
Sull’altipiano di Montes, sopra Orgosolo, gli escursionisti del CAI hanno percorso una giornata di primavera avanzata tra lecci secolari, siti archeologici e nuovi progetti di sentieristica. Giovedì 21 maggio, il gruppo, guidato dai soci di Orgosolo, ha voluto verificare lo stato dei lavori già avviati per la realizzazione della bretella di collegamento tra il paese e il Sentiero Italia CAI, che in quest’area fa tappa presso la caserma Forestas di Ilodei Malu.
Il Sentiero Italia CAI, che unisce idealmente Santa Teresa di Gallura a Trieste lungo un tracciato di circa ottomila chilometri, attraversa la Sardegna per circa seicento chilometri fino a Castiadas. In questo tratto interessa l’intero Supramonte, ma finora non prevedeva una tappa nel territorio comunale di Orgosolo.
Da qui è nata la proposta del CAI, fondata sulla convinzione che dal grande itinerario nazionale, tra i progetti più significativi del Club alpino italiano, non potesse restare escluso un paese custode di un patrimonio ambientale e storico che si estende dalle aree del Corrasi fino al valico di Corr’e Boi.
Il progetto e la rete escursionistica
L’idea è stata fatta propria dal Comune ed è diventata concreta attraverso un progetto che ricalca la traccia definita dagli escursionisti del Club alpino. I lavori di manutenzione del sentiero che collega Orgosolo alla caserma Forestas di Ilodei Malu, per uno sviluppo di circa dodici chilometri, sono in corso e saranno completati con la posa della segnaletica verticale e orizzontale secondo gli standard CAI.
La nuova bretella permetterà l’inserimento del tracciato nella Rete Escursionistica della Sardegna, sulla base della legge regionale 16 del 2017, con l’attribuzione della numerazione, la pubblicazione nel percorso generale nazionale, nel portale Sardegna Sentieri e nella Rete Escursionistica Italiana.
Il cammino consentirà così di valorizzare in modo più organico un’area di grande interesse paesaggistico, storico e culturale, rafforzando il legame tra il Sentiero Italia CAI e il territorio del centro Sardegna.
Tra lecci, pascoli e rocce del Supramonte
Gli escursionisti, partiti dalla piana di Ispadulargiu, hanno attraversato Sa Tanca ’e S’Ena e affrontato i saliscendi di S’Ingarru, il laghetto di Su Lavra e Sa Vurca. Il percorso si sviluppa in zone ricche di allevamenti bradi, come Su Solianu, Ventosu, Steccheo e Sa Mandra ’e Sas Ebbas, in un paesaggio nel quale gli spuntoni di roccia aprono lo sguardo verso il Corrasi, Sa Pruna e Monte Nove.
Attorno, le piane di Orgovai, Sorasi e Morgogliai raccontano la profondità di un territorio dove la frequentazione escursionistica incontra una natura severa e generosa, attraversata da tracce antiche e da una forte identità locale.
Il sito archeologico di Sirilò
La giornata ha avuto anche un importante valore di studio, intrecciando il lavoro del CAI sulla sentieristica con l’archeologia. Tappa centrale è stata Sirilò, uno dei siti più suggestivi dell’isola, individuato dal CAI come punto significativo lungo il nuovo collegamento con il Sentiero Italia.
Nella parte più a valle, il sito custodisce le domus della necropoli di Oreharva, incastonate nei massi granitici. Le sepolture neolitiche di Sirilò comprendono tredici domus ipogee scavate nella roccia, con planimetrie variabili e già oggetto di recenti studi archeologici. A sovrastare le tombe si trova il nuraghe, mentre richiama particolare curiosità anche il tempietto a megaron, dalla provenienza culturale incerta ma di forte suggestione.
“È metodo CAI mettere insieme la sentieristica secondo le norme regionali con le straordinarie ricchezze della cultura di queste parti del centro Sardegna, che difficilmente deludono durante i nostri percorsi”, ha spiegato Matteo Marteddu, dirigente regionale del CAI.
L’inaugurazione della nuova bretella del Sentiero Italia CAI è prevista a breve. Un nuovo tratto che, tra zaino e scarponi, porterà Orgosolo dentro la grande dorsale escursionistica nazionale, valorizzando uno dei paesaggi più intensi e identitari della Sardegna interna.