Gangapurna West, un nuovo tentativo giapponese sulla cima inviolata

Hidesuke Taneishi e Tetsu Hashimoto proveranno la prima salita del Settemila nepalese, una vetta ancora inviolata dopo tre spedizioni fallite.

Il Gangapurna West, vetta inviolata di 7.140 metri nei pressi dell'Annapurna, potrebbe avere presto una prima salita. Hidesuke Taneishi e Tetsu Hashimoto sono partiti da Kathmandu con l'intento di scalare questa vetta: si tratta del terzo o quarto tentativo documentato da quando la montagna è stata aperta alla scalata nel 2014. 

Hidesuke Taneishi ha fatto parlare di sé nel 2024 con la prima salita assoluta in stile alpino della parete nord del Pholesobi, 6.652 metri, un'ascensione inserita tra quelle meritevoli di menzione dai Piolets d'Or. Al contrario, riguardo alla carriera di Hashimoto non si hanno molte informazioni. 

I tentativi precedenti: parete sud

Il primo risale al 2016, quando i sudcoreani Kim Chang-ho, Choi Seok-mun e Park Joung-yong affrontarono la parete sud in stile alpino e in autunno. Partiti dal campo base, il primo giorno i tre oltrepassano il ghiacciaio, bivaccando a quota 5800 metri. Il giorno successivo guadagnano i 6.200 metri, superando seracchi e pendii ripidi, e qui si fermano per due notti studiando il terreno, che si fa sempre più complesso con l'aumento della quota.

L'8 ottobre i tre partono verso la vetta e raggiungono la cresta sommitale. Qui Park Joung-yong, non sufficientemente acclimatato, decide di fermarsi e aspettare il ritorno degli altri due. Kim e Choi salgono altri tre tiri fino a portarsi a circa 100 metri dalla vetta, ma a quel punto decidono di rinunciare: non valeva la pena raggiungere la cima lasciando indietro il compagno. Durante la stessa spedizione, i tre aprono una nuova via diretta sulla parete sud del Gangapurna.

Dal versante nord 

Nel settembre 2017 è la volta di Simon Messner e Philipp Pruenster, che tentano la parete Nord dalla valle di Manang. Durante la prima salita di acclimatamento vengono travolti da una valanga a circa 6000 metri, ma non demordono: raggiungono i 6.200 metri, e stavolta a costringerli a desistere è una pesante nevicata, che rende inutilizzabile tutto il materiale.

In seguito Pruenster si ammalò e Messner tentò quindi di tornare verso la montagna da solo. Il 22 settembre raggiunse nuovamente il campo alto, ma la sua tenda era scomparsa, probabilmente trascinata da una valanga.

Per la cresta sud-est

Secondo l'Himalayan Database, nell'ottobre 2019 arriva un terzo tentativo con la American Gangapurna West Expedition, guidata da Jason Paul Kolaczkowski. Sette alpinisti statunitensi affrontarono la cresta Sud-Est, seguendo in parte la linea già percorsa dai coreani. Raggiunsero il campo 3, a circa 6200 metri, ma furono costretti a rinunciare per la continua caduta di pietre: una di queste colpì alla gamba uno dei componenti della spedizione.

Da allora nessuno è tornato al Gangapurna West: ci provano adesso due giapponesi, fedeli alla tradizione di stile alpino del loro Paese, lontani dai riflettori puntati sugli Ottomila e sulle montagne più famose.