Hakan Jonsson
Le terre dei Sami sono in pericolo
Il Grande Nord sta cambiando
Sami nei costumi tipici
Sami nei costumi tipici
Oggi, 19 agosto, ore 18.00, al museo delle palafitte del Lago di Ledro e in diretta streaming sul sito di Le Scienze, Hakan Jonsson, biologo e membro del parlamento Sámi svedese, interverrà in un incontro pubblico che unisce la crisi della biodiversità e degli habitat del Grande Nord alle sfide della transizione energetica e della giustizia climatica.
Uno sguardo dal nord
Proveniente da Sorsele, nella Svezia settentrionale, Hakan Jonsson è un biologo che da anni lotta per la tutela dei diritti indigeni della popolazione Sámi. Presidente del parlamento Sámi in Svezia fino a fine novembre 2025) e rappresentante della delegazione Sámi svedese in tre vertici internazionali della convenzione sulla diversità biologica (CBD), è anche formatore di guide artiche ed esperto del legame tra conoscenza tradizionale e conservazione biologica.
Jonsson terrà un talk intitolato Un mondo in mutamento: il punto di vista Sámi sull’Artico tra conoscenza tradizionale e trasformazioni attuali. Si tratta di una testimonianza diretta di come il riscaldamento globale stia trasformando la terra dei Sámi e ridisegnando il futuro delle popolazioni indigene. Il talk sarà trasmesso in diretta streaming sul sito de Le Scienze.
Sarà il direttore della rivista scientifica, Marco Cattaneo, a moderare il dialogo tra Hakan Jonsson, Roberta Raffaetà, antropologa socioculturale associata presso l'Università Ca' Foscari ed Elizabeth Povinelli, titolare della cattedra Franz Boas di antropologia e studi di genere presso la Columbia University). Al centro del dialogo ci sarà il team principale degli studi di Jonsson, il legame tra conoscenza tradizionale e biodiversità, il parallelo tra ambienti estremi artico e alpino nel contesto della crisi climatica. “Non si tratta solo del cambiamento climatico - evidenzia il biologo- ma anche di molti altri mutamenti e trasformazioni innescati dal riscaldamento globale che si sovrappongono alle eredità del passato, contribuendo a formare la situazione attuale del popolo Sámi e a tracciare un’incerta prospettiva per il futuro”.
“Non si tratta solo del cambiamento climatico, ma anche di molti altri mutamenti che si sovrappongono alle eredità del passato" Hakan Jonsson.
Un intero ecosistema sotto pressione
La popolazione Sámi (stimata tra le 50.000 e le 100.000 persone diffuse tra Norvegia, Svezia, Finlandia e Russia) condivide una storia segnata dall’esperienza coloniale e dall’assimilazione culturale a cui ha fatto seguito una graduale affermazione dei propri diritti. Oggi, l'impatto della crisi climatica sull'Artico si traduce in conseguenze immediate non solo per le comunità locali, ma per tutto l'ecosistema.
Le abitudini di mobilità e la capacità di sussistenza sono sotto pressione, poiché la drastica riduzione dello spessore e dell'estensione del ghiaccio di laghi e fiumi e della copertura nevosa limitano le possibilità di spostamento per le attività di caccia, pesca e allevamento nella stagione invernale. Si registrano anche criticità per gli allevamenti di renne, a causa degli eventi di "pioggia su neve" che creano uno strato di ghiaccio al suolo, costringendo gli allevatori a integrare l'alimentazione del bestiame. Lo scioglimento del permafrost causa alterazione delle aree di pascolo e danni alle infrastrutture, mentre il rilascio di contaminanti rappresenta un grave rischio per la salute. L'estrazione mineraria e l'occupazione di suolo per i progetti di energia rinnovabile – legati alla transizione energetica – finiscono spesso per penalizzare i diritti delle comunità Sámi, a cui si sommano la crescente militarizzazione dell'area e le implicazioni del conflitto russo-ucraino, con ingenti pressioni geopolitiche ed economiche.
La conoscenza indigena
Anche la diversità culturale legata al sapere delle popolazioni locali subisce pressioni enormi. In questo contesto emerge però con forza il valore specifico di un sistema di conoscenza dinamico che attraversa sistemi biologici, fisici, culturali e spirituali ed è basato sull'esperienza diretta e su competenze multigenerazionali che continuano a svilupparsi in un processo vivo e vengono trasmesse da secoli.
Dal Grande nord alle Alpi: un destino comune
L'evento evidenzia come le grandi questioni globali non siano poi così lontane dalla realtà del territorio trentino e alpino, con particolare approfondimento sui cambiamenti innescati dall’Antropocene in ambienti estremi. Sebbene separati da migliaia di chilometri, l'Artico e le Alpi condividono la medesima urgenza: le rapide trasformazioni causate dal riscaldamento globale. Sia l'ambiente polare che quello di alta montagna rappresentano i "termometri" più sensibili del nostro Pianeta.