Una commemorazione nel primo dopoguerra
Soldati sulle Piccole Dolomiti durante la Strafexpedition
Passo Buole © archivio Cattabiani
Passo Buole © archivio Cattabiani
Buole, monumento alla battaglia © aerchivio Cattabiani
In un momento storico che richiama scenari di conflitto sempre più presenti nel nostro quotidiano, richiamare il passato non è solo un modo per riconnetterci alla nostra storia, ma uno spunto di riflessione sul nostro ruolo nel presente. Sulla base di questi spunti, assume interesse l'appuntamento di questa sera, alle 20.45, presso la sede del Club Alpino Italiano a Parma, dedicato alla memoria storica e al ruolo dei soldati parmensi nella prima guerra mondiale. La conferenza, dal titolo 110 anni fa: i parmigiani alle Termopili d’Italia, è a cura dello storico Andrea Cattabiani.
Passo Buole: una storia da non dimenticare
L’incontro si inserisce nelle iniziative per il centodecimo anniversario della “Strafexpedition” del maggio 1916, una delle offensive più dure del fronte trentino. Proprio in quel contesto si collocano gli eventi legati a Passo Buole, luogo passato alla storia come le Termopili d’Italia per la strenua resistenza opposta dai reparti italiani all’avanzata austro-ungarica. La conferenza offrirà un approfondimento sul contributo dei soldati provenienti dal territorio parmense, impegnati nelle file di unità che operarono proprio sui crinali tra Monte Zugna e Passo Buole.
Attraverso fonti, testimonianze e ricostruzioni storiche, Andrea Cattabiani illustrerà le fasi della battaglia e il significato strategico e simbolico di quel fronte, dove la resistenza italiana riuscì a fermare l’avanzata nemica verso la pianura veneta.
Un momento di consapevolezza
L’iniziativa rappresenta un’occasione per riscoprire una pagina significativa della storia locale e nazionale, riportando al centro l’esperienza dei soldati e il legame tra comunità e memoria storica. Non solo una lezione di storia, ma un momento di riflessione sul valore del sacrificio e sulle tracce ancora oggi visibili di quei fatti nei luoghi della montagna trentina. “La memoria che con queste ed altre iniziative teniamo viva ci porta a ricordare i parmigiani che a Passo Buole, sulla dorsale che da Rovereto scende a sud verso le cosiddette Piccole Dolomiti, combatterono valorosamente, fermando l’offensiva austriaca della primavera 1916 – spiega Andrea Cattabiani-. Erano reparti composti da molti parmigiani/parmensi, tanto che sul passo, battezzato dalla stampa dell’epoca 'Termopili d’Italia', è tuttora esistente - sebbene in precarie condizioni- un obelisco con lapide che ricorda dove, 'con tanto sangue, 'caddero e vinsero i fanti parmensi', unico monumento su tutto il fronte italiano dedicato specificamente i nostri concittadini/conterranei".
"Quando vado per le mie montagne, ripopolo queste trincee di soldati nostri e loro; penso alle loro fatiche, alle sofferenze e alle speranze, ai tanti caduti. Vado come a un pellegrinaggio". Mario Rigoni Stern
L'insegnamento di quei giorni trova risonanza nelle parole di un grande del Novecento. "Questi avvenimenti e segni ci auguriamo che inducano più di un camminatore a fare proprio quanto ha scritto l’indimenticato sergente nella neve Mario Rigoni Stern in proposito: 'Quando vado per le mie montagne, ripopolo queste trincee e questi camminamenti, queste postazioni d’artiglieria, di soldati nostri e loro; penso alle loro fatiche, alle sofferenze e alle speranze, ai tanti caduti (…) vado come a un pellegrinaggio'”.