© Fay Manners
Il tracciato della via © Fay Manners
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Fay in apertura © ©John Thornton
© Fay Manners
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© IG Roger Schali
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© IG Roger SchaliLa Nord dell’Eiger (3967 m), uno dei simboli dell'alpinismo europeo, ha ancora qualcosa da raccontare. Tra il 27 luglio e il 13 agosto 2026, Fay Manners e Roger Schäli hanno aperto Solar Eclipse, una nuova linea di circa 900 metri e 33 tiri sulla celebre parete delle Alpi Bernesi, su cui esistono più di 55 vie. Un progetto durato 18 giorni complessivi, 13 dei quali vissuti sulla parete, dormendo in portaledge e risalendo metro dopo metro su roccia ancora mai toccata. Durante la salita, i due sono stati supportati da Oskar Gertsch e Raphael Schmid. Manners e Schäli sono scesi a terra un paio di volte per fare rifornimento e caricare le batterie del trapano: "Stranamente, quelli erano i giorni in cui più desideravo tornare in parete" ha detto l'alpinista britannica.
Il grado non è tutto
"Questa via non è definita da un singolo grado, ma dal suo impegno complessivo: difficile navigazione della parete, protezioni veloci, terreno alpino e molte decisioni da prendere. Questa combinazione è ciò che rende Solar Eclipse una vera sfida su una grande parete" ha scritto Schäli su Instagram.
La nuova via non si distingue infatti per la difficoltà estrema, quanto per il suo carattere alpino e l'impegno complessivo. Solar Eclipse non è stata salita interamente in libera: l'obiettivo della cordata è infatti tornare sulla parete la prossima primavera, completare la prima salita rotpunkt, togliere le corde fisse e lasciare l'itinerario nelle migliori condizioni possibili per le future ripetizioni.
Per Roger Schäli, Solar Eclipse rappresenta la quarta prima salita sull'Eiger. Nel 2015 aveva aperto Odyssee (1400 m, 8a+), una delle vie più dure della parete, con Robert Jasper e Simon Gietl. Tra il 2017 e 2018 aveva firmato Airplane Mode (8a+) vicino alla celebre Deep Blue Sea con Dimitri Vogt, Bernd Rathmayr e Mayan Smith-Gobat. Già nel 2008 aveva salito Magic Mushroom, venti tiri con grado massimo 7c+, con Christoph Hainz.
Fay Manners racconta
"Sono grata di aver aggiunto un nuovo capitolo al mio viaggio come alpinista, e di entrare a far parte della storia di coloro che hanno aperto una via sull'Eiger. Questa è la più grande e significativa salita che abbia fatto nei miei tre anni come atleta professionista, e in qualche modo mi sentivo pronta. Tutti questi anni ad aprire vie, avendo a che fare con l'incertezza costante, a imparare a fidarmi di me stessa, erano una preparazione per questo momento" racconta Manners, raggiunta al telefono poco dopo la diffusione della notizia. Avevamo già anticipato questo progetto sull'Eiger nell'intervista a Fay Manners in occasione delle nuove linee di discesa con gli sci aperte nella Cordillera Blanca.
La britannica aveva scalato per la prima volta la Nord dell'Eiger nel 2022, salendo la via Heckmair insieme a Line van den Berg. All'epoca non immaginava neanche che sarebbe tornata quattro anni dopo per aprire una nuova linea sulla stessa mitica parete. "Ci ho ricamato molto sopra nella mia mente, rendendo questa salita molto spaventosa e quasi impossibile. Ma una volta in parete, ero calma. A mio agio nell'incertezza. E, ciò che è più importante, mi sentivo esattamente dove volevo essere" aggiunge.
Mi parla poi del suo rapporto con il compagno di cordata: “Roger è il partner con più esperienza che avrei potuto trovare per un progetto come questo. Conosceva già molto bene la parete, aveva già aperto tre vie sull'Eiger prima, per cui mi sono sentita estremamente fortunata ad avere l'opportunità di imparare da lui. Ma soprattutto, mi fidavo delle decisioni che prendevamo insieme. In un progetto come questo, ci sono moltissimi momenti in cui devi fare una scelta, e questa fiducia fa tutta la differenza del mondo".
“Questa è la più grande e significativa salita che abbia fatto nei miei tre anni come atleta professionista” Fay Manners
L'eclissi sulla Nord dell'Eiger
Il 12 agosto, mentre si trovavano in alto sulla parete, Manners e Schäli hanno assistito all'eclissi solare dalla portaledge. La luce è progressivamente diminuita sopra la valle, lasciando per alcuni istanti la parete e il paesaggio circostante nell'oscurità, prima di tornare lentamente. Da qui Solar Eclipse, il nome della via.
Per Fay Manners, l'immagine dell'eclissi ha finito per assumere anche un significato simbolico. Per giorni i due hanno cercato nella parete qualcosa che dal basso non potevano ancora vedere: una linea scalabile attraverso terreno sconosciuto. Non riuscivano a distinguere l'intera linea dal basso, ma l'hanno costruita tiro dopo tiro. "Il mio percorso nell'alpinismo è stato più o meno simile. All'inizio non sapevo dove mi avrebbe portato, non sapevo che una carriera come alpinista professionista fosse possibile, l'ho scoperta e messa insieme un passo alla volta" conclude Manners.