Gli animali di Mario Rigoni Stern rivivono a Palazzo delle Albere 

A cent’anni dalla nascita dello scrittore, una mostra omaggia il bestiario animale scaturito dalla sua penna

mostra, mario rigoni stern

Aperta fino al 27 febbraio la mostra “Selvatici e salvifici. Gli animali di Mario Rigoni Stern” al Palazzo delle Albere di Trento

Volpi, orsi, urogalli, cervi, tassi, pernici, aquile. Sono solo alcuni degli animali raccontati da Mario Rigoni Stern che prendono vita in incisioni, dipinti, sculture, installazioni, fotografie di quindici artisti che lavorano in campo ambientale. Opere quasi tutte realizzate per la mostra “Selvatici e salvifici. Gli animali di Mario Rigoni Stern”, nata in collaborazione fra Muse e Mart, aperta fino al 27 febbraio al Palazzo delle Albere che, a Trento, celebra i cent’anni dalla nascita del grande narratore dell’Altipiano dei Sette Comuni.

Animali, Mostra, Mario Rigoni Stern

Alcune delle opere in mostra a Palazzo delle Albere

Una scrittura limpida e profonda

L’esposizione, curata dal giornalista e critico d’arte Fiorenzo Degasperi e dal biografo dello scrittore Giuseppe Mendicino, è dedicata alla scrittura asciutta, limpida ed evocativa di Mario Rigoni Stern e agli animali che ha incontrato e raccontato durante la sua vita di uomo di montagna. In un mondo denso di fatiche, silenzi e conoscenze che, per Rigoni Stern, era “salvifico” e “da salvare” perché – spiegava citando Giacomo Leopardi e il suo Zibaldone – “se l’uomo distrugge la natura recide le radici del futuro”. 

«Questa mostra è il tentativo di mettere insieme quello che era già nella mente e nei sentimenti di Rigoni Stern: un mondo integrato dove scienza, filosofia, arte, natura sono realtà dello stesso universo», sostiene Stefano Zecchi, presidente del Muse. 

Mostra, Mario Rigoni Stern, Trento

Gli animali di Mario Rigoni Stern prendono vita nelle opere di quindici artisti

Quindici artisti e un nuovo rapporto con la natura

Sono circa una settantina le opere in esposizione, tra sculture, fotografie e dipinti. Alcuni degli autori furono grandi amici di Mario Rigoni Stern. A ognuno di loro corrisponde un’area che porta il nome di un animale citato nei libri dello scrittore di Asiago. E, tra gli artisti esposti, c’è anche il trentino Fortunato Depero con i suoi galli, i suoi orsi e gli altri “animali futuristi”.

«Depero non poteva mancare in questa esposizione dedicata all’arte contemporanea, che parte dallo spirito e dall’anima del grande scrittore dell’Altopiano di Asiago», afferma Vittorio Sgarbi, presidente del Mart.  «Abbiamo infatti trasformato le sue parole in una mostra sulla vita degli animali, che fa vernire in mente San Francesco e il Cantico delle Creature. Questa mostra è il Cantico delle creature di Rigoni Stern».

All’entrata di Palazzo delle Albere, sul prato del Muse, una grande sagoma lignea di circa quattro metri, dal titolo “Human”, opera di Roberto Pedrotti, richiama la figura di un cervo. Rossa come il cervo dipinto su un ciottolo emerso sull’altopiano della Marcesina (assieme ad altre 217 pietre dipinte risalenti a 11.000 anni fa, durante gli scavi del riparo Dalmeri), a pochi chilometri da Asiago.

«Gli artisti presenti a Palazzo delle Albere hanno creato un cordone ombelicale con l’ambiente creato dal grande letterato cimbro dell’Altopiano. In particolare, la visione degli animali assume per l’uomo un tratto salvifico e di armonia con il mondo naturale», spiega Fiorenzo Degasperi, curatore della mostra insieme a Giuseppe Mendicino, già membro del Centro Operativo Editoriale del Club alpino italiano, secondo il quale «lavorare con il Muse e il Mart è stato molto bello e proficuo.  Lo abbiamo fatto in maniera corale e senza compartimenti stagni. Personalmente – prosegue il biografo di Rigoni Stern – ho proposto tre artisti: Adolf Vallazza, Gianni Verna e Gianfranco Schialvino. Inoltre sono esposti dei libri rari che provengono dal mio fondo Mario Rigoni Stern: opere tradotte in Giappone, libri d’arte, prime edizioni. Poi la particolare stampa di Tönle che, per una combinazione incredibile, possiedo nel mio fondo ed è citata nel suo libro ‘Storia di Tönle’, a pagina 19. C’è tutto il mondo di Rigoni in questa mostra, con particolare attenzione alla natura, che ricordo è solo uno dei quattro ambiti principali della sua figura e delle sue opere insieme ai temi dell’etica civile, alla storia come senso della memoria e alla letteratura, intesa come una scrittura chiara, pulita e comprensibile, che lo accomuna al suo grande amico Primo Levi».

Mario Rigoni Stern, Mostra, Trento

In mostra una settantina tra sculture, fotografie e dipinti che rappresentano il “mondo animale” raccontato da Rigoni Stern

L’omaggio del Cai alla natura di Rigoni Stern

Al mondo naturale descritto nelle opere del grande narratore del Novecento hanno preso ispirazione sei edizioni del concorso fotografico del Comitato scientifico del Cai centrale. In particolare, i temi scelti in omaggio a Rigoni Stern sono stati: “I grandi animali selvatici delle montagne italiane”, “Arboreto Salvatico: alberi e boschi naturali delle montagne italiane”, “Stagioni”, “Racconti di Guerra”, “Uomini, boschi e api” e “Sentieri sotto la neve”. Tutti i concorsi hanno avuto un notevole successo che continua a farsi sentire, considerato che le mostre fotografiche itineranti con le opere che vi hanno partecipato, continuano ad essere richieste in tutta Italia.

Il Cai ha reso omaggio a Mario Rigoni Stern nelle sei edizioni del concorso fotografico dedicato al grande narratore dell’Altopiano di Asiago © Vito Giannella

 

Per maggiori informazioni: Muse.it