Raccolta funghi: una passione ancestrale, da coltivare con giudizio

Trovare un buon fungo nel bosco è di certo una soddisfazione, ma prima di lasciarsi prendere dall'entusiasmo del raccoglitore è bene studiare, prepararsi e adottare delle cautele. Lo sapevate che le asl forniscono consulenza gratuita sulla commestibilità?

 

Ogni autunno, puntualmente, i boschi italiani si popolano di appassionati cercatori, spesso esperti, ma purtroppo talvolta anche improvvisati. La raccolta dei funghi è una passione antica, un’abilità ancestrale mai sopita del tutto, il bisogno di tornare raccoglitori, un rito che unisce il contatto con la natura al piacere della tavola. Ma dietro a un cesto di porcini o finferli si nasconde una realtà complessa, fatta di regole da rispettare, rischi da conoscere e un ecosistema delicato dasalvaguardare. L’educazione alla raccolta dei funghi non è dunque un semplice passatempo; è una vera e propria forma di cittadinanza consapevole.

Il rischio micologico, quando il piatto diventa una trappola

La cronaca estiva e autunnale riporta puntualmente episodi di intossicazione talvolta con esito letale. La maggior parte di questi incidenti ha una causa comune: il consumo di funghi raccolti e
consumati senza un controllo micologico preventivo. Vanno pertanto raccolti solo i funghi della cui commestibilità si è certi; le specie che non si conoscono vanno sottoposte all’ attenzione degli organi preposti, ossia gli ispettorati micologici istituiti presso le asl, i quali offrono la propria prestazione in modo del tutto gratuito. Analogo servizio lo offrono anche le molte associazioni micologiche presenti sul territorio, le quali tuttavia non possono sostituirsi agli ispettorati nell’ assolvere il compito di cernita delle specie eduli e nel dare giudizio di commestibilità. 

Valga tuttavia la regola generale che, i funghi che si riconoscono già sul terreno come non eduli, vanno comunque preservati, rispettati e mai danneggiati, in quanto silenti protagonisti del benessere e della salvaguardia dell’ecosistema boschivo.

Il giusto abbigliamento: i dettagli che fanno la differenza

Il bosco, luogo idealmente rilassante e distensivo, è tuttavia un ambiente selvaggio, spesso inospitale, che è raccomodabile frequentare con le giuste accortezze. Sempre ed in ogni stagione
sono preferibili pantaloni e maniche lunghe, atti a proteggerci da graffi di rovi, morsi di vipere e punture di zecche. Una enorme importanza rivestono le calzature; gli stivali, che grazie al rivestimento in gomma, sono in grado di tenere i piedi asciutti, tuttavia, non sempre offrono un buon grip e, su terreni impervi e scivolosi, non garantiscono il necessario sostegno e possono farci cadere, soprattutto in discesa e con magari un cesto colmo di funghi a sfidare le leggi della gravità.

Personalmente preferisco delle buone pedule, con suola a “carro armato” e ben allacciate per una aderenza ideale. Il bastone rimane sempre il valido e fedele compagno di ogni cercatore; esso ci permette di assicurarci al suolo sia in salita che in discesa e di esplorare cavità e/o anfratti, quale gesto preventivo prima di infilare le mani. Un fischietto è un ottimo ausilio, con il quale inviare un eventuale segnale di allarme o per tenersi in contatto all’ interno del bosco, dove spesso i cellulari risultano inservibili per transitori coni d’ ombra nella disponibilità del segnale. Il coltellino rimane lo strumento imprescindibile di ogni cercatore. 

A tal proposito vale la pena ricordare che, recentemente, il possesso ed il trasporto di coltelli sono stati ulteriormente disciplinati dal decreto sicurezza (legge 54/2026), e ad esso si rimanda per sapere se lo strumento di cui ci si avvale, ottempera a quanto previsto. Un piccolo zainetto con dentro un poncho per la pioggia e qualche genere di prima necessità, completano la dotazione di chi ben conosce il bosco e sa che la permanenza in esso non va né improvvisata, né sottovalutata.

La raccolta: il know how che non tutti possiedono

I funghi vanno raccolti sani, freschi e turgidi; vanno tralasciati funghi eccessivamente maturi, imbibiti di acqua, avvizziti o interessati da evidenti fenomeni di decomposizione. Vanno tolti dal
terreno con delicatezza, integri, magari con l’ausilio di un coltellino e vanno mondati grossolanamente già sul posto. La pulizia dei funghi nel bosco, per quanto sommaria, è raccomandata per legge, e tanto più sarà accurata, tanto minore sarà il tempo che impiegheremo a casa per la preparazione o conservazione. Ho recentemente scoperto che anche un semplice
pelapatate, svolge egregiamente tale compito. Una volta pulito il fungo andrà posto in un contenitore areato. Che sia di vimini o di plastica oppure di tessuto, rigido o morbido, non ha
importanza; l’importante è che sia areato, che permetta così la disseminazione delle spore durante il trasporto e che impedisca ai funghi di alterarsi e di deteriorarsi. È assolutamente bandito e vietato per legge l’utilizzo di contenitori improvvisati come sacchetti o borse di plastica, all’ interno dei quali il nostro raccolto potrebbe subire rapide e pericolose alterazioni, in grado di inficiare addirittura la commestibilità stessa dei funghi. 

Una malizia che sono solito adottare nel corso delle mie escursioni è quella di depositare nel cesto qualche foglia o comunque del verde, allo scopo di garantire ai funghi quel minimo di umidità in grado di farli pervenire a casa ancora nel pieno del proprio turgore. Una buona abitudine e una bella accortezza sicuramente da trasmettere è quella di ricoprire il buco lasciato dal nostro fungo nel terreno: è questo, infatti, il modo per preservare la vera pianta fungina, ossia il micelio, dal quale noi abbiamo appena estratto il frutto, e che nuovamente protetta dallo strato umifero del terreno, potrà continuare a vegetare e saprà garantirci soddisfazioni anche in futuro.

Per una raccolta sostenibile e rispettosa: occhio alle norme

La ricerca e raccolta dei funghi è un’attività disciplinata e regolamentata da leggi regionali o provinciali che stabiliscono giorni, orari, luoghi, quantità e fissano di volta in volta il costo dei
permessi, giornalieri o stagionali. L’ acquisto dei permessi può avvenire da casa mediante versamento della tariffa prevista sul conto corrente di province e/o comunità montane, oppure mediante acquisto diretto presso gli esercizi abilitati al rilascio. Al fine di evitare spiacevoli inconvenienti, è di fondamentale importanza essere sempre a conoscenza delle norme che
disciplinano la raccolta in un determinato territorio.

La raccolta dei funghi è un’attività che unisce conoscenza, pazienza e rispetto. Informarsi, controllare, rispettare: tre parole che racchiudono l’essenza di una raccolta sicura e sostenibile, per sé, per gli altri e per il bosco che ci ospita.