La 'via di Francesco': un cammino per lo spirito e il corpo, anche in giornata

Oggi ricorrono gli 800 anni dalla morte del santo: per immergersi nelle atmosfere che hanno accompagnato la sua esistenza tra fede e natura non è necessario però percorrere tutti i 440 chilometri che collegano il santuario della Verna a Roma

 

Assisi è sempre affollata, ma quest’anno, in cui si celebrano gli 800 anni dalla morte di San Francesco la gente è più numerosa del solito. Pellegrini e turisti “normali” (qui, come a Santiago di

Compostela o a piazza San Pietro, i due gruppi spesso si somigliano) fanno la fila per entrare nella basilica superiore, decorata dagli affreschi di Giotto, e in quella inferiore che accoglie la tomba del

santo.

 

Si fa la fila anche in centro, dove sono le chiese di san Rufino e santa Chiara. Dalla cittadina, una coda di auto sale verso l’Eremo delle carceri, il più noto tra i romitori legati a Francesco. Ora che il caldo dell’estate è finito, centinaia di persone compiono lo stesso percorso a piedi, per un viottolo tra lecci e cipressi.

 

Si riconoscono bene, grazie alla dimensione dello zaino e all’aria allenata, gli escursionisti pellegrini che seguono la via di Francesco, che collega in 440 chilometri il santuario della Verna con Assisi e Roma, toccando decine di luoghi legati alla vita e alla predicazione del santo. Quando si arriva ad Assisi, ai piedi del Monte Subasio, c’è ancora molta strada da fare.

Altri cammini famosi, dalle vie per Santiago alle Francigene, riprendono vie di pellegrinaggio storiche, certificate da storici e mappe. La via di Francesco invece è una costruzione moderna, nata grazie al lavoro di pellegrini e di camminatori laici. E che riutilizza, dove sono sopravvissuti al cemento e all’asfalto, le mulattiere e i sentieri utilizzati quando il “poverello” di Assisi era in vita.

 

Sul percorso, dalla Toscana fino all’Umbria, al Lazio e a piazza San Pietro, decine di conventi ed eremi ospitano ancora comunità di religiosi, più piccole di quelle del passato ma guidate dalla medesima fede. Molte di queste realtà, anche oggi, accolgono per la notte chi va a piedi. Questo legame tra passato e presente fa sì che la via di Francesco sia diventata il cammino più amato d’Italia, insieme a quello dedicato a san Benedetto da Norcia.

 

Per immergersi nelle atmosfere di san Francesco, però, non occorre camminare per 15 o 20 giorni. Boschi, rocce, belvedere, eremi e santuari offrono le stesse suggestioni anche a chi vuole camminare per poche ore. I suggerimenti che seguono sono soltanto degli esempi.


L’anello del santuario della Verna e del Monte Penna (Toscana)

(430 metri di dislivello, 3.30 ore, E)

 

Il “crudo sasso” della Verna ha ospitato per sei volte san Francesco che qui ricevette le stimmate, ed è oggi uno snodo di sentieri e cammini. Questo anello sale dal paese al santuario, e prosegue fino

alla boscosa cima del Monte Penna. Da Chiusi della Verna (954 metri), un viottolo sale al Santuario (1.129 metri), dove si visitano la Chiesa delle stimmate e il grande corridoio affrescato. Il sentiero per il Monte Penna, facile ma scivoloso se ha piovuto, sale nella foresta fino alla vetta (1.283 metri), belvedere sulle foreste fino al Falterona. Una stradina riporta verso la via di Francesco, il valico della Croce della Calla e Chiusi.


Da Assisi all’Eremo delle Carceri e al Monte Subasio (Umbria)

(da 370 a 870 metri di dislivello, da 2.30 a 6 ore a/r, E)

 

La lunga salita dai 440 metri di Assisi ai 1290 metri della vetta può essere divisa in due parti, fermandosi o partendo dai 792 metri dell’Eremo delle Carceri. Fino al celebre romitorio si seguono i segnavia CAI e della via di Francesco.

Per proseguire si sale in Vallonica fino all’omonimo rifugio (1.059 metri), si va a destra verso la croce di Sasso Piano e si continua sulle praterie sommitali verso le doline dei Mortari e la vetta, affiancata da deturpanti antenne. In discesa si può puntare verso Spello e tornare ad Assisi in

bus.


Sull’Isola maggiore del Lago Trasimeno (Umbria)

(50 metri di dislivello, 1.30 ore, T)

 

Il Trasimeno, il “piccolo mare” dell’Umbria conserva la memoria di Francesco, che nel 1211 sostò in preghiera per 40 giorni sull’Isola Maggiore. I traghetti, frequenti in estate e meno nel resto dell’anno, portano da Tuoro e Passsignano all’Isola.

Dal paese si raggiunge il Castello Guglielmi, si sale tra gli ulivi alla chiesa di San Michele Arcangelo, e si scende alla sponda orientale, dove sono una cappella e a una statua di san Francesco. Al ritorno si tocca la chiesa di san Salvatore.


Dal santuario di Greccio alla Cappelletta (Lazio)

(620 metri di dislivello, 3.30 ore a/r, E)

 

Il santuario di Greccio, dove Francesco nel 1223 mise in scena per la prima volta il Presepe, sorge in vista di Rieti e del Terminillo. Questo percorso, che utilizza per un tratto la via di Francesco, sale alla Cappelletta, uno storico e panoramico eremo oggi in cattive condizioni. In autunno la zona è molto frequentata dai cacciatori.

Dal Santuario (660 metri) si sale a sinistra e si torna verso destra seguendo i segnavia CAI e del cammino di Sant’Antonio. Si continua a mezza costa, poi si devia a sinistra (segnavia) verso il ripido fosso Raigato, che si risale fino a una carrareccia pianeggiante. Si va a sinistra fin dove termina, poi un sentiero a saliscendi porta alla cappelletta (1.205 metri), ricostruita nel 1712 per volere di papa Clemente XI. In discesa, senza riprendere il fosso Raigato, si raggiungono i piani di Ruschio e si torna a destra fino al punto di partenza.