Paularo primo Villaggio degli Alpinisti del Friuli Venezia Giulia

Il comune delle Alpi Carniche, è entrato nel circuito transfrontaliero di località che puntano su autenticità, lentezza e sostenibilità per promuovere un turismo responsabile.

La firma da parte del sindaco Marco Clama e del Vice Presidente generale del Cai Francesco Carrer del documento ufficiale d’ingresso di Paularo (Ud) nella rete dei Villaggi degli Alpinisti.

Promuovere un turismo responsabile, sostenere le attività agro-silvo-pastorali, incoraggiare la mobilità lenta e contribuire alla conservazione della biodiversità. Si può sintetizzare così la filosofia dei Villaggi degli Alpinisti, che da oggi si arricchiscono di una nuova località. Si tratta di Paularo, posto al centro della Val d’Incarojo, attorniato dalle Alpi Carniche e da una ventina di cime, suddivise in sei gruppi montuosi, che altimetricamente vanno dai 1.764 m del Cular ai 2.279 m della Creta di Aip. È il primo paese del Friuli Venezia Giulia – il sesto in Italia – ad entrare nella rete transfrontaliera dei Villaggi degli Alpinisti (Bergsteigerdörfer). Si tratta di un circuito, promosso dai Club alpini dei cinque Paesi aderenti (Austria, Germania, Italia, Slovenia e Svizzera), che raggruppa 37 località dell’arco alpino.  

Un risultato che premia l’impegno e la collaborazione tra l’Amministrazione del Comune di Paularo, la Sede centrale del Cai, Cai FVG e la Sezione Cai di Ravascletto, che si sono avvalsi anche del contributo dell’Università degli Studi di Udine.

Il paese in festa

La cerimonia di oggi ha sancito l’ingresso ufficiale di Paularo fra i Bergsteigerdörfer ed ha coronato un iter di candidatura che, iniziato ufficialmente il 3 aprile 2019, è durato esattamente tre anni. Una giornata di festa alla quale ha partecipato tutta la comunità paularina. Fra le autorità presenti il primo cittadino, Marco Clama, il Vice Presidente generale del Cai, Francesco Carrer, i rappresentanti del Comitato Internazionale dei Bergsteigerdörfer Liliana Dagostin, Marion Hetzenauer, Jan Salcher, Anna Pilcher, Miro Erzen, oltre al presidente della commissione ambientale del Club Alpino Svizzero Alfred Wittwer e il Presidente dell’Österreichischer Alpenverein Carinzia Werner Radl. Inoltre, in rappresentanza del Comitato nazionale  dei Villaggi degli Alpinisti, erano presenti Alleris Pizzut, Barbara Foggiato e Dario Brioschi. Per l’occasione hanno partecipato anche il presidente del Cai Friuli Venezia Giulia e della Sezione del Cai di Ravascletto, rispettivamente Silverio Giurgevich e Onorio Zainer. A rappresentare la Regione Friuli Venezia Giulia, il vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini.

La mattinata è iniziata con una visita all’Ecomuseo “I Mistîrs”, dedicato ai mestieri tradizionali della valle: il manàu (boscaiolo), il mulinâr (mugnaio), il scarpelin (scalpellino), il purcitâr (norcino); ma anche il ricam (ricamo), un’arte antichissima, ancor oggi praticata in tutta la Carnia, che a Paularo è stata riscoperta grazie al gruppo Las mans d’aur di Paulâr (Le mani d’oro di Paularo). Un museo diffuso che vive sul territorio, seguendo un percorso che da Chiaulis sale fino a Ravinis, che vive sul territorio anche attraverso l’attività didattica nelle scuole e le numerose attività culturali che durante l’anno propongono approfondimenti e studi di carattere storico e sociale. 

Fra le peculiarità del progetto culturale vi è la realizzazione di un museo dedicato alle opere artistiche realizzate in trent’anni di carnevale dell’associazione Ravinis, un gruppo che negli anni ha dato vita a carri allegorici e costumi-scultura occupandosi di ogni aspetto: dalla creazione delle opere all’ideazione e interpretazione tematica, dal bozzetto alla realizzazione artigianale dei costumi. Numerosi sono i riconoscimenti e gli inviti a prestigiose manifestazioni e concorsi mascherati in Italia e all’estero ottenuti dall’associazione.

Fra le tappe della mattinata di festa anche la visita alla Mozartina, la casa della musica di Paularo. Un museo unico nel suo genere che raccoglie la più ampia collezione regionale di strumenti musicali, in particolare da tasto, quali organi, virginali, spinette, clavicembali, clavicordi, fortepiani e pianoforti, oltre a strumenti a corda, fiato e percussione. 

