L'incontro di giovedì a Casacomune
L'incontro di giovedì a Casacomune
L'Oltrepò Pavese, un territorio da scoprireNell’Oltrepò Pavese è iniziata la quinta edizione del trek-seminario di approfondimento organizzato da Casacomune-Gruppo Abele, una scuola-azioni, insieme al Club Alpino Italiano. 45 i partecipanti provenienti da Lombardia, Piemonte, Sicilia, Liguria, Umbria, Lazio. Il seminario è stato dedicato a Marco Battain, già presidente del CAI di Torino che ci ha lasciati di recente e che continua ad accompagnarci con gli insegnamenti che ci ha lasciato negli anni.
I presenti sono di età e professioni diverse: ci sono iscritti al CAI da molto tempo e nuovi soci, molti operatori della tutela ambiente montano. Tutti però interessati ad approfondire i temi ambientali connessi alle implicazioni sociali e dei conflitti. Di giorno in cammino, di pomeriggio e di sera a riflettere, approfondire, confrontarsi.
A fare gli onori di casa per Casacomune è stata Ornella Vigna, ideatrice di questa formula formativa e Ornella Giordana, del CAI di Torino, a tutti nota per l’impegno in montagnaterapia o accompagnamento solidale.
Il nodo del cicloescursionismo e dello sci
Ad aprire l’incontro è stato Emilio Aldeghi, presidente del CAI Lombardia, che ha invitato a “entrare nel bosco con rispetto, educazione, da veri ospiti di un ambiente fragile e accogliente”. Non solo. Aldeghi ha sollecitato i presenti a "essere curiosi, per scoprire una biodiversità che va protetta con coraggio per far fronte all’indifferenza e all’abbandono che c’è, a livello istituzionale e non, verso la montagna e chi la abita. Territori sacrificati per fare spazio a piste per biciclette – da non demonizzare in toto – che in alcuni luoghi stanno distruggendo la rete sentieristica esistente o impianti da sci che continuano a essere costruiti a quote molto basse, come il Monte San Primo, dove la neve difficilmente si farà vedere…” .
"Ci sono impianti da sci che continuano a essere costruiti a quote molto basse, come il Monte San Primo, dove la neve difficilmente si farà vedere…” . Emilio Aldeghi
Natalino Lucchelli, presidente del CAI di Voghera, organizzatore locale dell’evento, ha posto la questione dell’attenzione che merita il territorio, il diritto di essere ascoltato per favorire una progettazione condivisa del proprio futuro. Ai presenti, Lucchelli ha chiesto partecipazione attiva e confronto franco sulle questioni che la montagna e il CAI pongono, oggi, a tutti.
Spostamenti o migrazioni?
A seguire Mirta Da Pra, co-coordinatrice con Federica Pecoraro di Casacomune, ha portato una riflessione sulle parole amiche che uniscono confini che paiono invalicabili: “parole belle,, come tutela, relazione, armonia, equilibrio, gratitudine, dialogo, tutte proprie della conversione ecologica. Ma anche parole pericolose come separazione, compensazione, e parole trappola perché vengono proposte con significati non propri come green, sostenibile, transizione…si tratta di riflessioni sul linguaggio e sulla parola chiave per tutelare ambiente fragili, che è limite. In termini di proposte – anche educative - i termini relazione, cooperazione, patto tra generazioni. È importante educare alla comprensione, alla complessità, far comprendere cosa si perde se non si tutela. ‘Si tutela solo ciò che si ama’, ha detto a un seminario Consolata Siniscalco, presidente dei biologi italiani".
“È importante educare alla comprensione, alla complessità, far comprendere cosa si perde se non si tutela”. Mirta Da Pra
Da Pra ha chiuso sul termine migrante, viandante, richiamando al pensarsi, di nuovo, migranti, viandanti in un tempo che renderà molte terre non più vivibili ed ha ricordato le migrazioni interne evocate più volte da Luca Mercalli “la montagna sarà invasa per le ondate di calore”. Siamo preparati? Ad accogliere? A partire, nuovamente?
Dentro il territorio
A spiegare le particolarità del territorio, le aspettative, la complessità delle terre alte dell’Oltrepò Pavese, terre di confine – elemento identitario non scritto – tra province e regioni diverse, è intervenuta Elena Borrone, attivatrice territoriale, collaboratrice della strategia per le aree interne e dell’ANCI.
