© Facebook di Diego De Bernardis
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© Facebook di Diego De BernardisUna cerniera verde per unire il cuore italo-sloveno del Carso. Hanno una grande opportunità in più, gli appassionati di escursioni attivi nella zona di confine tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia che da sempre dialoga nel Carso, tra le province di Gorizia, Trieste e Nova Gorica. Un’opportunità chiamata Carsustrail, un sentiero escursionistico lungo 103 km che collega sette Comuni transfrontalieri di entrambe le nazioni, Italia e Slovenia.
Il percorso circolare internazionale a lunga percorrenza è stato aperto il 22 aprile 2026, con una cerimonia davanti al monumento alla Pace di Cerje, nell’aprile scorso, conclusione di un progetto nato nel 2022 come risposta verde al grande incendio che provocò enormi danni. Alla cerimonia era presente la presidente della Slovenia Nataša Pirc Musar.
IL TRAIL
Da un punto di vista escursionistico, si snoda in 103 km, prevede sei tappe principali e una settima definita “di comunità”, toccando borghi, luoghi di memoria, aree carsiche. È diviso in 18 siti principali e 44 siti di interesse, segnati con pannelli formativi e approfondimenti educativi e – tenendo conto di ristoranti e alberghi – mette insieme oltre 200 strutture ricettive. Non esiste un tragitto obbligatorio pianificato, gli utenti possono entrare nel percorso in qualsiasi punto, teoricamente l’intero circolo è percorribile in 6 giorni toccando tutti i principali punti di interesse.
I Comuni toccati sono Doberdò, Duino Aurisina e Savogna d’Isonzo in Italia, Nova Gorica, Miren-Kostanjevica, Renče-Vogrsko e Kome in Slovenia.
Oltre agli enti pubblici, hanno collaborato attivamente tantissimi volontari e il CAI Friuli Venezia Giulia, per arrivare insieme a una realtà che già concorre per diversi premi come una delle migliori pratiche sostenibili al mondo. E tutto era iniziato con un momento cupissimo, gli incendi del 2022.
DIALOGO TRA TERRE
Che l’operazione metta assieme due nazioni è un ulteriore segnale, in tempi di conflitti costanti. Ma per una zona di confine come della del Carso, ricorda Maurizio Quaglia del direttivo del CAI Friuli Venezia Giulia, il dialogo è in realtà una costante: “Come CAI Friuli Venezia Giulia abbiamo diverse collaborazioni transfrontaliere, con la Slovenia e con la Carinzia in Austria, è dal 1960 che promuoviamo un convegno condiviso, che un tempo si chiamava convegno Alpi Giulie, per fare un esempio”.
“Gli escursionisti delle nostre province da sempre vanno, passano il confine più volte, seguono gli itinerari naturali.” Maurizio Quaglia
IL CAI E I VOLONTARI
“Il Casustrail è l’ultimo atto, nato dall’esigenza di ripopolare dal punto di vista vegetativo il danno degli incendi del 2022. I passaggi delle persone sul sentiero non sono mai stati un problema, gli escursionisti delle nostre province da sempre vanno, passano il confine più volte, seguono gli itinerari naturali. E così è stato anche pensando a come progettare il Carsustrail" continua Quaglia.
"I vari sentieri sono sempre stati in ordine. E ora continueremo a curarli noi come CAI”.
Più complessa la parte burocratica: “Ci sono sempre dei tempi più lunghi, anche per intervenire in caso di emergenze. Per fortuna abbiamo un bel numero di volontari, che in questi anni ha curato al meglio la manutenzione dei sentieri, e ha facilitato anche la realizzazione pratica del percorso. I vari sentieri sono sempre stati in ordine. E ora continueremo a curarli noi come CAI”.