A conclusione della cerimonia ufficiale di conferimento del marchio “Villaggio degli Alpinisti”, in piazza Nascimbeni, è seguita una visita guidata a Palazzo Calice, un complesso architettonico risalente al XVI secolo considerato il prototipo della casa carnica. Al palazzo è annessa una Casa del Settecento, ora sede della biblioteca comunale che ospita esposizioni ecomuseali, mostre e concerti.

Il nuovo cartello con il marchio Villaggio degli Alpinisti posto all’ingresso di Paularo

 Le dichiarazioni

Per il sindaco Marco Clama: «Quello di oggi è un riconoscimento che coinvolge tutta la comunità: dalle attività economiche, alle associazioni. Il Villaggio degli Alpinisti non è infatti un semplice marchio, bensì uno stile di vita. A Paularo è stata riconosciuto il grande patrimonio storico, culturale, paesaggistico, naturale. Valori e tradizioni che vengono tramandati, nei secoli, di generazione in generazione. Abbiamo già attivato, in collaborazione con il Cai, un percorso di coinvolgimento dei giovani e dei bambini, che diventeranno parte integrante del progetto e che porteranno avanti il marchio Villaggio degli Alpinisti».

«Oggi si aggiunge un altro tassello al Villaggio degli Alpinisti. È una giornata importante, un passaggio propedeutico ad una nuova stagione dedicata alla sostenibilità. In questo senso, il Club alpino italiano ha già realizzato e continuerà ad impegnarsi per promuovere il Sentiero Italia CAI. Una grande infrastruttura di avvicinamento all’ambiente e di scoperta dei paesaggi appenninici e alpini. I Villaggi degli Alpinisti insieme ad un’altra nostra idea che chiameremo Borghi d’Appennino saranno le infrastrutture su cui il SICAI potrà posizionarsi e continuare a fare rete. Pensiamo ad un sistema che parta dal fondovalle, che sale grazie ai sentieri alle alte quote, fino a raggiungere i rifugi. Abbiamo in mano un’offerta turistica alternativa e in questo senso Paularo ha il pregio di aver conservato un grande patrimonio di memorie che può trasmettere alle generazioni future mantenendo il timone saldamente rivolto alla difesa dell’ambiente e della sostenibilità», ha affermato Francesco Carrer, Vice Presidente generale del Cai.

I Villaggi degli Alpinisti

I Villaggi degli Alpinisti nascono nel 2008 da un progetto del Club Alpino Austriaco, allo scopo di contribuire all’attuazione della Convenzione delle Alpi nella regione alpina. Si tratta di piccole località caratterizzate da una ricca tradizione alpinistica e culturale, nonché da un’elevata qualità ambientale e paesaggistica. Si distinguono per l’impegno nella conservazione di questi valori e sono oggi un’importante rete transfrontaliera di piccole comunità che sostengono forme di turismo non impattanti sull’ambiente e altre iniziative finalizzate allo sviluppo sostenibile dei territori alpini. 

Paularo entra nella rete dei Bergsteigerdörfer dopo Mazia e Longiarù (BZ), la Val di Zoldo (BL), Balme (TO) e Triora (IM).

L’incantevole vallata di Paularo © Cai

Paularo meta di turismo sostenibile

Incastonato fra splendide cime che dominano la Val d’Incarojo, il comune di Paularo, grazie alle sue riconosciute qualità ambientali di integrità e peculiarità, ora anche certificate dal marchio “Villaggio degli alpinisti”, rappresenta un riferimento per un turismo sostenibile. Sono presenti itinerari escursionistici sia di media montagna, sia in quota, sia nel fondovalle, oltre a percorsi scialpinistici e per ciaspolatori e vie di roccia per gli alpinisti. Per saperne di più sulle vicende dei protagonisti dell’alpinismo carnico è possibile prendere visione del documentario Alpinisti.

La Val d’Incarojo è un territorio incantevole ed estremamente vario: fitti boschi, prati verdi, alte vette, suggestive cascate e forre, splendide rocce calcaree ricche di fossili, una straordinaria diversità biologica vegetale e faunistica. 

Una biodiversità elevata e la necessità di preservarla, ha permesso di inserire circa la metà della superficie comunale nella rete europea Natura 2000. Nel territorio comunale sono inoltre presenti numerosi geositi.

Il territorio vanta anche un cospicuo numero di malghe, ancor oggi monticate nel periodo estivo. Alcune sono ristoro agrituristico con possibilità di pernottamento, altre offrono degustazione e acquisto di prodotti locali e rappresentano il punto di partenza di suggestivi itinerari turistico-escursionistici.

Nell’ambito della cornice Villaggio degli Alpinisti, la comunità paularina partecipa ad un progetto Interreg dedicato alla terapia forestale. Un’iniziativa importante sia per la cura di patologie sia per le opportunità di sviluppo e di lavoro per il territorio in merito ai servizi di ospitalità. Un’opportunità per valorizzare un turismo legato al benessere della persona, attento all’ambiente e alla tutela del paesaggio.