Anche Elena ha posto l'attenzione ai termini: "È più consono il termine margine che confine, margini da conoscere e valorizzare, ascoltando chi li abita". Parliamo di terre che hanno visto i Celti, i Liguri, i Romani, con cucina e tradizioni che vedono culture che si sono contaminate con fantasia e creatività, con risultati meravigliosi. Ne è stata prova l’esibizione serale del due Valla Scurati, che ha permesso un’immersione nella cultura locale con la musica delle quattro province, con piffero e fisarmonica.
Territori da conoscere e rivalutare quindi a cominciare dalle vie del sale dove transitavano merci, persone, animali, notizie: valli aperte non chiuse. Il metodo per dare valore a tutto questo è l’ascolto, l'osservazione, a cominciare dalla ricchezza della natura che ha un’avifauna eccezionale, e un patrimonio archeologico di valore. Cultura, natura, tutela, servizi. Qual è il ruolo dei parchi, delle riserve per la protezione attiva? Dobbiamo chiederci: “cosa vogliamo diventare? Sono le domande di questo territorio, del CAI, di tutti.
L'eredità olimpica
Le Olimpiadi Milano Cortina e quello che hanno lasciato sui territori è un tema che non può mancare all'interno di un seminario tenuto in Lombardia. A parlarne è stato Luigi Casanova, presidente di Mountain Wilderness.
Casanova ha portato dati, ha parlato di comitato olimpico e fondazione Milano Cortina, dei debiti lasciati ai cittadini italiani e alle regioni interessate. Il numero uno di Mountain Wilderness ha lamentato l'assenza di trasparenza, i disastri ambientali visibili sui territori, le opere finanziate e incompiute: 40 delle 98 previste dovranno essere ultimate entro il 2033. Opere inutili come la pista da bob di Cortina, opere come la funivia di Socrepes (non ancora inaugurata) costruita su una frana. Ha ricordato VAS e VIA quasi completamente “saltate”, i debiti di società private, composte da enti pubblici, debiti che dovranno essere ripianati da noi tutti.
Le associazioni che hanno lavorato per contrastare tutto questo, hanno ottenuto maggiore trasparenza, ma non basta. Il pensiero di Mountanin Wilderness è che le Olimpiadi diffuse non sono realizzabili, se non con la speculazione su molti territori e con opere inutili e dannose. Il suggerimento è che si facciano, sia quelle estive che quelle invernali, in un unico posto, sempre, per evitare inutili costruzioni, inutili disastri. La domanda che rimane alla fine della carrellata di debiti e investimenti è: cosa si sarebbe potuto fare se molti o parte di quei fondi fossero andati realmente alle zone montane ospitanti, per creare lavoro vero, per valorizzare e tutelare gli ambienti che hanno ospitato?
A chiudere la parte seminariale è intervenuta Maria Grazia Gavazza, presidente della commissione Centrale TAM. Gavazza ha raccontato il lavoro sui crinali e la proficua collaborazione tra i CAI locali, le manifestazioni contro un parco eolico invasivo (20 pale eoliche sulla via del sale), contro l’uso del territorio da motociclisti che arrivano anche dall’estero, con assenza di controlli, per scorrazzare indisturbati in una zona che ha altre vocazioni di sviluppo e promozione.
Il ruolo del CAI
Altre questioni poste all’attenzione: quanto si sa che il CAI è da sempre anche una associazione ambientalista, che da sempre ha una grande attenzione alla conoscenza del territorio (1863) e una attenzione specifica alle questioni ambientali (dal 1981)? L’ultima pubblicazione del CAI TAM Cambiare rotta si può è un documento, risultato di un convegno specifico, da conoscere e diffondere.
Ricche le discussioni e gli interventi a margine delle relazioni. Quali sono le questioni da affrontare nei prossimi seminari? Eolico, biciclette (su entrambi non c’è un contro a priori ma una problematizzazione su come e dove fare eventuali interventi), l’importanza delle torbiere, il continuo assalto – e finanziamenti pubblici – agli impianti da sci in zone dove non ci sarà neve con conseguente necessità di invasi. E, non da ultimo, la questione acqua. Ce n’è da fare, per un anno, per tutti, in attesa del prossimo seminario.
Oggi si inizia passeggiando, con gli accompagnatori del CAI di Voghera, per colline e montagne dell’appennino, le montagne di mezzo, come direbbe Mauro Varotto, poco conosciute, ricche di tante sorprese per i viaggiatori lenti e attenti.