Matthias Giraud, prima discesa in ski BASE dell’Aiguille du Plan

L'atleta francese ha completato una coraggiosa linea con gli sci nel massiccio del Monte Bianco. Nel corso della performance ha saltato un seracco, alzandosi in volo per circa 60 metri. "Sapevo che l'apertura della vela doveva essere perfetta".

 

Cosa succede quando si unisce lo sci estremo al BASE jumping? Il risultato è uno degli sport più pericolosi in assoluto, lo ski BASE, che consiste nel gettarsi con gli sci in discesa lungo pendii molto ripidi, per poi aprire il paracadute nel momento in cui la parete diventa verticale o strapiombante. Matthias Giraud – conosciuto sui social come Super Frenchie, ha praticato questa disciplina su pareti di tutto il mondo, dall’Eiger al Colorado. Nel 2019 si è gettato dal Monte Bianco, a quota 4359 metri, stabilendo un record che è stato superato solo nel 2024 dal britannico Josh Bregmen. 

La scorsa settimana, l’atleta francese ha realizzato la prima discesa in ski BASE dalla Nord dell’Aiguille di Plan (3.673 metri), nel gruppo del Monte Bianco. Questa parete è stata sciata per la prima volta negli anni ’70 da Jean-Marc-Bovin, e presenta un seracco alto 30 metri nella sezione inferiore. Giraud si è appunto lanciato giù dal seracco, dopo aver preso abbastanza velocità con gli sci da arrivare a un’altezza di circa 60 metri, come ha riferito a Montagnes Magazine. La difficoltà del salto sta proprio nell’altezza contenuta, la quale fa sì che siano pochissimi i secondi a disposizione per aprire il paracadute, pena la certezza di schiantarsi al suolo.

Giraud non è nuovo al massiccio del Bianco: nel 2023 aveva già realizzato la prima discesa in ski BASE delle Aiguilles Blanches de Peuterey.  

 

L’impresa di Matthias Giraud 

Giraud vive negli Stati Uniti e non è un alpinista professionista, benché pratichi il BASE jumping, l’arrampicata e si muova spesso in ambienti alpini. “Quest'inverno ho iniziato a dedicarmi seriamente all'alpinismo. Sapevo già calarmi in corda doppia, ma ho perfezionato le mie tecniche di sci alpinismo. Ho lavorato sui punti di ancoraggio nella neve, sugli ancoraggi di abalakov... Ho ripetuto tutti i movimenti per diversi mesi”

“Ho perfezionato le mie tecniche di sci alpinismo. Ho lavorato sui punti di ancoraggio nella neve, sugli ancoraggi di abalakov”. Matthias Giraud 

Per un’impresa di questo genere è essenziale scegliere la giornata giusta, e quest’anno le condizioni sono state molto complicate. Pierre Masbou, guida alpina di Chamonix, ha fornito un aiuto fondamentale nella valutazione della situazione, mentre l'idea di questo progetto era originariamente di Aurèlien Lardy. “Mentre mi preparavo a raggiungere le Alpi, un incidente mortale è avvenuto esattamente nel punto in cui avevamo previsto di sciare. Un giovane di Chamonix, Milo Cravero, è stato tragicamente trascinato per 800 metri da una valanga. Non conoscevo personalmente Milo. Avevamo 22 anni di differenza, ma è cresciuto nello stesso luogo in cui sono cresciuto io e faceva parte anche lui della squadra ZAG Skis. Non è necessario conoscere qualcuno personalmente per condividere il dolore di una comunità e percepire il peso dell'impegno che certe montagne richiedono. In seguito, monitorando attentamente l'evoluzione della neve e delle condizioni del vento, si è aperta una finestra favorevole. Un salto in ski-BASE comporta talmente tante variabili che è necessario massimizzare ogni aspetto della sicurezza per riportare il rischio entro limiti accettabili” ha scritto Giraud sui social. 

Il momento del lancio 

Il 26 maggio si è aperta una finestra di bel tempo, che Giraud è riuscito a sfruttare, trovando comunque condizioni complicate per sciare. “Era una situazione insolita: neve estremamente dura, a tratti ghiacciata, con un buon controllo e lamine che offrivano aderenza, ma con pochissimo margine di errore. Abbiamo aspettato che si ammorbidisse, cosa che non è mai avvenuta. Più in basso, ho incontrato tratti estremamente difficili dove era facilissimo perdere il controllo, in un punto in cui non si vuole cadere".

Giraud ha poi attraversato con cautela ed è andato a posizionarsi sull'ultima cupola. Nel successivo tratto la neve era pesante. “Al seracco, ho afferrato l'estrattore. Sapevo che l'apertura doveva essere perfetta. Una volta che gli sci si sono staccati da terra, mi sono sentito incredibilmente bene in aria”. 

"Sapevo che l'apertura doveva essere perfetta. Una volta che gli sci si sono staccati da terra, mi sono sentito incredibilmente bene in aria”.