’escavazione in Val Serenaia, come in tante altre aree delle Apuane, la posizione delle associazioni che hanno a cuore l’integrità della montagna è ben diversa da quella che possono sostenere ed esprimere gli imprenditori e i lavoratori del marmo, ma rispondere con atti simili a una manifestazione pacifica è fuori da ogni logica di confronto libero e democratico e riconduce piuttosto a metodi intimidatori di ben altra origine e cultura”.
“Rispondere con atti simili a una manifestazione pacifica è fuori da ogni logica di confronto libero e democratico” CAI Toscana
Dal Club Alpino Italiano una ferma condanna
Il Club Alpino Italiano ha commentato i fatti con una nota ufficiale, trasmessa dal componente aggiunto del comitato direttivo centrale Mario Vaccarella, delegato all'ambiente. “Il Club Alpino Italiano esprime la propria vicinanza e solidarietà alla CRTAM e al GR CAI della Toscana, a tutte le associazioni e alle persone che hanno partecipato alla manifestazione di domenica 7 giugno nelle Alpi Apuane e deplora i fatti imperdonabili avvenuti a margine della manifestazione.
Lo spirito dell’evento era perfettamente espresso nella denominazione ‘Camminata consapevole’, cioè un’escursione tranquilla con l’obiettivo di informare, rendere cosciente il maggior numero possibile di persone della grave situazione delle Alpi Apuane, dove l’ambiente naturale, così particolare per le caratteristiche geologiche e per l’elevato livello di biodiversità, è stravolto dalle attività estrattive delle cave.
La pacifica camminata è stata però rovinata dalla reazione di un gruppo di contro-manifestanti che alla partenza hanno aggredito verbalmente i circa trecento partecipanti ed in seguito, mentre si erano allontanati per l’escursione, hanno vandalizzato una quarantina dei loro veicoli nei pressi del rifugio Donegani, compiendo così una vera e propria azione intimidatoria nei confronti di chi esprimeva in modo non aggressivo le proprie idee".
“La tutela dell’ambiente, capitale naturale comune, spesso si scontra contro interessi di pochi, che dallo sfruttamento di luoghi pregiati a livello ambientale, ricavano i propri guadagni”. Mario Vaccarella
Si è trattato di un episodio grave, estraneo ai principi civili su cui dovrebbe basarsi ogni confronto democratico sulla gestione di un territorio. Purtroppo, la tutela dell’ambiente, capitale naturale comune, spesso si scontra contro interessi di pochi, che dallo sfruttamento di luoghi pregiati a livello ambientale, ricavano i propri guadagni.
Il CAI si impegna nel continuare a seguire e sostenere le azioni di informazione in difesa delle Alpi Apuane, auspicando una forte presa di posizione da parte degli enti istituzionali preposti”.