Sette alpinisti morti in 24 ore: fine settimana drammatico sulle montagne della Valle d’Aosta

Dopo il grave incidente di venerdì sulla parete Nord del Gran Paradiso, in cui hanno perso la vita tre alpinisti trentini, altri quattro decessi si sono registrati nella giornata di sabato tra Cervino, ghiacciaio della Brenva e cresta Kuffner al Mont Maudit, sul versante francese. Un bilancio drammatico che segna profondamente il mondo dell’alpinismo.
Sul posto è intervenuto l'elisoccorso © Soccorso Alpino Valdostano

È un bilancio pesantissimo quello che arriva dalle Alpi occidentali, al termine di una sequenza di incidenti che, nel giro di circa 24 ore, ha provocato la morte di sette alpinisti.

Nella giornata di venerdì tre alpinisti trentini hanno perso la vita sul Gran Paradiso, precipitando mentre si trovavano sulla parete Nord della montagna. I corpi sono stati individuati a circa 3.600 metri di quota e recuperati dopo l’allarme per il mancato rientro.

A quelle tre vittime si sono aggiunti, nella giornata di sabato, altri quattro decessi in alta quota, in un quadro che ha coinvolto diversi settori tra Valle d’Aosta e non solo.

Sul Cervino un alpinista ha perso la vita, la salma è stata recuperata e trasportata a Cervinia, mentre il recupero del compagno di cordata, rimasto illeso, è stato effettuato dal Soccorso Alpino Valdostano.

Un secondo incidente mortale si è verificato sul ghiacciaio della Brenva, nel massiccio del Monte Bianco e un terzo, ad aggravare ulteriormente il bilancio già pesante della giornata, occorso sulla cresta Kuffner al Mont Maudit, sul versante francese, dove sono morti due alpinisti. L’intervento è gestito dalle autorità di soccorso francesi.

Un bilancio che colpisce la comunità alpinistica

Nel giro di poche ore, dunque, il numero delle vittime in quota è salito a sette. Una sequenza di incidenti distinta nelle dinamiche e nei luoghi, ma accomunata dalla severità dell’ambiente di alta montagna e dalla complessità degli interventi di soccorso.

In attesa degli accertamenti sulle cause dei singoli episodi, resta il peso di un fine settimana drammatico per l’intera comunità alpinistica. Le montagne coinvolte sono tra le più note e frequentate dell’arco alpino, ma anche tra quelle che richiedono esperienza, preparazione, valutazione costante delle condizioni e piena consapevolezza dei rischi.

Il bilancio di queste ore richiama ancora una volta l’attenzione sulla necessità di affrontare l’alta quota con prudenza, competenza e rispetto per un ambiente che può cambiare rapidamente e che, anche lungo itinerari conosciuti, non ammette sottovalutazioni.