Il presidente generale del CAI Antonio Montani © Cristian Baldessari
Da questa mattina il CAI si riunisce a Modena per l'assemblea dei delegati, “l’organo sovrano del Club Alpino Italiano”, come viene definito nello stesso statuto del sodalizio. I lavori collettivi sono organizzati con il supporto della sezione locale e vedranno la partecipazione di oltre 700 delegati, provenienti da tutta Italia in rappresentanza delle 521 sezioni del CAI, che raduna oggi circa 350mila soci.
I temi del fine settimana
L'assemblea sarà particolarmente interessante in questa occasione per determinare alcune scelte statutarie che orienteranno il futuro del Club Alpino Italiano e il rinnovo di determinate cariche, tra cui quella di vicepresidente generale, di 5 probiviri nazionali e di 7 componenti il comitato elettorale.
Durante la due giorni, il presidente generale Antonio Montani illustrerà la relazione annuale sullo stato del Club Alpino Italiano, momento di sintesi sul presente e sguardo sul futuro del sodalizio stesso. Indicata la direzione, il programma dei lavori sarà molto fitto: sono infatti in programma la relazione sulle attività del comitato centrale di indirizzo e di controllo e l’illustrazione del bilancio d’esercizio 2025.
I riconoscimenti attribuiti
A Modena saranno premiate le cinque sezioni che nel 2026 compiono 100 anni di attività — La Spezia, Rho, Pinerolo, Pisa e Montebelluna. Saranno inoltre assegnate le medaglie d’oro del CAI all'istruttore nazionale speleologico emerito Pino Guidi e - alla memoria- a Luca Sinigaglia. L'alpinista milanese ha perso la vita a Ferragosto 2025 sul Pik Pobeda, a causa di un edema cerebrale, durante un tentativo di soccorso all'alpinista russa Natalia Nagovitsyna.
All’assemblea è in programma anche la proposta di nomina a socio onorario del Club Alpino Italiano di Cesare Lasen, studioso degli aspetti naturalistici dei territori, autore e divulgatore scientifico.
Come di consueto, è prevista anche la cerimonia di premiazione del riconoscimento Paolo Consiglio, assegnato dal Club Alpino Accademico Italiano a spedizioni alpinistiche di carattere esplorativo o di elevato contenuto tecnico organizzate nell’anno precedente da piccoli gruppi di alpinisti, a prevalente composizione giovanile. Il premio 2026 sarà conferito alla spedizione nella Rangtik Valley di Matteo De Zaiacomo, Chiara Gusmeroli e Davide Nesa.
Il futuro delle montagne
Nella seconda giornata i lavori proseguiranno con un intervento dedicato ai cambiamenti climatici da parte del professor Greco, con introduzione di Goffredo Sottile, oltre alla presentazione del manifesto CAI per il futuro della montagna da parte di Filippo La Fleur.
L’assemblea nazionale dei delegati si inserisce in un programma più ampio di promozione del territorio modenese. Da ieri e fino al 31 maggio, la sezione locale organizzerà il Modena CAI Village presso i giardini ducali. Sarà allestita una vera e propria cittadella della montagna, pensata per avvicinare cittadini, visitatori, soci e appassionati ai temi cari al sodalizio: alpinismo, sostenibilità, tutela dell’ambiente montano e della sicurezza.