Viaggio nel regno del Monviso

"Abbiamo voluto organizzare questa escursione per rafforzare quelli che sono i legami del Club alpino italiano. L'obiettivo è fare in modo che questa diversità si incontri e si rinforzi, proprio nei luoghi in cui è nato il Cai"

Ai piedi del Monviso © Giacomo Benedetti

«Abbiamo voluto organizzare questa escursione per rafforzare quelli che sono i legami del Club alpino italiano. Ognuna delle sezioni partecipanti declina la matrice del Cai in modo diverso. L’obiettivo è fare in modo che questa diversità si incontri e si rinforzi, proprio nei luoghi in cui è nato il Cai», ha dichiarato il consigliere centrale Giacomo Benedetti. Un’escursione, di due giorni (3 e 4 luglio), al cospetto del Monviso: da Crissolo (in provincia di Cuneo) al rifugio Quintino Sella. Allo stesso tempo, parte dei partecipanti è salita poi al Viso Mozzo, per poi raggiungere il gruppo e scendere, tutti insieme, di nuovo fino a Crissolo.

Ai piedi del Re di pietra

Organizzata dal Cai Uget Valpellice, la due giorni è stata l’occasione per riunirsi insieme alle sezioni gemellate, il Cai Vallelonga – Coppo dell’Orso (in provincia de L’Aquila) e il Cai Bassano del Grappa. Allo stesso tempo, erano presenti anche alcuni soci della sezione di Gavirate (in provincia di Varese). Senza dimenticare il Vicepresidente generale Antonio Montani, il Vicepresidente e presidente facente funzione della Commissione centrale rifugi, Riccardo Giacomelli, lo stesso Benedetti e diversi consiglieri centrali «Andare al Quintino Sella, uno dei due rifugi della sede centrale è un modo per testimoniare la ripartenza dopo il lungo periodo di Covid», ha dichiarato Montani.

Foto di gruppo davanti al rifugio Alpetto © Giacomo Benedetti

Viaggio nella storia del Cai

Preparato lo zaino e indossati gli scarponcini da trekking, i camminatori hanno preso il sentiero che affianca la seggiovia di Crissolo e si sono inoltrati nel bosco, per salire fino al Monte Tivoli, con la sua croce che sovrasta la cima a 1791 metri. In seguito il percorso prosegue lungo prati e costoni panoramici fino a scorgere il rifugio Alpetto e l’omonimo lago (a 2770 metri di altezza). Di proprietà del Cai Cavour, la struttura originaria è il primo rifugio italiano del Club alpino italiano. «Voluto dallo stesso Quintino Sella nel 1866, dopo la salita al Monviso, rappresenta un vero presidio per il territorio. Non si tratta di una semplice struttura ricettiva ma svolge tutta una serie di compiti e funzioni insostituibili: di presidio sanitario, ma ha anche il ruolo di valorizzare il territorio e l’ambiente», puntualizza Benedetti. Le prime fondamenta del rifugio ospitano un micromuseo e la nuova struttura è dotata di una ventina di posti.

Sulla vetta del Viso Mozzo (da sinistra, il Vicepresidente generale Antonio Montani, il consigliere centrale Giacomo Benedetti, il Vicepresidente e presidente facente funzione della Commissione centrale rifugi, Riccardo Giacomelli e il componente della commissione centrale Rifugi Marcello Borrone) © Giacomo Benedetti

Dal rifugio Alpetto, i camminatori sono risaliti verso il Quintino Sella. Un percorso vario, caratterizzato da tratti in piano e altri in pendenza, fino ad arrivare al rifugio ai piedi del Viso Mozzo. Inaugurato nel 1905, nel 2021 il rifugio è rientrato nella disponibilità della sede centrale. La struttura è dotata di 83 posti letto.

Alto 3015 metri, il Viso Mozzo è la vetta da salire: una parte degli escursionisti ha deciso di raggiungere la croce sulla cima. Da qui è possibile godere di una vista estesa che dalla Catena del Monviso spazia sulla pianura Padana fino alle Alpi Marittime. L’ultima parte del percorso è caratterizzata dalla discesa verso Crissolo. Si comincia con un sentiero a tornanti, che costeggia il lago di Costagrande. Infine, si continua verso le “Balze di Cesare”, la  parete rocciosa dove l’antico ghiacciaio formava una seraccata  che ha lasciato lo spazio a una mulattiera.