Incendi a Fointanebleau: tutte le aree interdette a escursionisti e scalatori

L'incendio ha interessato 2.000 ettari di foresta, circa il 10% dell'intera superficie. Procede la valutazione dei danni ambientali, decine gli spot chiusi in attesa di capire dove si potrà tornare a scalare

 

È trascorsa più di una settimana dall'innesco del gigantesco incendio che ha devastato la foresta di Fontainebleau, in Francia e sebbene i roghi siano stati riportati sotto controllo, la situazione non appare ancora del tutto ristabilita. Quasi 2.000 ettari, circa il 10% dell'intera foresta, sono stati devastati dalle fiamme e fino a ieri mattina l'intera area era completamente interdetta, al fine di agevolare il lavoro dei servizi di emergenza e il monitoraggio dell'area. Nel frattempo le autorità stanno facendo una prima valutazione dei danni ambientali e si sta procedendo anche a identificare le zone di arrampicata colpite.

I danni ambientali

Per quanto riguarda le responsabilità sui roghi, sei persone sono state fermate: tra di loro due diciottenni, accusati di incendio doloso. Uno dei due, il pompiere volontario, ha ammesso di avere appiccato il fuoco con dei ramoscelli imbevuti di benzina. I due distinti incendi sono divampati nella catena montuosa e che hanno richiesto l'intervento di un migliaio di vigili del fuoco. Nel frattempo, il conto dei danni indica in circa 2.000 gli ettari di bosco bruciati secondo il sito specializzato d'arrampicata Grimpactu.com.

 

Sempre secondo la stessa testata, sono diversi i siti d'arrampicata interessati. L'analisi al momento è stata effettuata tramite il vaglio delle immagini satellitari del programma europeo Copernicus: l'inventario è parziale e soggetto a future precisazioni.

Le aree interessate

Gli spot potenzialmente soggetti a un prolungamento del bando sono: Bois de la Garenne, Bois des Grands Béorlots, Bois des Hauts de Milly, Bois du Rocher, Carrefour du Guetteur, les Cavachelins, Cimetière aux Ânes, le Comptage, le Diplodocus, la Grande Montagne, la Justice de Noisy, le Moine, le Mont Rouget, le Pignon des Poivres, la Roche aux Sabots, le Rocher Cailleau, le Rocher de la Cathédrale, le Rocher de la Tortue, le Rocher des Gros Sablons, le Rocher du Général, le Rocher du Potala, le Rocher Fin, le Rocher Guichot e les Sables du Cul du Chien.

 

Tra le zone intereesate dall'incendio ci sono anche la Vallée Chaude, la Vallée de la Mée, la Vallée de la Gorge aux Archers, il Bois des Petits Béorlots, la Plaine de la Haute Borne, la Gorge aux Mérisiers, la Mare aux Corneilles, il Mont Aigu, il Mont Enflammé, i Petits Feuillards, la Plaine du Puits du Cormier, il Polygone, il Rocher de la Combe, il Rocher de la Salamandre, il Rocher du Long Boyau nonché i Rochers e Platières des Gorges du Houx.


La riapertura dell'area non dipende ora solo dallo spegnimento dei roghi, ma dalla valutazione di tutti i rischi connessi e dalla messa in sicurezza della stessa foresta. Per quanto riguarda l'arrampicata, che si tratti di blocchi o a maggior ragione di vie, bisognerà anche capire dove e quanto i roghi hanno danneggiato la roccia, per via degli sbalzi termici e di tutte le conseguenze afferenti la stabilità delle varie formazioni.