Capodanno in alta quota? Sì, è possibile

L'anno inizia (e finisce) con un'Italia in zona rossa. Agli appassionati di montagna cosa resta? Per tutti c'è una soluzione. È ipotizzabile immaginare un capodanno in quota. Merito della cultura

Pallina di Natale sulla neve

Pallina di Natale sulla neve © Oxana Lyashenko / Unsplash

Da parte di tutti c’è un gran voglia di lasciarsi il 2020 alle spalle. C’è voglia di dimenticarlo e accantonarlo. È per questo che tutte le energie sono riversate nella speranza dell’anno nuovo, che nell’immaginario dei più s’ipotizza che possa essere libero da paure, costrizioni e rinunce. Ma al di là di ogni ragionevole minaccia – e ben oltre i limiti cui siamo giocoforza costretti – da che mondo e mondo si desidera festeggiare il capodanno. Lo si capisce anche dalle più banali ricerche di google: per scoprirlo provate a cliccare “capodanno” e sul vostro schermo cadrà una pioggia di coriandoli e festoni virtuali. “C’è poco da festeggiare”, penserà qualcuno. Vero. Anzi, verissimo. In questi giorni siamo ancora obbligati al coprifuoco, e laddove è presente la neve, prima di superare i confini del nostro comune, per indossare le ciaspole è necessario attendere ancora.

Dipendenti dai colori

Quel che è certo è che oggi tutta l’Italia è in zona rossa. E così sarà anche nei prossimi giorni, fino a Befana, con l’esclusiva eccezione del 4 gennaio (unico giorno in cui, ad oggi, abbiamo la certezza del colore arancione). E dopo? Chissà. Nella migliore delle ipotesi dovremmo tornare a colorarci di giallo. Ma, come detto, questa è (e resta) un’ipotesi. E così, in questa difficile transizione, senza la paura d’essere smentiti vi diciamo che trascorrere un capodanno in alta quota è possibile. No, non stiamo scherzando né ci stiamo prendendo gioco di voi. Stiamo piuttosto parlando di qualcosa di concreto. E vi spighiamo perché.

Il potere della narrazione

Com’è naturale che sia, la montagna ci manca. Eccome se ci manca. Allora se non è possibile viverla come vorremmo – o desidereremmo – non ci resta che un felice e nobile surrogato: la cultura. Abbiamo sperimentato sulla nostra pelle cosa significa vivere tra le mura di casa per lunghe settimane, lontani da pareti, sentieri, boschi, valli, natura. Quindi approfittiamo di questi giorni domestici e cogliamo l’opportunità che ci offrono la cinematografia e la letteratura. Immergiamoci nei mondi che più amiamo attraverso qualcosa che, più che un surrogato, rappresenta uno strumento prezioso di conoscenza. Possiamo quindi brindare al nuovo anno con i nostri familiari più stretti, condividendo con loro anche un frammento di narrazione delle terre alte. Finché lassù non possiamo mettere piede, allora tanto vale approfondire la conoscenza.

Il cinema in casa

Una delle opportunità più allettanti è offerta dalla collaborazione tra il Club alpino italiano e al Trento Film Festival, che insieme hanno promosso l’iniziativa “Natale in quota”. Ovvero una piattaforma di video streaming con 15 film tra i più amati dalle edizioni recenti del festival e scelti fra le produzioni sostenute dal Cai. Tutti i film – disponibili on-line fino al 15 gennaio sul sito sul sito nataleinquota.it – possono essere acquistati singolarmente o in abbonamento (20 euro per tutti, 13 euro per i soci Cai che possono richiedere il codice sconto su nataleinquota.it/cai). Considerando il fatto che in catalogo ci sono 15 film, per i soci si tratta di una cifra più bassa di un euro a film. Meno di un caffè per viaggiare ed esplorare le montagne del mondo, pur restando a casa. Poi, come se non bastasse, c’è “Nomad: in cammino con Bruce Chatwin”, il documentario di Werner Herzog prodotto da Feltrinelli Real Cinema e Wanted Cinema, disponibile in streaming grazie anche al patrocinio del Cai.

Consigli di lettura

Ma non di soli film può essere fatto il nostro capodanno. Le giornate da trascorrere in casa (di nuovo) sono lunghe. E forse il nostro desiderio d’evasione è superiore a quello che immaginavamo. I libri arrivano quindi in nostro aiuto. Ma scegliere un titolo, lo sappiamo, non è mai facile. Preferiamo spesso farci guidare. Indirizzi e suggerimento, si sa, sono sempre ben accetti. È per questo che il Cai, attraverso facebook e instagram, utilizzando l’hashtag #montagnadaleggere propone un libro a settimana. I primi titoli segnalati? È presto detto: “Una balena va in montagna” di Ester Armanino e Nicola Magrin; “Ciak, si scala!” di Roberto Mantovani; “STEPS. Giovani alpinisti su antichi sentieri” di Sara Segantin e Alberto Dal Maso e “Storia del sentiero” di Torbjørn Ekelund. Ma altri seguiranno. Statene certi.