La targa all'ingresso © Luca Gibello
Un momento della giornata © Luca Gibello
I partecipanti alla celebrazione © Luca Gibello
Il libro del bivacco
La giornata è stata animata da canti, musica e ricordi
Riportiamo lo scritto gentilmente inviato alla redazione da Luca Gibello, presidente dell'associazione culturale Cantieri d'alta quota.
Un nuovo punto d'appoggio sul sentiero Roma
di Luca Gibello
Una cerimonia semplice ma toccante, breve ma intensa. Domenica 31 maggio si è tenuta l'inaugurazione del bivacco dedicato alla memoria di Enrico Fasciolo, ingegnere bresciano e caposcout, prematuramente scomparso nel 2017 in un incidente stradale a 54 anni. Il completamento della struttura è l'esito del recupero di una baita presso l’Alpe Averta (1.932 metri), dove sono stati ricavati 6 posti letto, in appoggio al transito di scout ed escursionisti lungo il Sentiero Roma.
Dalla Val Codera alla Valmalenco
Si tratta di uno tra i più noti e frequentati itinerari di trekking, concepito a partire dal 1928 dal CAI Milano: si sviluppa per 54 chilometri, prevalentemente a 2500 metri di quota e collega, in un tempo variabile dai 3 ai 5 giorni, la Val Codera alla Valmalenco, attraversando l’intera testata della Val Masino.
La Val Codera ha mantenuto fino a oggi le sue caratteristiche di territorio selvaggio e remoto, non essendo servita da infrastrutture viarie: i percorsi carrozzabili, infatti, si arrestano all’imbocco della valle, in corrispondenza dell’abitato di Novate Mezzola, alla modesta quota di circa 300 metri sul livello del mare.
Proprio in Val Codera lo scautismo (giunto in valle nel periodo della sua clandestinità, durante il ventennio fascista) ha affondato fertili radici, stabilendo forti legami con la popolazione locale e coltivando gli ideali fondativi del movimento.
Su mandato della famiglia Fasciolo, e grazie a una donazione, la fondazione e l’ente educativo Monsignor Andrea Ghetti - Baden, impegnati nell’attività sociale in Val Codera, hanno promosso e coordinato il cantiere, tramite il presidente Roberto D’Alessio e il project manager Carlo Valentini, mentre il progetto architettonico è stato redatto da Stefano Girodo e Lorenzo Serafin, membri dell'associazione culturale Cantieri d'alta quota, da anni impegnata nell'azione di sensibilizzazione al valore patrimoniale dei rifugi e bivacchi alpini.
Ampia partecipazione
Alla cerimonia d'inaugurazione hanno preso parte oltre 130 persone, che hanno affrontato il lungo avvicinamento, superiore alle 5 ore di marcia. Alla benedizione di don Lorenzo Bacchetta sono seguiti i brevi interventi di Roberto D'Alessio, che ha ricordato l'impegno collettivo per la buona riuscita del progetto, di Carlo Valentini e di Lorenzo Serafin, intervallati dai canti alpini del coro Le Rocce Roche, di cui Enrico Fasciolo faceva parte. Silvia Fasciolo ha presentato un pannello dedicato al fratello che è stato collocato all'interno della struttura. La targa reca la poetica testimonianza di una giovane scolta del Brescia 1, all'epoca impegnata in un impervio cammino, confortata dall'assistenza del capo clan.
Luca Gibello, presidente di Cantieri d'alta quota, ha sottolineato il ruolo memoriale incarnato da rifugi e bivacchi, ricordando che “una comunità civile che non rammemora è una comunità che non ha futuro”. Enrico Calvo, responsabile basi scout della Val Codera, ha invece preferito invitare al silenzio, perché ciascuno potesse udire le voci della montagna.
Nel frattempo, l’iniziativa di recupero ha registrato degli sviluppi, considerando che l’Averta, non più sfruttata come alpeggio per il pascolo da oltre mezzo secolo, presenta una quindicina di fabbricati rurali abbandonati. Alla baita principale si aggiungerà un secondo fabbricato, da riqualificare anch’esso, con funzione di appoggio e magazzino. Per proseguire l’opera è stata aperta una raccolta fondi presso l’ente educativo Monsignor Andrea Ghetti - Baden.