Michaela su Dolby sorround © FB Michaela Kiersch
Michaela su Dolby sorround © FB Michaela Kiersch
Michaela su Dolby sorround © FB Michaela Kiersch
Michaela Kiersch si è aggiudicata la prima libera femminile di Dolby surround, nella Zillertal. La via, che si rifà a un progetto di Uwe Eder, era stata liberata nel 2008 da Kilian Fischhuber e gradata attorno al 8c+/9a, ma non era mai entrata nel giro dei monotiri più ambiti. Negli anni ha ricevuto solo una manciata di ripetizioni (tra cui quella di Alex Megos, che nel 2017 l'ha chiusa in giornata), ma ha poi acquisito una sorta di “seconda vita”da quando si è rotta una presa sopra il crux, rendendo di fatto l'itinerario più complesso nella sua sezione più delicata.
Corta e intensa
Dolby surround si sviluppa in un ambiente “fatato”, su una roccia particolare, che non per forza dà confidenza al primo approccio, ma è riuscita a stregare più di un climber tra i pochi che si sono cimentati sulle sue inclinazioni da “pannello”. “Chiamata così per la suggestiva cascata che scorre al di sotto, Dolby surround è una delle vie di arrampicata più belle che abbia mai provato – garantisce Michaela-. Granito/gneiss a striature, con una inclinazione di 45 gradi e le Alpi della Zillertal sullo sfondo. Questa via è stata attrezzata nel 1998 e negli ultimi 30 anni ha visto meno di 10 salite, con Kilian Fischhuber che ha completato la prima salita nel 2008. La via era valutata 8c+/9a fino a poco tempo fa, quando una presa cruciale si è rotta, aggiungendo una sequenza ancora più difficile, subito dopo il vecchio passaggio chiave”.
“La via era valutata 8c+/9a fino a poco tempo fa, quando una presa cruciale si è rotta”. Michaela Kiersch
Un nuovo grado
Il cambiamento delle condizioni riscontrate ha ovviamente portato a una riflessione sul grado da parte della scalatrice statunitense, che ha condiviso la valutazione con altri scalatori presenti. “Dopo aver parlato con altri che hanno provato la via e basandomi soprattutto sulla mia esperienza, 9a+/5.15a mi sembra appropriato. Ma solo il tempo lo dirà e spero di vedere qualche altra salita nel prossimo decennio. Will Bosi il prossimo sei tu! Due mesi e un giorno e 20 sessioni prima di riuscire ad agganciare le catene! Il mio progetto più lungo finora, è stata un'esperienza a sé stante. Sono davvero orgogliosa della mia perseveranza e del fatto che non mi sono mai arresa”.