© Bill Hamilton
Il presidente della SAT Cristian Ferrari
Il gestore del Rifugio Marchetti allo Stivo Alberto Bighellini
Il Rifugio Marchetti allo StivoAppena un mese fa, durante l'ultima giornata di Coppa del Mondo di arrampicata a Chamonix, un gruppo di alpinisti anonimi ha esposto una bandiera palestinese di 540 metri quadri tra il Grand Charmoz e il Grépon, rimossa poi la notte stessa. Dall'altra parte delle Alpi, Alberto Bighellini, gestore del rifugio Marchetti al Monte Stivo, in Trentino, di proprietà della SAT, si è reso protagonista di un gesto analogo. Sull'asta davanti alla struttura, infatti, capeggia - assieme all'araldo satino e alle bandiere italiane e trentine - anche quella della Palestina.
“Ogni gestore dei rifugi SAT è libero di avere ed esprimere le proprie opinioni, convinzioni e sensibilità, anche sui grandi temi politici, civili e umanitari del nostro tempo" afferma la nota stampa inviata nelle scorse ore dalla Società degli Alpinisti Tridentini, proprio in merito a questa vicenda. "Diverso è il ruolo che ciascuno assume quando opera all’interno di una struttura dell’associazione. I rifugi SAT non sono spazi privati del gestore ma strutture dell’associazione e, in quanto tali, rispondono a regole comuni. Regole che non nascono da questa vicenda e non riguardano una specifica bandiera o una determinata posizione, ma appartengono al quadro generale entro cui operano i rifugi della SAT. Anche rispetto ai simboli e alle bandiere che possono essere esposti, quindi, il singolo gestore opera all’interno di regole e indirizzi definiti dall’associazione. Il principio è semplice: una regola comune deve valere indipendentemente dal contenuto del simbolo esposto e dalla maggiore o minore condivisione della posizione che rappresenta”.
“I rifugi SAT non sono spazi privati del gestore ma strutture dell’associazione e, in quanto tali, rispondono a regole comuni”. Società Alpinisti Tridentini
Le parole del presidente
“La solidarietà, l’umanità, la pace e la vicinanza alle popolazioni colpite dalla guerra appartengono alla storia e ai valori della SAT e non sono in discussione" sottolinea il presidente della SAT, Cristian Ferrari, "Comprendiamo quindi che la bandiera palestinese esposta al rifugio Stivo rappresenti, nelle intenzioni del gestore, anzitutto un segno di vicinanza a una popolazione che sta vivendo una situazione di straordinaria sofferenza. Ma proprio perché la SAT è una realtà plurale, le regole comuni non possono dipendere da quanto condividiamo o meno una determinata posizione. Oggi parliamo della bandiera palestinese, ma domani un gestore potrebbe scegliere di esporre un simbolo che rappresenta una posizione diversa, sulla quale non siamo affatto tutti d’accordo. Il principio deve essere lo stesso per tutti. Questo non limita la libertà personale di nessuno: significa rispettare le regole dell’associazione quando la si rappresenta”.
"Il principio deve essere lo stesso per tutti: rispettare le regole dell’associazione quando la si rappresenta”. Cristian Ferrari
La situazione attuale
Attualmente, il gestore ha comunicato la propria intenzione di non rimuovere la bandiera. La SAT ha ribadito nella risposta sopra riportata il principio alla base della propria richiesta e, allo stesso tempo, l’auspicio di proseguire il rapporto in un clima di collaborazione e rispetto, invitando Bighellini a confrontarsi preventivamente con l’associazione rispetto a iniziative o scelte personali che coinvolgano il rifugio, evitando così nuove decisioni assunte autonomamente.