'Mountain of storms', il primo e inimitabile climbing trip

Il film che vi consigliamo questa settimana racconta un viaggio dalla California al Fitz Roy: alpinismo, surf e tanta voglia di avventura per cinque rivoluzionari alpinisti di fine anni '60

 

Cinque amici, un van di seconda mano, 8mila chilometri on the road. Se poi ambientiamo l'inizio della storia nella California del 1968, la vicenda non sembra propriamente aderire ai canoni di un racconto classico di arrampicata. Ma se la destinazione del viaggio è il Fitz Roy e i cinque individui tra le altre cose sono talentuosi scalatori, la trama sembra già cambiare, nonostante le tavole da surf si vadano a mescolare a corde e chiodi. Il titolo fuga ogni dubbio: Mountain of Storms è un film che racconta, letteralmente, di un leggendario viaggio verso la Patagonia.

 

52 minuti per sognare

Il film è stato pubblicato su YouTube ad aprile 2020 da un noto brand di abbigliamento, raccogliendo più di mezzo milione di visualizzazioni, ma in oltre mezzo secolo di vita dalla sua uscita, ovviamente ha raccolto un pubblico molto più vasto e ha probabilmente ispirato diversi altri climbing trip.

 

La vicenda narra il viaggio-avventura di Yvon Chouinard, Doug Tompkins, Dick Dorworth, Chris Jones e Lito Tejada-Flores, che partono dalla California settentrionale per andare a scalare il Fitz Roy in Patagonia, lanciandosi in un viaggio all'insegna del surf, dello sci e dell'arrampicata. I cinque documentano le loro avventure con una cinepresa Bolex da 16 mm, realizzando il film Mountain of Storms, uscito nel 1969. 

Filmando il viaggio da Ventura alla Patagonia, lentamente i cinque alpinisti vanno incontro a un destino – anche alpinistico- tutto da scrivere. Al tempo il Fitz Roy poteva contare sull'apertura di due sole grandi vie: la mitica prima, del 1952, da parte di Guido Magnone e Lionel Terray, oltre all'apertura, 13 anni più tardi, della Supercanaleta da parte di Carlos Comesaña e José Luis Fonrouge. 

Tornare è già un inizio

Chouinard e soci saranno autori di una vera e propria impresa alpinistica, ma anche di un documentario che racconta bene la filosofia per cui il viaggio conta più della meta. C'è una frase dello stesso Chouinard che passerà alla storia: “La vera avventura si definisce come un viaggio dal quale potresti non tornare vivo, e certamente non la stessa persona”.