'Ground up', otto giorni in parete su El Capitan

Il video della settimana racconta la salita di Pineapple Express, la variante estrema di El Niño, da parte di Amity Warme e Brent Barghahn

 

Con l'ingresso dirompente della bella stagione, la voglia di arrampicare su roccia è ormai incontenibile. Per chi non avesse la possibilità di farlo, o se avete ancora le dita aperte e siete in attesa di tornare in parete, un bel video di puro rock climbing è un'opzione per ingannare il tempo che vi separa dalla ripresa dell'attività. Questa settimana vi proponiamo Ground up, un mediometraggio di 36' diretto da Chris Alstrin e ambientato nella magica atmosfera di El Capitan.

Un solo viaggio, dalla base all'uscita

Ground up è il titolo del video non a caso: niente corde fisse, niente prove ripetute nel tempo, lunghe perlustrazioni. Amity Warme e Brent Barghahn decidono di affrontare la variante Pineapple Express di El Niño (5.13b/c, un solido 8a), con un unico viaggio di 800 metri.

La storia della via

Originariamente aperta nel 1998 da Alex Huber e Thomas Huber, El Niño è una delle vie più celebrate di El Capitan. La variante Pineapple Express, liberata nel 2018 da Tommy Caldwell e Sonnie Trotter, aveva finalmente aggirato i fatidici otto metri di granito liscio a sinistra della Big Sur Ledge, con una nuova variante di 3 tiri, evitando la calata in corda doppia degli Huber. La variante include il famigerato tiro La Niña, che è la sezione più difficile della via. 

 

Nel 2022, Seb Berthe ha compiuto la prima ground up, senza avere mai provato la via. Lo scalatore belga è andato tra l'altro vicinissimo alla prima on-sight, cadendo solo sull'ultimo tiro duro. Nel novembre 2024, Lara Neumeier e Nemuel Feurle hanno compiuto anche la prima salita interamente femminile, ma un anno prima di loro Amity Warme è stata la prima donna a scalare in libera Pineapple Express.

Una sfida fisica e mentale

Pineapple Express rappresenta per la scalatrice americana più di una via: un vero banco di prova. Il documentario cattura non solo – grazie a immagini spettacolari- la verticalità e l'impegno tecnico dell'arrampicata di altissimo livello, ma anche il “viaggio della mente” che il rock climbing estremo richiede per entrare in una dimensione così particolare. Attraverso il percorso alpinistico di Amity Warme – evidenziato da momenti intensi simili a un'intervista – e la simbiosi con Brent Barghahn, il film vuole celebrare però soprattutto la purezza del concetto di salita dal basso. Buona visione!