“Montagne, attese e misteri”, a Oderzo tre serate e una mostra su Dino Buzzati

Dal 12 al 24 novembre la Sezione locale vuole ricordare il modo di vedere le montagne come luogo dell'anima proprio del celebre scrittore, «narrate dal suo sguardo poetico e artistico dove i confini tra il possibile e l’impossibile non sono mai certi»

Croda Rossa da Forcella Lerosa

Una delle foto della mostra: Croda Rossa da Forcella Lerosa © Dario Tonet

Tre serate culturali e una mostra fotografica per celebrare lo scrittore Dino Buzzati, l’amore per le sue Dolomiti e il fascino dei paesaggi sospesi tra il reale e il fantastico espressi nelle sue opere.
Queste le caratteristiche dell’iniziativa “Montagne, attese e misteri”, che il Cai Oderzo organizza dal 12 al 24 novembre con la collaborazione di Oderzo Cultura e Premio di poesia Mario Bernardi.
Gli appuntamenti, che rientrano nel progetto culturale “La montagna e noi” con cui il Cai Oderzo sviluppa da anni la conoscenza e la cultura della montagna nell’ambito artistico, ambientale, sportivo e la difesa del suo ambiente naturale, si svolgeranno nella cornice di Palazzo Foscolo e del Museo Archeologico “Eno Bellis” di Oderzo.
Buzzati è stato un artista poliedrico: poeta, pittore, drammaturgo, costumista, librettista e scenografo.

«Il filo conduttore è la montagna. L’atmosfera che si percepisce prende forma in quel tempo sospeso, rarefatto, che pervade certi suoi racconti (“Il tempo della montagna”, che gli alpinisti ben conoscono), come scrive Patrizia Dalla Rosa o, più spesso, incarna il simbolo di un regno dove uomo e natura si confrontano mediante una visione estremamente moderna della salvaguardia dell’ambiente montano sempre presente nei suoi scritti giornalistici e nei suoi libri», affermano dalla Sezione. «Come scriveva Buzzati: “Per capirle, le Dolomiti, veramente, occorre un po’ di più. E non vogliamo dire arrampicate in piena regola. Bastano i sentieri. Entrare, avventurarsi un poco fra le crode, toccarle, ascoltarne i silenzi, sentirne la misteriosa vita”. Il Cai Oderzo con questa iniziativa vuole ricordare Buzzati e il suo modo di vedere e vivere le sue amate montagne come luogo dell’anima, narrate dal suo sguardo poetico e artistico dove i confini tra il possibile e l’impossibile non sono mai certi».

LOCANDINA DINO BUZZATI fine

La locandina degli appuntamenti

Il programma delle serate

– Sabato 12 novembre alle ore 18: serata inaugurale con apertura della mostra fotografica e incontro sul tema “Il rapporto di Buzzati con la montagna, la sua Val Belluna e il paesaggio veneto tra realtà e mistero”. Intervengono Patrizia Dalla Rosa, responsabile della Ricerca del Centro Studi Buzzati; Giuliano Dal Mas scrittore, socio accademico del Csm; Manrico Dell’Agnola, alpinista e professionista dell’immagine, socio accademico del Csm. Moderatore Stefano Talamini.
Giovedì 17 novembre: Federica D’angelo presenta Tutto Dino Buzzati in 39 ex-voto: da “I miracoli in val Morel” al Buzzati meno conosciuto.
Giovedì 24 novembre: recital teatrale di e con Paola Brolati, autrice e attrice solista: “A strapiombo sull’acqua”, monologo teatrale da scritti di Dino Buzzati sul connubio tra monti e laguna.

Cimon Della Pala, montagna classica e meravigliosa

Una delle foto della mostra: Cimon Della Pala, montagna classica e meravigliosa © Roberto Soramaè

La mostra fotografica

Dal 12 al 24 novembre la mostra fotografica “Il paesaggio buzzatiano tra mistero e realtà” sarà esposta presso il Museo Archeologico “Eno Bellis” (sala delle anfore). A cura di Roberto Soramaè con la partecipazione di Dario Tonet e Luigi Zampieri e il contributo dell’archivio dell’Associazione Internazionale Dino Buzzati di Feltre. Gli studenti dell’Isis Obici di Oderzo partecipano con approfondimenti sui luoghi di Dino Buzzati interpretati da alcuni pittori bellunesi tra ‘800 e ‘900.
Orari: venerdì e sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19. Domenica dalle 14 alle 19. Giovedì 17 e giovedì 24 novembre la mostra fotografica sarà aperta dalle 19.45 alle 20.45.

“Montagne, attese e misteri” è patrocinata dalla Regine Veneto, dal Comune di Oderzo, dal Cai nazionale, dal Parco nazionale Dolomiti Bellunesi, dall’Associazione internazionale Dino Buzzati.