Addio a Leonardo Bramanti, domani i funerali

L'ultimo saluto si terrà a Biumo Inferiore. L'ingegnere è stato presidente del Club Alpino Italiano dal 1986 al 1992. Alla guida del sodalizio ha anticipato i tempi in tema di sensibilità ambientale. Roberto De Martin: "Innovatore nel campo dell’escursionismo e attento ai gruppi alpinistici"

 

Venerdì è venuto a mancare Leonardo Bramanti, presidente generale del CAI tra il 1986 e il 1992 e precedentemente segretario generale dell'associazione per diversi anni. Di Varese, alpinista molto attivo sia su ghiaccio che su roccia, è stato uno stimato dirigente industriale, nel 1997 gli è stata conferita l'onorificenza di grande ufficiale, ordine al merito della Repubblica Italiana. 

 

Alla guida del Club Alpino Italiano è stato molto attento ai temi ambientali e alla cultura dell'escursionismo, impegnandosi anche a favorire la nascita di quello che sarebbe diventato il futuro Sentiero Italia CAI.

In anticipo sui tempi

Come numero uno del Club Alpino Italiano ha servito il sodalizio per due mandati, durante i quali si è fatto apprezzare non solo per la competenza tecnica che gli derivava dalla sua lunga militanza in seno all'associazione, ma per la capacità di interpretare i tempi in cui ha esercitato la propria carica.


Nel numero del 1 giugno 1989, Lo Scarpone intervista Leonardo Bramanti, fresco di conferma alla presidenza del CAI. Colpisce, di quell'intervento, una visione già molto moderna della montagna e del rapporto tra l'uomo e la stessa. Stiamo parlando di 37 anni fa, ma quel discorso, se pronunciato oggi, non suonerebbe anacronistico. "Non parliamo di conquiste di montagne. Le vette si raggiungono. E poi si scende anche a valle. (...) Ribadisco che la nostra primaria attenzione rimane rivolta ai giovani e all'ambiente. (...) Non esclusivamente all'ambiente vorremmo dedicare la prossima assise, quanto piuttosto all'interazione tra uomo e ambiente. È un tema questo che ci sta a cuore, perché non si tratta solo di una questione di mode, è un'esigenza che sta montando dal basso e che desideriamo quindi tenere sempre presente".

 

"L'interazione tra uomo e ambiente è un tema che ci sta a cuore. Non si tratta solo di una questione di mode, è un'esigenza che sta montando dal basso e che desideriamo quindi tenere sempre presente". Leonardo Bramanti, 1999

Un ricordo sentito

La scomparsa di Bramanti ha mosso una sentita serie di gesti di affetto e ricordi, tra i quali un pensiero speso all'inaugurazione della croce dedicata a Pier Giorgio Frassati, sul Longerin, nel Comelico. Promotore dell'iniziativa, il past president Roberto De Martin, che aveva preso il testimone di guida del CAI proprio da Bramanti nel 1992. Il suo ricordo va però ben oltre la vicinanza data dal ruolo istituzionale. "Leonardo è stato un caposcuola; primo e amico di corda. Non solo come presidente generale, ma anche come segretario generale. Lo vidi commosso a Savona in occasione di una lontana assemblea quando glielo riconobbi di fronte a centinaia di delegati. È stato un custode e sapiente promotore delle nostre carte statutarie e regolamentari. Innovatore nel campo largo dell’escursionismo e attento ai gruppi alpinistici tanto da voler conoscere da vicino l’allora neonato gruppo dei ‘rondi’ in Comelico".

 

“Leonardo è stato un caposcuola; primo e amico di corda. Non solo come presidente generale, ma anche come segretario generale”. Roberto De Martin

La famiglia

I figli Donatella, Alberto e Marco hanno dato l'annuncio della scomparsa. "È salito alla vetta eterna, dove ha ritrovato l’abbraccio della sua amata Laura. Ora, carissimi Leonardo e Laura, riuniti nell’amore di Dio, vegliate sui vostri figli, sui nipoti e su tutta la vostra grande famiglia, accompagnandola ogni giorno con la vostra presenza discreta e il vostro amore".


I funerali avranno luogo domani, lunedì 6 luglio, alle ore 15.30, nella chiesa parrocchiale di Biumo Inferiore, preceduti alle ore 15.00 dalla recita del Santo Rosario. Al termine della cerimonia si proseguirà per il tempio crematorio del cimitero di Giubiano.