Idee per arrampicare: '60 anni di storia' nella meraviglia delle Coste di Loppio

La via è l'ultima nata di Gabriel Perenzoni nel particolarissimo ambiente del biotopo, un luogo unico per la sua natura legata alla stagionalità. "Il panorama spazia tra il Garda e il lago sottostante. La roccia è buona, le protezioni vicine".

 

Il lago di Loppio è un ambiente unico nel suo genere, uno specchio d'acqua che compare e scompare nella stretta valle compresa tra il gruppo del Monte Bondone/Stivo e quello del Monte Baldo. Fino a una trentina di anni fa, prima della costruzione della galleria Adige-Garda, il lago aveva una estensione sostanzialmente stabile. La costruzione del traforo sotterraneo che permette alle acque in eccesso dell'Adige di essere scaricate nel lago di Garda ha però “bucato” il fondo dello stesso invaso e da allora Loppio si è trasformato in un biotopo che si mostra alternativamente come torbiera o lago a seconda delle precipitazioni.

 

Sul fondo del bacino lacustre è ora sviluppata una vegetazione molto ricca di praterie umide e palustri, in mezzo alle quali si è diffuso il salice bianco. Lungo alcuni tratti delle rive sono presenti banchi di torba e il biotopo risulta di grande importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi e rettili. Il sito è inoltre di rilevante importanza per la nidificazione, la sosta e lo svernamento di specie di uccelli protette. In annate come questa, molto secche, il fondo appare sostanzialmente asciutto. Nonostante il cantiere della nuova galleria di collegamento tra Mori e la Valle del Sarca, che supera Passo San Giovanni, l'ambiente rimane molto piacevole, anche per la scalata.

Le vie delle Coste di Loppio

Sulle pareti delle Coste di Loppio ci sono diversi itinerari, alcuni aperti ormai da diversi anni, altri recentissimi. La guida alpina Gabriel Perenzoni è stata particolarmente attiva sulla sua roccia: chiodando vie proprie e richiodando alcuni percorsi più vecchi. L'ultima via aperta in ordine di tempo è 60 anni di storia (120 metri, 6b+max, 6a obbligatorio), dedicata alla scuola di alpinismo e scialpinismo Castel Corno della SAT di Rovereto, terminata giusto “in extremis”. “L'abbiamo finita proprio il 31 dicembre con Giancarlo Martini, 61 anni non suonava bene. Poi ci sono la ‘Miralago’ e la ‘Assalto alla diligenza’, oltre a ‘Locomotiva’ [120 metri, 6c+ max, 6a obbligatorio, ndr] la penultima. Sono tutte vie aperte dal basso ma poi, rispetto all'apertura, sono andato a integrare le protezioni in una ottica plaisir, con obbligatori bassi e spit ravvicinati. Per una ripetizione non serve altro materiale rispetto ai rinvii. Le soste sono tutte a due spit e il rientro avviene per sentiero”.

 

“Sono andato a integrare le protezioni in una ottica plaisir, con obbligatori bassi e spit ravvicinati”. G. Perenzoni

Un ambiente da scoprire e godere

Arrampicare alle Coste di Loppio è piacevole: l'avvicinamento da Passo San Giovanni è breve (20-25 minuti), la roccia solida “soprattutto nella parte bassa” e il panorama spazia dal lago di Garda a quello di Loppio, quando c'è. “Avrei dovuto chiamare la via Miralaghi, invece che Miralago...l'ambiente è molto bello, la nuova galleria nemmeno si vede e si sente solo il ronzio delle auto sulla strada oltre il lago. Io ho iniziato ad aprire vie qui dopo avere guardato queste pareti migliaia di volte. Lavorando in Busa questa strada l'ho fatta tutti i giorni per anni e l'occhio ci cadeva. La prima mia si chiama 'L'alpinista dai capelli bianchi', dedicata a Michel Piola e a tutti quelli che riescono a invecchiare. Me lo fece vedere un mio amico in un bar di Chamonix anni fa, io non avevo capito chi fosse, per me era un mito, non una persona concreta. Quella via sale il pilastro più evidente della parete, alla base c'era uno spit. Loris Manzana lì aveva chiodato delle vie, mai pubblicate. Anche la mia inizialmente era più alpinistica, poi ho pensato che, vista la frequentazione, sarebbe stato più opportuno fornire una chiodatura dove, tra spit e clessidre, la distanza tra le protezioni non dà mai da pensare”.

 

“La prima mia via aperta qui si chiama 'L'alpinista dai capelli bianchi', dedicata a Michel Piola e a tutti quelli che riescono a invecchiare”.

 

Perenzoni ha richiodato anche MAGA, la più semplice e logica tra le vie di Manzana, che va a incrociare alcuni degli itinerari di Gabriel. Prima di mettersi all'opera, meglio perciò guardare bene la relazione e consultare il sito della guida alpina di Mori, onde evitare di sbagliare traccia e mettersi nei guai.

 

Per i più audaci, infine, in zona c'è anche la Ciao papà di Maurizio Giordani, con Sergio Martini, Alberto Rampini e Walter Manzi. In questo caso le difficoltà sono sul 6b+, ma il 6b è obbligatorio. Chi ha orecchie per intendere intenda e d'altronde basta conoscere un po' la storia di Giordani o avere salito alcune delle sue vie per comprendere come la chiodatura sia di altro genere, destinata a una utenza più “navigata”.