La Terra come un mappamondo: una sfera da cui ricavare risorse e non un delicato organismo vivente © Eugenio Cuppone via Pixabay
Oggi, 22 aprile, torna come ogni anno la giornata mondiale della Terra, Earth Day nel suo termine utilizzato internazionalmente. In ogni angolo “mediatizzato” del pianeta questa ricorrenza viene celebrata, con iniziative e contributi che spaziano dalla denuncia di uno stato di malattia ormai cronica, alla sensibilizzazione sull'urgenza climatica e alla promozione di azioni di contrasto al consumo indiscriminato delle risorse. Purtroppo, l'attenzione di un giorno al tema può essere un buon placebo per le nostre coscienze, ma non sposta di un millimetro la questione sul piano pratico.
I numeri hanno perso efficacia
Le associazioni ambientaliste snocciolano dati ormai noti, al punto da risultare quasi inefficaci nel fare presa sulla popolazione. Il WWF diffonde le evidenze rilevate dall’organizzazione meteorologica mondiale. “Gli ultimi tre anni sono stati i più caldi mai registrati e la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera è la più alta da almeno 800mila anni. I ghiacciai continentali - esclusi Artico e Antartide- dal 2000 hanno perso tra il 2% e il 39% del loro ghiaccio a livello regionale e circa il 5% a livello globale, una quantità pari al consumo d’acqua dell’intera popolazione mondiale in 30 anni. Ennesimi segnali inequivocabili dell’accelerazione del riscaldamento globale e della dipendenza dai combustibili fossili”.
"I ghiacciai continentali hanno perso tra il 2% e il 39"% del loro ghiaccio a livello regionale". Organizzazione metereologica mondiale
E ancora, citando la FAO: “Ogni anno scompaiano in media 4,12 milioni di ettari di superficie di foreste, con effetti devastanti su biodiversità, clima e mezzi di sussistenza di milioni di persone. Anche la degradazione del suolo avanza a ritmi allarmanti, con 24 miliardi di tonnellate di suolo fertile perse in media ogni anno, che mettono a rischio la sicurezza alimentare globale. Solo nel 2025, sul pianeta, 390 milioni di ettari sono stati percorsi dalle fiamme, rendendo oggi gli incendi la prima causa di perdita di foreste nel mondo”.
“Ogni anno scompaiano in media 4,12 milioni di ettari di superficie di foreste" . FAO
Il quadro si completa con un accenno al tema della biodiversità e al completo fallimento di ogni prospettiva della diffusione di uno stile di vita globalmente eco-sostenibile: “L’ultimo Living Planet Report del WWF mostra come negli ultimi 50 anni le popolazioni di vertebrati selvatici abbiano subito un crollo medio del 73%, segnale inequivocabile di un’estinzione di massa in corso. Il pianeta è sempre più soffocato dalla plastica. Ogni anno produciamo oltre 400 milioni di tonnellate, una quota significativa delle quali finisce nell’ambiente. Più di 20 milioni di tonnellate si disperdono annualmente in fiumi, laghi e oceani. Le microplastiche, inoltre, contaminano non solo le acque ma anche i suoli — uno dei principali serbatoi globali, in alcuni casi comparabili agli oceani — e si diffondono nell’aria e nelle catene alimentari, fino a raggiungere il corpo umano. L’inquinamento da plastica è ormai una crisi sistemica che coinvolge tutti gli ecosistemi e rappresenta una minaccia crescente per la biodiversità, la sicurezza alimentare e la salute umana”.
Mobilitazione, un termine da riconsiderare
Nata nel 1970 da un'idea del senatore statunitense Gaylord Nelson e del giovane attivista Denis Hayes, la ricorrenza della giornata mondiale della Terra “mobilita” circa un miliardo di persone in 193 Paesi, ogni anno. Una visita al sito earthday.org permette di “scegliere” il tipo di partecipazione che più si adegua alle esigenze di ognuno. Gli eventi segnalati sono circa 10.000 a livello globale e per chi non ha tempo e attenzione da investire, c'è sempre la soluzione di un investimento in denaro a supporto di un'iniziativa a scelta.
In questa giornata, ciascuno di noi può trovare la forma più consona per sentirsi partecipe di un cambio di rotta. Sempre di più, però, nel corso di un tempo che ormai affonda le radici nella storia, la giornata mondiale della Terra perde i connotati di una vera adesione all'ambientalismo e assomiglia ai buoni propositi di inizio anno che tutti noi mettiamo in agenda, già sapendo che saranno assecondati solo in minima parte.
L'augurio per questo 2026 non può quindi che essere uno: che la giornata mondiale della Terra smetta di essere una ricorrenza ed entri davvero nelle nostre vite con un senso di urgenza e necessità quotidiana. Gli strumenti sono a disposizione di tutti e la parola mobilitazione deve per forza prendere una nuova accezione: se vogliamo anche meno dinamica, fondata invece davvero sull'intima consapevolezza di un problema che sta alla base della nostra civiltà. In sintesi: non abbiamo bisogno di un agire compulsivo di breve slancio, ma di una reale presa di coscienza.
La Terra non è una sfera magica: è un grande organismo vivente, purtroppo malato, di cui siamo solo uno degli elementi e parte della malattia stessa.