Ad Aquileia il Festival dei Cammini: tre giorni dedicati al viaggio lento

Dal 17 al 19 aprile Aquileia ospita la seconda edizione della rassegna: incontri, esperienze e momenti di confronto per valorizzare il cammino come pratica culturale e sociale

Dal 17 al 19 aprile Aquileia accoglie la seconda edizione del Festival dei Cammini, confermando un format capace di uscire dai luoghi convenzionali per intrecciarsi con la vita quotidiana del territorio. Non un unico spazio, ma una rete di luoghi – dal Museo archeologico nazionale alla domus di Tito Macro, dalle cantine ai giardini – trasformati in tappe di un percorso fatto di incontri, racconti ed esperienze.

Al centro, il cammino inteso non soltanto come spostamento, ma come esperienza di ascolto, relazione e scoperta.

«Il Festival dei Cammini di Aquileia rappresenta per noi molto più di un evento: è un progetto culturale che interpreta in chiave contemporanea l’identità profonda di questo territorio», ha sottolineato Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia.

Aquileia crocevia di cammini europei

La scelta di Aquileia non è casuale. Il territorio si conferma un nodo strategico del viaggio lento, dove si intrecciano otto itinerari culturali europei: dal Cammino Celeste alla Romea Strata, dall’Iter Goritiense alla Via Flavia e alla Via Postumia, fino al Cammino di San Martino, all’Itinerario dei Santi Cirillo e Metodio e alla Rotta dei Fenici, a cui si affianca la ciclovia Alpe Adria.

Una rete che restituisce il senso storico di Aquileia come luogo di passaggio e incontro tra culture, oggi reinterpretato in chiave contemporanea.

Il cammino come pratica di benessere

L’edizione 2026 ha posto al centro il tema del welfare culturale, mettendo in relazione cammino, benessere e comunità. Nel convegno di apertura si è discusso del ruolo della cultura come leva attiva nelle politiche pubbliche, capace di incidere sul benessere individuale e collettivo.

In questo contesto, il cammino è emerso come pratica accessibile e inclusiva, in grado di unire movimento, relazione e scoperta. Un approccio rafforzato anche dagli interventi dedicati alle politiche per l’attività fisica e ai corretti stili di vita.

La gestione dei cammini

Ampio spazio è dedicato anche agli aspetti strutturali. Il contributo del CAI ha riportato l’attenzione sul ruolo della rete sentieristica come infrastruttura culturale e ambientale, sottolineando l’impegno nella manutenzione e valorizzazione dei percorsi. Accanto a questo, il tema dell’accessibilità ha evidenziato la necessità di progettare territori inclusivi, mentre i dati sul fenomeno dei cammini hanno confermato una crescita costante e un impatto significativo sul piano economico e sociale. La riflessione si è estesa anche alla governance, con esempi concreti di gestione integrata dei cammini e del rapporto tra comunità locali e territori attraversati.

Racconti, esperienze e dimensione immersiva

Il Festival alterna momenti di confronto a esperienze dirette. Passeggiate archeologiche, bagni di foresta, workshop e laboratori hanno costruito un programma capace di coinvolgere pubblici diversi. Accanto agli incontri con autori e viaggiatori, che raccontano esperienze lungo grandi itinerari come la Via Francigena e il Cammino di Santiago, hanno trovato spazio anche attività dedicate ai più giovani e momenti di approfondimento interdisciplinare, tra psicologia, neuroscienze e paesaggio.

Nel corso delle tre giornate anche documentari, proiezioni e testimonianze che mettono in luce il valore sociale del cammino come strumento educativo e inclusivo. Sul sito internet di Fondazione Aquileia è disponibile il programma con tutto il dettaglio delle iniziative.

Il cammino condiviso 

La giornata conclusiva vedrà i partecipanti impegnati in un itinerario ad anello nella pianura friulana, lungo un tracciato che collega il Cammino Celeste e la Via Flavia. Un’esperienza collettiva che sintetizza il senso dell’intero festival: camminare insieme, osservare il territorio, costruire relazioni.