Ad Adriano Favre e Luca Sinigaglia il premio solidarietà alpina 2026

Il riconoscimento internazionale è stato conferito alla guida alpina di Ayas per il suo impegno, di oltre mezzo secolo, nella montagna e nel soccorso. Medaglia d'oro alla memoria per l'alpinista di Melzo, morto un anno fa sul Pik Pobeda nel tentativo di prestare aiuto a Natalia Nagovitsyna

 

Ieri, al Paladolomiti di Pinzolo, in Trentino, sono stati consegnati i riconoscimenti per la 55esima edizione del premio internazionale di solidarietà alpina, ideato 55 anni fa da Angiolino Binelli. La targa d’argento e la medaglia d’oro alla memoria, quest’anno sono state assegnate rispettivamente ad Adriano Favre e a Luca Sinigaglia, mentre Giuseppe Ciaghi ha ricevuto la medaglia del presidente della Repubblica come presidente del comitato organizzatore.

Una vita al servizio di chi va in montagna

Adriano Favre, guida alpina di Ayas, in Valle d’Aosta, ha dedicato oltre cinquant’anni della propria vita alla montagna e al soccorso alpino, distinguendosi per coraggio, spirito di abnegazione e competenza tecnica, con particolare riguardo all’addestramento e all’uso dei cani da valanga. Ricevendo il premio, Favre ha voluto, tra l’altro, esprimere riconoscenza alle famiglie dei soccorritori che aspettano a casa i loro cari quando vanno in missione e rischiano la propria vita per aiutare chi si trova in una situazione di pericolo.

 

La targa d’argento del premio internazionale di solidarietà alpina torna così in Valle d’Aosta dopo 36 anni: era il 1990, infatti, quando il premio venne assegnato a Pietro Bassi, di Courmayeur, fra i medici pionieri del servizio di soccorso in montagna.

Una perdita dolorosa

Significativa anche la storia di Luca Sinigaglia, alpinista di grande esperienza che ha perso la vita nell’agosto 2025 sul Pik Pobeda, in Kirghizistan, dopo essersi impegnato nel tentativo di prestare soccorso all’alpinista russa Natalia Nagovitsyna, rimasta gravemente ferita e bloccata ad oltre settemila metri di quota. Già a maggio di quest'anno, nel corso dell'assemblea dei delegati CAI di Modena, il Club Alpino Italiano aveva consegnato ai familiari di Luca la medaglia d'oro alla memoria del sodalizio.


Ad agosto, l'International rescue team, in collaborazione con il soccorso alpino nazionale, ha organizzato una nuova missione sul Pik Pobeda per cercare il corpo di Luca. La squadra, composta da due esperti di alta quota e un pilota specializzato nell’impiego di droni per il soccorso, purtroppo non è riuscita a individuare Sinigaglia, nonostante dieci voli di drone nell’area della scomparsa, tra i 6.400 e i 6.800 metri.