Chi la dura la vince Catherine Choong libera 'Yeah Man' dopo 6 anni

La scalatrice svizzera è riuscita a risolvere la difficile multipitch (350 metri, 8b+ max) sulla parete nord del Gran Pfad, nella catena del Gastlosen. "Ero esausta e convinta che fosse finita"

Per Catherine Choong, Yeah Man è stata una di quelle vie che non sembrano proprio volersi concedere. Ma come è noto, chi la dura la vince, e la climber svizzera ha annunciato di aver completato in libera la celebre multipitch di 350 metri, con difficoltà fino all'8b+, dopo un percorso lungo sei anni. La linea si trova sulla parete Nord del Gran Pfad, nella catena svizzera del Gastlosen. E' stata aperta nel 1999 da Francoise Studemann e Guy Scherrer, che avevano salito in libera solo i primi quattro tiri, ed è stata scalata per la prima volta in libera nel 2004 da Josune Bereziartu e Rikar Otegui. 

Sembrava impossibile

La prima volta che Choong si era confrontata con la via, nel 2020, era tornata a casa convinta che non ci avrebbe mai più provato. I quattro tiri nell'ottavo grado le erano sembrati semplicemente impossibili: movimenti troppo lunghi per la sua statura, senza alternative evidenti.

Ma il richiamo di quella linea ha continuato a farsi sentire. Nel 2025 ha coinvolto Cédric Lachat per cercare una sequenza di movimenti adatta ai suoi 158 centimetri di altezza. In particolare, i due hanno trascorso un'intera giornata a lavorare sul delicatissimo tiro di placca di 8a, provando ogni possibile soluzione. Il risultato non è stato immediato, ma qualche piccolo progresso era stato fatto."Per la prima volta non sembrava più impossibile, soltanto incredibilmente difficile".

Dubbi e sindrome dell'impostore

All'inizio di giugno 2026 Choong torna sulla parete per due settimane di lavoro intenso. Trovare una propria beta si rivela un processo lungo e complesso, tanto che, al termine del soggiorno, la via è ancora lontana dall'essere concatenata. In quei giorni riaffiorano anche i dubbi."Ho iniziato a chiedermi se fossi davvero all'altezza. Quel senso di essere un'impostora ogni tanto ritorna. Mi domandavo perché, da atleta professionista, stessi facendo così tanta fatica senza riuscire a salire la via" .Terminato il periodo di lavoro stabilito, i tentativi proseguono tornando in parete nei fine settimana, compatibilmente con il meteo.

Il giorno della libera

La giornata decisiva, il 27 luglio, inizia nel peggiore dei modi, con sensazioni negative fin dai primi tiri. Una pioggia leggera e la nebbia rendono estremamente scivolosa la placca di 8a, dove Choong cade tre volte, su un tiro in cui non era mai volata prima, riuscendo a superarlo soltanto al quarto tentativo.

La situazione sembra ormai compromessa all'attacco dell'ultimo grande ostacolo: il tiro chiave di 8b+. Dopo aver già liberato tutti i tiri precedenti, la stanchezza è massima, inoltre il compagno Jim Zimmermann era appena caduto a pochi movimenti dall'uscita.

"Ero esausta e convinta che fosse finita. Ma dopo aver visto il tentativo incredibile di Jim non potevo semplicemente mollare".

Choong continua a lottare, arrivando alla placca finale, proprio quella dove era caduta la settimana precedente."Le mie braccia mi dicevano di lasciar perdere, ma la mia testa si rifiutava di arrendersi. Sentire i miei amici incitarmi mi ha dato la forza di continuare e, in qualche modo, sono arrivata in cima".

Durante la salita Choong ha scalato da prima di cordata tutti i tiri di ottavo grado, alternandosi con Jim Zimmermann sulle lunghezze più facili.

I ringraziamenti

Nel suo post sui social la climber ha voluto ringraziare gli apritori F. Studemann e G. Scherrer "per aver attrezzato questo capolavoro", oltre allo staff del Chalet du Soldat, diventato negli anni una seconda casa durante il lungo percorso verso la libera di Yeah Man.

Il messaggio si conclude con un pensiero rivolto al compagno di cordata Jim Zimmermann

“Non avrei potuto immaginare di condividere questo viaggio con nessun altro. Ora tocca a te”.