Fote Pixabay. Foto baltasar23244
Inaugurazione del Kilometro verde
La copertina del libro
Una scena di “Hunger games”
Alberto Fassi allo stand di Legami per il firmacopie, Salone del libro 2026. Foto Pamela LainatiUno su cinquecentoventitré. Anche a scriverlo la differenza è imponente: tre lettere contro diciannove. Ma se è vero, come si dice, che gli oceani sono fatti di gocce e che ogni goccia è unica e fondamentale, allora deve valere anche per le autostrade, che sono fatte di chilometri. L’A4 ne ha 523, ma da fine maggio ce n’è uno speciale: il Kilometro verde. Per spiegarlo bisogna tornare al 2023 e parlare anche di un libro per ragazzi.
Dreamland, l’isola che c’è
Sembra un nome da favola che ricorda la Neverland di Peter Pan. Ma al contrario di quella, esiste, eccome. Si tratta infatti di un progetto molto concreto di rinaturalizzazione di un’area ad alto impatto antropico, prima destinata all’agricoltura intensiva, come quella che costeggia l’A4 alle porte di Bergamo: si chiama infatti Dreamland il parco naturale protetto di 30 ettari (inizialmente ne contava solo 3), che oggi accoglie 6mila piante e arbusti in tutta l’area, una cinquantina di specie autoctone e una zona umida di 250 metri quadrati, siepi campestri e nuovi habitat destinati agli insetti impollinatori (se ne contano 25 specie, con un aumento della presenza di 15 volte rispetto a prima), agli uccelli e alla piccola fauna. Nel tempo sono aumentate in modo significativo sia la varietà vegetale, sia la presenza di specie animali, segno della progressiva ricostruzione di un ecosistema complesso.
Dreamland ha potuto contare sull’esperienza nelle tecniche di forestazione urbana sviluppate da Rete Clima in oltre quindici anni, con l’obiettivo di resistere alle condizioni ambientali di oggi, prima fra tutte la scarsità di acqua e la progressiva perdita di biodiversità genetica. Alla prima si cerca di porre rimedio con l’area lacustre, alla seconda con l’innesto di specie dal centro-sud.
E mentre noi facciamo qualcosa per la natura, la natura fa qualcosa per noi: si stima infatti che entro cinque anni l’area possa raggiungere una capacità di assorbimento di anidride carbonica fino a 130 tonnellate all’anno.
Meno uomini e più natura
La filosofia di base è semplice e radicale: creare un’area naturale in cui la presenza umana sia ridotta al minimo per favorire il ritorno spontaneo di flora e fauna, in un tripudio di biodiversità recuperata. Per questo motivo Dreamland non è aperto al pubblico e non prevede percorsi turistici o attività ricreative. La scelta nasce dalla convinzione, espressa più volte da Alberto Fassi, che “dove l’uomo fa un passo indietro, la natura fa un balzo in avanti”. Oggi si tratta di una delle più significative esperienze private di tutela della biodiversità in ambito urbano e periurbano, con l’ambizione di diventare una delle più grandi aree metropolitane riconvertite alla biodiversità in tutta Italia.
"Dove l’uomo fa un passo indietro, la natura fa un balzo in avanti”. Alberto Fassi
La riserva è stata realizzata nel 2023 per festeggiare i 20 anni di Legami, l’azienda creata da Alberto Fassi nel 2003, oggi leader mondiale nella vendita di oggetti di cartoleria e lifestyle. Fassi, nato a Bergamo nel 1975, aveva già investito in progetti sostenibili come Esauriti for the Planet, per il riciclo della cancelleria nelle scuole, e Wonder School, un’iniziativa per donare kit scolastici ai bambini in situazione di difficoltà economica.
Il Kilometro verde, barriera naturale
Il piano di sviluppo di Dreamland ha previsto da subito la possibilità di ampliamento e fra il 2024 e il 2025, anche grazie a un investimento da oltre 5 milioni di euro, sono state dunque individuate altre otto zone di intervento: il Kilometro verde, creato per costituire una barriera fra l’A4 e il parco, si inserisce in una di queste. Impossibile non pensare ovviamente all’antistante Kilometro Rosso, che costituisce invece un polo d’eccellenza dell’innovazione tecnologica, ma in fondo anche qui è all’opera l’antica tecnologia della natura per contrastare gli effetti negativi dello sviluppo antropico.
Il Kilometro verde consiste in un intervento forestale lineare di 1000 metri, dove si trovano 1500 alberi e arbusti ormai liberi di proliferare. Sarà infatti uno spazio utile alle esigenze di spostamento della fauna oltre che di espansione della flora, che potranno così contaminarsi positivamente con altri habitat della zona e proseguire l’azione di salvaguardia della biodiversità locale. Ci sarà anche un effetto benefico in termini di riduzione dell’inquinamento acustico.
Per il futuro sono previste diverse azioni integrate: la creazione di una scuola per tree-climber con un’aula natura a fini didattici, la realizzazione di sistemi agroforestali, che combinano colture cerealicole con circa 400 alberi da frutto di varietà antiche, e la piantumazione di una nuovo bosco da circa 500 alberi. E inoltre la semina di colture paesaggistiche, la realizzazione di una nuova zona umida naturaliforme di circa un ettaro e lo sviluppo di siepi campestri.
We are Dreamers
Non immaginano forse di essere parte di tutto questo i giovani lettori di We are Dreamers. La battaglia delle fragole (pp. 368, 18 euro, Magazzini Salani 2026), il primo libro di Alberto Fassi, presentato al Salone del Libro di Torino nel tripudio dei fan che affollavano il colorato stand all’Oval. La trama ammicca alle atmosfere fantascientifiche alla Hunger Games: quattro ragazzi incrociano le loro vite nel contesto dei Next, una quattro giorni in cui tutti i dodicenni vengono testati e valutati. I primi 20 ottengono la Stella d’Oro, gli altri… spariscono e non tornano più. È un mondo grigio e uniforme dove perfino agli alberi non è consentito crescere storti, perché tutto deve essere perfetto. Perfetto come la famiglia di Alice, che invece tanto perfetta non si sente affatto, sempre in affanno dietro alle richieste di sua madre, ignara del segreto che si porta nello zaino, così piccolo eppure così potente. Grazie all’incontro con Bruno, Daniela e Carlo, Alice riuscirà finalmente a capire il valore dell’imperfezione e dell’unicità, ridando colore a un mondo senza fantasia.
L’età di lettura suggerita parte dai 9 anni, ma il messaggio è universale: i sogni a volte sono tutto quello che abbiamo, ma sono un’energia rivoluzionaria. Basta stringere i giusti rapporti e credere nella potenza rigeneratrice della natura.
“Con questo libro ho voluto celebrare la forza dei sentimenti positivi e, attraverso di essi, il valore di costruire relazioni autentiche e durature – in un mondo che troppo spesso ci travolge con ansia, odio, diffidenza e incertezza”.