Cazzanelli ripiega sul Gasherbrum II, in vetta e ritorno in 24 ore

Costretto a rinunciare al progetto sul Gasherbrum IV per condizioni giudicate impraticabili, l'alpinista valodstano ha cambiato obiettivo: salita in velocità del G2 con Stefano Stradelli, Étienne Janin, Benjamin Zoerer ed Egon Egger.

 

Non era l'obiettivo iniziale della spedizione, ma è diventata l'unica alternativa praticabile per una stagione che molti descrivono come una delle più difficili degli ultimi anni nel Karakorum. Dopo aver rinunciato al tentativo sul Gasherbrum IV, giudicato impossibile per le condizioni della montagna, François Cazzanelli ha raggiunto la vetta del Gasherbrum II (8.035 metri) insieme a Stefano Stradelli, Étienne Janin e agli austriaci Benjamin Zoerer e Egon Egger, completando la salita e il rientro al campo base in appena 24 ore.

La spedizione era partita con l'ambizione di aprire una nuova via sul Gasherbrum IV, una delle montagne più severe e meno salite del Karakorum. Fin dai primi giorni, però, Cazzanelli e il francese Jérôme Perruquet hanno dovuto fare i conti con una realtà diversa da quella immaginata. La combinazione di caldo anomalo, ghiaccio vivo e instabilità rendeva impraticabile il progetto sul Gasherbrum IV.

“Quest'anno, nel Karakorum, le condizioni e il meteo non sono stati facili. Pareti secche, tantissimo ghiaccio, tempo instabile, il tutto condito da un caldo torrido. Per me e Jérôme è stato chiaro da subito che sul G4 non avremmo avuto chance” ha scritto Cazzanelli su Instagram.

Seconda scelta

Così il gruppo ha deciso di spostare le proprie energie sul Gasherbrum II, progettando una nuova linea. Anche qui, però, le difficoltà non sono mancate.

“Il 18 luglio, quando tutto era pronto, è arrivata l'ennesima sorpresa: colate d'acqua e scariche di pietre fino a 7.000 metri. Anche sulla via normale la situazione era complicata: tutte le cordate erano bloccati dalla tanta neve accumulata tra i 7.000 e gli 8.000 metri. Abbiamo vissuto una giornata frenetica al C1 dove tutti brancolavano nel buio, senza una strategia, con ormai solo tre giorni di bel tempo a disposizione”.

La scelta è stata quella di tornare al campo base, riorganizzarsi e tentare una salita rapida, sfruttando la breve finestra di bel tempo. "Abbiamo deciso di scendere al BC, riorganizzarci e tentare una salita veloce, proprio come piace a noi".

Sulla via normale

Il 20 luglio Cazzanelli, Stradelli e Janin sono partiti dal campo base. In 5 ore e 50 minuti hanno raggiunto il Campo 2 (6.500 m), dove si sono concessi qualche ora di riposo. Qui hanno ritrovato gli amici austriaci Benjamin Zoerer ed Egon Egger e, alle 20, il gruppo è ripartito verso la vetta.

Dopo aver raggiunto il Campo 3 e essersi riuniti agli altri alpinisti presenti sulla montagna, alle 10:30 del 21 luglio tutti insieme hanno toccato gli 8.035 metri del Gasherbrum II. La discesa è iniziata immediatamente e, alle 20 dello stesso giorno, il gruppo era nuovamente al campo base: ventiquattro ore complessive tra salita e rientro.

Saper rinunciare 

Per Cazzanelli, però, il valore dell'ascensione non si misura soltanto nei tempi e nei successi. 

"Essere tutti e cinque lassù è stata una gioia incredibile. Condividere questa montagna con amici così speciali è qualcosa che va ben oltre il puro alpinismo"

L'alpinista valdostano conclude riflettendo sul senso dell'andare in montagna, che spesso non si trova nelle vette e nelle nuove linee."Con il tempo ho imparato che non sempre sono le salite più difficili a lasciare il segno più profondo. Quelle che ci rimangono dentro sono le salite vissute più intensamente, condivise con gli amici di una vita, quelle in cui si lotta insieme fino all'ultimo centimetro".