Torre nord del paine, 'Suerte para manana' © archivio Ragni di Lecco
I Ragni in cima al Badile © archivio Ragni di Lecco
La copertina del libro
Carlo Mauri (sulla destra) durante una delle prime uscite dei Ragni tra le montagne del Masino-Bregaglia. Al centro il Ragno Felice Aldeghi © archivio Ragni di Lecco
Pierlorenzo Acquistapace all'invernale sulla nord della Ovest delle Tre Cime di Lavaredo © archivio Ragni di Lecco
Foto di gruppo al Torre, nel 1974 © archivio Ragni di Lecco
Chiara Gusmeroli durante una ripetizione invernale de 'La spada nella roccia' al Qualido con Matteo De Zaiacomo.
Aldo Anghileri, con Ignazio Piussi e Alziro Molin è stato autore della prima salita allo spigolo nord ovest della Cima Su Alto, in Civetta © archivio Ragni di Lecco
1961: Luigino Airoldi, Jack Canali e Gigi Alippi rientrano al campo base del McKinley durante la bufera © archivio Ragni di Lecco
Tra i momenti da segnare in agenda del Lecco climbing festival che inizia oggi in riva al lago, di sicuro interesse è la presentazione a Palazzo delle paure (ore 16) del libro La storia dei Ragni in 80 vie - Gli ottant’anni dei Maglioni Rossi raccontati attraverso le più belle salite, di Serafino Ripamonti e Marco Zanchetta.
Il volume, edito da CAI Edizioni, in oltre 400 pagine a colori, impreziosite da materiale fotografico di grande valore storico, celebra la ricorrenza dedicata a uno dei gruppi alpinistici più prestigiosi d’Italia e conosciuti nel mondo, attraverso ciò che meglio può raccontare la loro storia: itinerari più o meno famosi per il grande pubblico, racconti di roccia che si intersecano con la dimensione umana.
Dalle origini a oggi
I Ragni della Grignetta sono stati fondati nel dopoguerra da giovani operai lecchesi che si allenavano sulle guglie di una delle palestre naturali più affascinanti delle nostre Alpi. Dai primi passi mossi a pochi chilometri dalla città, si sono poi spinti sulle montagne più belle e difficili del mondo. Fra i suoi membri, si annoverano Riccardo Cassin, Carlo Mauri e Casimiro Ferrari.
A cavallo tra narrazione storica e manualistica alpinistica, ogni capitolo racconta una via o una spedizione che hanno fatto la storia dei Ragni, con un testo ricco di aneddoti, approfondimenti e ricostruzioni storiche rigorose. Ogni via è corredata da una breve scheda tecnica e tutto il libro è impreziosito da 40 illustrazioni artistiche di Marco Romelli, con il tracciato delle salite e decine di fotografie tratte dall’archivio storico dei Ragni e dai fondi personali dei protagonisti delle singole ascensioni. Ne emerge un affresco corale di ottant’anni di alpinismo d’élite, dagli anni Quaranta del Novecento a oggi.
Una storia comune
La storia dei Ragni, del CAI e dell'Italia stessa procedono in parallelo e si intrecciano fin dalle origini. E il Club Alpino Italiano sostiene con grande orgoglio il legame con i maglioni rossi, come testimonia la prefazione stessa del volume, scritta dal presidente generale Antonio Montani. "Non si tratta soltanto di un catalogo di imprese eccezionali, ma di una mappa della memoria collettiva del CAI e della nostra cultura alpina. Tutto ha inizio nel secondo dopoguerra, un’epoca di ricostruzione, speranza e profondo desiderio di libertà. All’ombra delle guglie delle Grigne, un gruppo di giovani entusiasti decide di dare forma a un sogno nuovo. Con uno spirito di rottura e una forte volontà di mettersi alla prova, questi ragazzi scelgono di distinguersi dalla tradizione dell’epoca per scrivere un capitolo inedito del mondo verticale. Li guidano una forza fisica e un’audacia destinate a rivoluzionare il modo di salire le pareti" si legge nelle prime righe.
Imprese sulle montagne che vediamo dalla finestra di casa o su vette che possiamo frequentare nei weekend si alternano alle pareti della Patagonia, ai colossi della Groenlandia e del Pakistan, in un mix di dimensioni, di epoche e di personaggi che rendono il libro molto ricco.
“Non si tratta soltanto di un catalogo di imprese eccezionali, ma di una mappa della memoria collettiva del CAI e della nostra cultura alpina” Antonio Montani
Il viaggio attraverso le vie dei Ragni si apre con la seconda ripetizione della via Cassin al Badile. Insomma, come si legge nel testo "la prima via dei Ragni non è una via dei Ragni e neppure una prima ripetizione". Nel 1949 Luigi Castagna e Carlo Mauri salgono in 19 ore la leggendaria via sulla nord-est del Badile ed è da questo primo momento che il nome dei Ragni comincia ad affermarsi come simbolo di alpinismo ai massimi livelli.
Gli autori
Serafino Ripamonti (1972) è membro dei Ragni di Lecco, socio del Club Alpino Accademico Italiano e del Gruppo italiano scrittori di montagna. Dal 1995 lavora nel settore della comunicazione legata alla cultura della montagna e dell’alpinismo pubblicando sulle principali riviste e siti web di alpinismo.
Marco Zanchetta (1996) è membro dei Ragni di Lecco e, oltre al lavoro di guida alpina, collabora con le principali riviste e siti web di alpinismo.