CAI Sardegna, nuova dirigenza e una linea chiara: rete sentieristica, ...

SARDEGNA

 

SILÌ (OR) – Non solo un passaggio formale, ma un momento di indirizzo. L’Assemblea regionale del CAI Sardegna, riunita sabato nella sede della Sezione di Oristano, ha eletto la nuova dirigenza e tracciato le linee operative per i prossimi anni, dentro un contesto in cui la montagna – anche in un territorio insulare – è sempre più al centro di dinamiche ambientali, sociali e normative.

A rappresentare oltre 1500 soci, i delegati delle cinque sezioni – Cagliari, Oristano, Sassari, Nuoro e la nuova sezione dell’Ogliastra, attiva dal primo gennaio – hanno preso parte ai lavori coordinati dal presidente uscente e riconfermato, Pier Francesco Boy, insieme ai presidenti sezionali.

Tra norme e territorio

L’assemblea ha affrontato alcuni dei nodi più attuali. Dalla recente legge nazionale sulla montagna, rispetto alla quale la Regione Sardegna ha espresso contrarietà su alcuni criteri di classificazione dei territori montani, fino alla normativa sui Cammini d’Italia, che individua nel CAI un soggetto di riferimento nella gestione e valorizzazione degli itinerari.

In questo quadro si inserisce il lavoro già avviato sull’isola, con l’accordo quinquennale tra CAI Sardegna e Agenzia Forestas, orientato a garantire organizzazione e manutenzione della Rete Escursionistica regionale, in coerenza con la legge 16/2017. Un passaggio tecnico tutt’altro che secondario, che consolida un modello di gestione strutturato e riconosciuto.

Allo stesso tempo, prosegue il percorso di integrazione tra il catasto regionale dei sentieri e la rete nazionale. Un processo che rafforza la continuità e la leggibilità del sistema escursionistico, dentro cui si colloca anche il tracciato del Sentiero Italia CAI, con i suoi circa 600 chilometri in Sardegna, oggi sempre più dotato di punti di appoggio lungo l’asse che collega Santa Teresa di Gallura a Castiadas.

Formazione e nuove generazioni

Accanto agli aspetti infrastrutturali, l’assemblea ha ribadito la centralità della formazione. Escursionismo, speleologia, torrentismo e alpinismo restano ambiti su cui le sezioni continuano a investire, con attività diffuse e strutturate.

Particolarmente significativa la crescita della Commissione intersezionale Giovani e il lavoro portato avanti con le scuole, in raccordo con l’Ufficio Scolastico regionale. Un segnale chiaro: costruire cultura della montagna significa lavorare nel tempo lungo, intercettando le nuove generazioni e accompagnandole in un percorso di consapevolezza.

Montagnaterapia, un salto di scala

Tra gli impegni più rilevanti emersi da Silì c’è la volontà di rafforzare e ampliare le attività di montagnaterapia e accompagnamento solidale su tutto il territorio regionale. L’assemblea ha approvato la proposta di lavorare a un protocollo d’intesa con la Regione e l’assessorato alla sanità, con l’obiettivo di riconoscere e strutturare la montagnaterapia come metodo riabilitativo anche a livello regionale, in linea con esperienze già consolidate a livello nazionale.

Un passaggio che segna un cambio di scala: da iniziative diffuse ma spesso locali, a un impianto più organico, capace di dialogare con il sistema sanitario.

Dall’esito delle votazioni, Pier Francesco Boy è stato confermato presidente regionale. Nel Comitato direttivo entrano Matteo Marteddu (Nuoro), Maria Bruna Salis (Sassari), Maria Barbara Anedda (Cagliari) e Rosanna Dessì (Oristano).

Una squadra chiamata a tenere insieme dimensione tecnica e visione culturale, dentro un territorio che, pur lontano dalle grandi catene alpine, esprime una propria specificità montana, fatta di sentieri, comunità e paesaggi complessi.