Zabardast significa “meraviglioso” in urdu e riassume in una parola lo stupore, l'incanto e la sensazione di infinita magia che i protagonisti di questo viaggio in Pakistan hanno provato nelle tre settimane di spedizione in Karakorum. Il film, diretto da Jérôme Tanon, ha visto come protagonisti un gruppo di freerider di livello internazionale: Thomas Delfino, Léo Taillefer, Zak Mills, Yannick Graziani, Hélias Millerioux, oltre allo stesso Jérôme Tanon.
Una storia nata da una immagine
Come spesso accade ed è accaduto fin dai tempi di Cesare Maestri e del Cerro Torre, per fare partire una spedizione a volte basta pochissimo: una cartolina, una foto, una immagine in un vecchio libro. Ed è questo che ha mosso i protagonisti di questo video di quasi un'ora, incantati dalla visione del Biacherahi, una vetta a forma di pinna di squalo dell'altezza di 5880 metri.
Narrato sotto forma di estratti dei diari tenuti dagli otto partecipanti, questo film che risale al 2018 non stanca: accompagna lo spettatore in una spedizione che, nonostante le condizioni estreme, non si prende infatti troppo sul serio. Il viaggio si svolge in autonomia e i freerider, prima di godersi l'ambita neve e discese a lungo immaginate, si trovano a trainare slitte con più di 40 chili di materiale, ad attraversare crepacci, a fronteggiare il mal di montagna.
Poca epica e la forza del video
Il linguaggio video è quello canonico di questi tempi: riprese spettacolari, largo utilizzo di GoPro e drone. Lo spettatore assapora prima la fatica, il maltempo, le difficoltà dell'acclimatamento, per poi venire immerso in un ambiente vertiginoso, con l’impressione di essere anch’egli sospeso tra pareti di ghiaccio ostili. Poco a poco, con gi sci ai piedi, i protagonisti arrivano a godere dell'obiettivo a lungo inseguito: incredibili discese. Buona visione!